Touring: a Villa d’Este la Lamborghini che fu di Ferruccio e una Maserati 5000GT

L’atelier milanese, presenza fissa a Villa d’Este, quest’anno espone la Lamborghini 350GT ex Ferruccio e una delle 22 Maserati 5000GT Allemano prodotte.

Da sempre protagonista al Concorso d’Eleganza Villa d’Este, la Carrozzeria Touring torna, quest’ano, alla “Classicissima di primavera” sulle rive del Lago di Como, con due esemplari di fresco restauro effettuato dagli artigiani del proprio Dipartimento Classic: la Lamborghini 350GT che appartenne al “patron” Ferruccio e una delle 22 Maserati 5000GT Allemano costruite.

Villa d’Este 2017 (qui la guida all’evento), in programma da venerdì 26 a domenica 28 maggio con la partnership di Bmw Group Classic, viene accompagnato dal motto “Around the World in 80 Days – Voyage through an era of records”: un racconto di dinamica evoluzione – sotto forma di “viaggio” – della motorizzazione lungo sei decenni (dagli anni 20 agli anni 80), che viene rappresentata dalle otto classi di auto storiche e sei classi di moto d’epoca (tutte prodotte fra gli anni 20 e gli anni 80) che maggiormente contrassegnarono lo sviluppo, il boom e il successivo assestamento dell’indotto automotive.

Lamborghini 350GT: era quella personale di Ferruccio

Un esemplare dal pedigree che più “nobile” non si può: la Lamborghini 350GT contrassegnata dal numero di telaio 265 fu, infatti, vettura personale di Ferruccio Lamborghini, fondatore dell’azienda di Sant’Agata Bolognese, che la fece costruire e la impiegò ad uso proprio per oltre un anno. L’obiettivo dichiarato all’epoca era di provare la vettura in tutte le possibili condizioni di marcia, in modo da studiarne il comportamento sul lungo periodo e, al termine, apportarne eventuali migliorie in termini di comfort di guida ed affidabilità: atout che, in seguito, diedero i loro frutti nello sviluppo della “erede” Lamborghini 400GT.

Al volante della 350GT “265”, Ferruccio Lamborghini impiegò, quale banco di prova preferito, le strade nei dintorni di Sant’Agata Bolognese. In più, dal punto di vista meccanico, la vettura venne equipaggiata con l’unità 4 litri “progenitrice” del motore poi impiegato per la 400GT; un medesimo trattamento venne riservato a cambiodifferenziale e albero di trasmissione, che vennero modificati sulla base delle indicazioni ricevute dal “patron” dell’allora giovanissima Lamborghini Automobili.

L’esemplare esposto da Touring Superleggera al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este è stato, a sua volta, protagonista di una lunga e movimentata esistenza: dopo la “cura Ferruccio”, venne venduto negli Stati Uniti a un proprietario che tentò una trasformazione con pezzi di altri modelli, per fortuna senza mai completare l’opera. L’attuale proprietario ricostruì la storia della “265” scoprendo che era l’auto personale di Ferruccio Lamborghini. Da quel momento decise che un’auto così importante sarebbe stata restaurata da Touring, là dove la carrozzeria originale era stata concepita e costruita.

Il ritorno alle condizioni di origine dello storico – e di particolare rilievo, data la sua unicità – esemplare presentato a Villa d’Este è stato possibile grazie all’intervento operato dagli artigiani del Dipartimento Classic di Touring Superleggera, come spiega il responsabile della Divisione, Andrea Dragoni:

“L’attuale proprietario ci ha affidato la Lamborghini 350GT perché questa vettura ha un incredibile valore storico intrinseco. La sfida sembrava impossibile, con un esemplare abbandonato da anni, danneggiato in molte parti e con numerosi pezzi mancanti. È stata la nostra conoscenza del modello, oltre naturalmente alle capacità del nostro atelier, che ci ha permesso di arrivare al risultato, di cui siamo particolarmente fieri”.

Nel dettaglio, i lavori hanno comportato, inizialmente, il completo smontaggio e la rimozione della parte posteriore della 350GT, nonché il sezionamento della zona anteriore e l’eliminazione di tutte le parti di carrozzeria non originali e di quelle danneggiate. Una volta che la scocca era “a nudo”, una sverniciatura con acqua ad alta pressione – simile alla sabbiatura ma più precisa e delicata – e la verifica della “quadratura” del telaio sul piano di riscontro hanno consentito agli artigiani del Dipartimento Classic di Touring Superleggera l’analisi delle reali condizioni dei pannelli carrozzeria. Successivamente, sono stati effettuati la ricostruzione delle strutture posteriori e superiori a sostentamento della scocca mancante e quelle dei cofani in alluminio. Il lavoro è poi proseguito con la ricostruzione completa della scocca, delle parti mobili, della componentistica e dell’impianto elettrico. Le tappe successive hanno previsto il restauro della selleria e degli interni in pelle, nonché la verniciatura nel colore originale. Infine il montaggio ed il collaudo estetico e funzionale.

Maserati 5000GT Allemano: omaggio alle vittorie a Indianapolis

Testimone di un’epoca che “sa di corse” come poche altre, la Maserati 5000GT rappresenta uno dei punti più elevati nell’expertise del Tridente. Il modello che viene esposto da Touring Superleggera al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2017 porta il numero di telaio 103.044.

La realizzazione del corpo vettura si deve alla Carrozzeria Allemano, atelier torinese attivo fra il 1928 e il 1965, anno nel quale chiuse i battenti a causa della prima congiuntura di metà anni 60, che ebbe diverse ripercussioni sul comparto automotive. Ad Allemano, che insieme a Bertone, Ghia, Michelotti, Pininfarina, Savio e Vignale costituì il gotha delle Carrozzerie torinesi che resero la città uno dei centri più importanti nel settore del design automobilistico a livello mondiale, si deve il disegno di una versione della Ferrari 166, di personali interpretazioni su base Fiat 1100, Lancia Aurelia, Jaguar XK140, Alfa Romeo 6C 2500, Aston Martin DB2/4 (per citare soltanto alcune delle più prestigiose) fino alle più piccole Fiat 600, 850 e 1100/103 TV, Renault Dauphine e 4CV e, appunto, Maserati (la 5000GT di Villa d’Este, ma anche la contemporanea 3500GT e la leggendaria A6GCS2000 degli anni 50).

La prima Maserati 5000GT Allemano, disegnata da Michelotti, venne presentata al Salone dell’Auto di Torino del 1961 e divenne famosa come “Indianapolis” in onore della vittoria Maserati alla “Indy 500” nel 1939 e 1940: questa prima vettura fu la base per lo sviluppo delle successive versioni di serie.

La Maserati 5000GT Allemano 103.044 di Villa d’Este 2017 appartiene al lotto di 22 esemplari carrozzati dall’azienda torinese sui 34 che vennero prodotti, in totale, fra il 1959 e il 1965 (fra i clienti più celebri, l’appassionatissimo Reza Pahlavi, lo Scià di Persia).

Il Dipartimento Classic di Touring Superleggera ne ha curato un attento restauro, effettuato con la necessaria attenzione nel preservare il più possibile la pannelleria originale, compresi i pregiati rivestimenti dell’abitacolo. Anche la Maserati 5000GT Allemano viene corredata da una specifica certificazione, a garanzia dell’esecuzione “a regola d’arte” del restauro, che tiene conto dei dettami dell’epoca di produzione del veicolo e, oltre a una metodologia di intervento originale o perfettamente compatibile, presuppone l’accurata ricerca storica e l’impiego di componenti originarie o ricostruite sulla base dei progetti e dei disegni d’epoca.

Lamborghini 3500 GT Touring e Maserati 5000 GT Allemano a Villa d’Este 2017: immagini ufficiali Vedi tutte le immagini

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