Confindustria sta con Fiat, si chiuda Termini

La presidente Marcegaglia contro gli stabilimenti poco competitivi, per il futuro l’economia può solo guardare a Oriente

La presidente Marcegaglia contro gli stabilimenti poco competitivi, per il futuro l’economia può solo guardare a Oriente

Gli imprenditori si schierano con le politiche di riorganizzazione produttiva decise da Fiat.  Mentre si rincorrono nuovi sviluppi riguardo allo stabilimento di Termini Imerese, la presidente di Condindustria Emma Marcegaglia si è esposta in maniera piuttosto diretta: ”Se uno stabilimento non sta in piedi per motivi competitivi e logistici il problema non è mantenerlo nella propria sede, ma reimpiegare la forza lavoro che rischia la disoccupazione”.

Per evitare questo scenario, secondo la rappresentante confederale, servirebbe partire da una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali, evitando tuttavia spirali di assistenzalismo. Le linee predilette riguarderebbero “sussidi di disoccupazione piu’ lunghi, ma sempre a tempo. O anche una rimodulazione del welfare con particolare attenzione ai giovani e alle donne”.

E mentre si tessono lodi per la linea dell’intransigenza seguita dal Ministro del Welfare Giulio Tremonti – unica strada perseguibile, a giudizio della Marcegaglia, “se si vuole evitare di ritrovarsi in una situazioni simile alla Grecia” – per il futuro serve orientare gli investimenti in direzione dei mercati che possono guidare la ripresa, ovvero Cina, India e in generale l’Oriente.

Su questo punto la leader degli industriali avvisa: ”Non possiamo mantenere lo status quo, così siamo condannati a morire. E’ l’attuale discontinuita’ strategica che bisogna correggere per creare nuovo lavoro”. Magari ricevendo una mano anche dalle banche, cui si appunta ancora una ristrettezza del credito concesso.

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