Ricarica a induzione sull’autostrada A35 Brebemi: il futuro è già qui

Tommaso Giacomelli
13 Giugno 2022
Arena del futuro 1

All’Arena del futuro proseguono a gran velocità i lavori che portano allo sviluppo della ricarica a induzione per agevolare la mobilità elettrica.

La tecnologia Dynamic wireless power transfert, o più semplicemente ricarica a induzione, prosegue i propri sviluppi nell’Arena del Futuro, sviluppata da Brebemi. In quest’area geografica si proseguono i test di questa tecnologia per rendere la mobilità del domani ancora più efficiente, anche se il percorso da compiere è ancora ricco di ostacoli.

Ricarica a induzione: il progetto

Il progetto che sta alla base della Dynamic wireless power transfer è coordinato da Brebemi e Aleatica. Si tratta di un programma in stato avanzato, perché sono molteplici le realtà che vi hanno preso parte, in più ci sono alcuni punti di riferimento di ciascun settore di competenza.

L’obiettivo principale è quelli di raggiungere una maggiore diffusione della tecnologia della ricarica a induzione, che permetterebbe ai veicoli elettrici di fare rifornimenti senza fili sia durante la sosta, ma soprattutto in movimento occupando le corsie dotate di spire, che si collocano sotto pochi centimetri d’asfalto.

A sostegno di questo progetto sono intervenuti all’evento di Chiari, a Villa Mazzotti, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, con i propri complimenti e auguri, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana con un intervento in video e il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini.

I vantaggi

L’intero comparto su gomma ne beneficerebbe, poiché potrebbe viaggiare nel modo più sostenibile possibile. Un altro vantaggio sarebbe quello della riduzione dei “tempi morti” tipici di chi deve ricaricare l’auto elettrica alla colonnina, ma la principale tra le caratteristiche positive di questa tecnologia è la migliore efficienza energetica dei veicoli: l’auto immagazzina più di quello che consuma, le ricariche per induzione essendo più frequenti ottimizzano la resa e nel futuro i produttori potrebbero persino ridurre, e il peso e il volume dei pacchi batterie delle stesse. Uno scenario sicuramente interessante.

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