Italia-Usa: due decenni di car design, arte e cultura al Mauto di Torino

Le contaminazioni artistiche, culturali e automotive che segnarono gli anni 50 e 60 raccontate da “Crossroads”, in programma fino al 25 giugno.

Le contaminazioni artistiche, culturali e automotive che segnarono gli anni 50 e 60 raccontate da “Crossroads”, in programma fino al 25 giugno.

Quali sino state le influenze artistiche e culturali che hanno ispirato lo styling dell’automobile nei due decenni che più di tutti contribuirono a costruire l’identità moderna del nostro Paese? E in quale misura l’Italia dell’arte e del design, nel boom economico e nella prima stagione d’oro dei suoi grandi interpreti delle rappresentazioni visive e della progettazione industriale, ha inciso sull’evoluzione dello stile in America?

A questo, e a molto altro, il Mauto – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino si incarica di fornire una risposta, con “Crossroads“, un viaggio nell’arte, nella nuova comunicazione visuale e nello stile dell’automobile che abbracciano due decenni – gli anni 50 e 60 – di grande scambio reciproco fra Italia e Usa.

La mostra “Crossroads – Incroci Italia-USA, dal dopoguerra al boom economico”, che vede la curatela di Luca Beatrice e Rodolfo Gaffino Rossi (direttore del Mauto) e il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Milano, si inaugura oggi e resterà in cartellone fino al 25 giugno 2017.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso gli anni 50 e il decennio successivo: anni che, in un modo o nell’altro, ancora in parte influiscono nella vita quotidiana, al di qua e al di là dell’oceano. Per questo, “Crossroads” si incarica di tracciare un percorso di scambio artistico e culturale fra Italia e Stati Uniti d’America, il Paese che più di tutti influì sulla corsa al benessere nel nostro Paese. Nel bene e nel male, visto con l’occhio di oggi; tuttavia, l’esposizione al Mauto invita il pubblico a calarsi nei panni dello storico, e ad esaminare i reciproci movimenti di arte, industria, cultura e automobile senza contaminazioni attuali.

Il percorso: auto d’epoca, filmati, opere d’arte e pubblicità

Ed ecco la domanda di fondo che ci si pone: quali influenze hanno ispirato la mano dei nostri stilisti delle quattro ruote negli anni d’oro dello sviluppo dell’automotive? E quale contributo ha dato il nostro Paese all’evoluzione del linguaggio del design oltreoceano?

Fra auto d’epoca e filmati, opere d’erte e manifesti pubblicitari, la retrospettiva al Mauto di Torino racconta  il contesto socio-culturale italiano a confronto con quello americano, tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli Anni Sessanta, in un approfondimento delle reciproche contaminazioni tra arte e car design.

Il pecorso espositivo si articola su più parti. La prima sezione conduce il visitatore all’interno delle suggestioni visive, musicali e cinematografiche con un riferimento a quegli autori e artisti che hanno raccontato l’immaginario dell’epoca più rivoluzionaria della storia del Novecento, da Andy Warhol e Roy Lichtenstein a Bert Stein, dagli italiani Mimmo Rotella e Mario Schifano, a Tazio Secchiaroli.

Una Lincoln Continental (la berlina del 1961 dalle linee lussuose la cui storia si intreccia a quella di presidenti e uomini d’affari: fu la vettura nella quale venne assassinato John Fitzgerald Kennedy, a Dallas, il 22 novembre 1963) apre il percorso espositivo. Seguono tre grandi aree tematiche, che spaziano dal cinema alla letteratura, dalla pittura alla fotografia: “On the Road vs La Strada”, “Cinecittà e Hollywood”, “Dive & Latin Lover”: gli anni di Jack Kerouac e Allen Ginzberg, di James Dean e delle pin – up, dell’arte che deforma i simboli del consumismo e si contrappone alla comunicazione di massa della televisione e della pubblicità, e che in Italia incontra il tema della ricostruzione e del “boom economico” con i racconti delle periferie  e la poetica di Pier Paolo Pasolini.

L’incontro fra due stili: Italia – Usa a confronto

Questi due mondi vengono illustrati da tredici auto storiche: un’antologia di modelli che conferma il parallelismo fra le due realtà. La maestosa Packard Super Eight del 1937, ma anche Buick e Plymouth “contro” Fiat e Alfa Romeo che mettono a confronto i designer italiani e i colleghi americani; l’eclettismo razionale italiano che, negli anni, riuscì ad influenzare lo stile Usa, fino agli anni 50 teso all’esagerazione dei volumi e all’estremizzazione delle forme, che trova in Harley Earl della General Motors e in Virgil Exner della Chrysler la sua massima espressione. Furono molti, infatti, i designer italiani che perfezionarono oltreoceano le proprie competenze tecnologiche: su tutti, Giovanni Savonuzzi a Giovanni Michelotti, Mario Revelli di Beaumont e Battista Pininfarina.

Per questo, “Crossroads” propone una serie di eventi contestuali alla retrospettiva: il primo di essi, “Il designer dei due mondi: Torino – Detroit e ritorno”, in programma venerdì 31 marzo alle 18,30, vede protagonista proprio Giovanni Savonuzzi, già responsabile tecnico di Cisitalia e fondatore della SVA nonché direttore gerenale della Carrozzeria Ghia: il convegno ripercorrerà la ricchissima vita professionale dell’ingegnere-designer che lavorò tra Europa e Stati Uniti tra il 1940 e il 1980, creando alcune tra le più straordinarie vetture del Novecento, dalla Cisitalia 202 SMM Spider Nuvolari esposta al Mauto alla Gilda, dall’Aerodinamica alla Supersonic.

 

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