Roma capitale… dell’inquinamento sonoro

Uno studio di Legambiente Lazio ha mostrato che in 13 strade su 15 monitorate, i livelli di rumore sono insopportabili

Uno studio di Legambiente Lazio ha mostrato che in 13 strade su 15 monitorate, i livelli di rumore sono insopportabili

Altro che musica per le orecchie: Legambiente Lazio ha presentato i risultati di un monitoraggio sul rumore svolto a fine gennaio in 15 strade di Roma. Il risultato è sconfortante: in 13 casi su 15 è stato superato il limite di legge di 70 decibel di giorno e 60 di notte. Ma la cosa più rilevante è che in 9 casi l’intensità del rumore ha superato i 100 decibel, ossia molto vicini ai 110 delle discoteche che a lungo andare provocano danni all’udito. Ma almeno in questo caso si balla e si ascolta la musica e, soprattutto, si sceglie volontariamente il luogo rumoroso.

Chi invece si trova nella zona di Piazzale Appio (la piazza più rumorosa della città con 109,4 decibel di punta con una media di 80,3) preferirebbe invece avere più tranquillità almeno la notte. Ma il traffico non perdona, con troppi automobilisti che usano il clacson senza motivo, senza ricordare che nelle città non si può proprio utilizzare. Anche in via Nazionale i timpani sono messi a dura prova: 109,1 decibel massimi e 77,3 medi.

Legambiente ha ribadito che il rumore non va sottovalutato dato che può provocare stanchezza, ansia, irritabilità, insonnia e disturbi gastrici. Il problema non riguarda solo Roma ma tutte le città di medie e grandi dimensioni, dove il traffico è sostenuto per diverse ore del giorno e della notte.

Le proposte degli amministratori sono quelli di limitare il traffico automobilistico, che rappresenta la prima causa del problema, e creare maggiori spazi ai mezzi di trasporto pubblico. Ormai tutte le città hanno limitato la circolazione nei centri storici e creato corsie preferenziali per autobus e tram, anche se tutti i centri storici delle città della Penisola non hanno vie sufficientemente larghe per farlo. Un ultimo dato che fa riflettere: secondo i dati Istat, ben il 47% delle famiglie del Lazio dichiara problemi relativi al rumore nella zona in cui abita.

Di seguito ecco quali danni può provocare l’inquinamento acustico e a quanti decibel corrispondono i rumori più comuni

 

Nessun problema 0 Soglia dell’udibile
  10 Locale ben isolato
  15 Brusio in un bosco
  20 Ticchettio orologio
  25 Bisbiglio
Possibile disturbo del sonno 35 Biblioteca
  50 Conversazione
  55 Aspirapolvere
  60 Attività in ufficio
Affaticamento, possibili danni psichici 70 Transito auto
  80 Traffico nelle ore di punta in una città
Danni psichici, neurovegetativi, uditivi 90 Camion
  100 Macchinari industriali
  110 Discoteca
Soglia del dolore 120 Clacson
  130 martello pneumatico
Danno all’udito 140 Motore Jet
*Intensità rumore espresso in dB

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