Certificato di proprietà digitale: Unasca critica, Aci risponde

Francesco Giorgi
29 Ottobre 2015
Certificato di proprietà digitale: Unasca critica, Aci risponde

Più fogli, lavoro, attesa: e la “rivoluzione”? Alle critiche Unasca, Aci comunica che sono in arrivo nuove semplificazioni per operatori e utenti.

Più fogli, lavoro, attesa: e la “rivoluzione”? Alle critiche Unasca, Aci comunica che sono in arrivo nuove semplificazioni per operatori e utenti.

Un nuovo capitolo anima la querelle del nuovo certificato di proprietà digitale, il documento in vigore dallo scorso 5 ottobre (ne sono già stati richiesti 600.000) e, nelle scorse ore, al centro di un acceso “botta e risposta” fra Unasca (l’Unione delle Autoscuole e degli Studi di consulenza automobilistica) e Aci. Sostanzialmente, una circolare diramata dall’Automobile Club tiene a precisare che sono in arrivo nuove semplificazioni che andranno a favore degli utenti e degli operatori professionali; misure, comunica Aci, frutto di un costante controllo effettuato dal Pubblico Registro Automobilistico sulle operazioni svolte.

Il comunicato Aci di queste ore non fa menzione di Unasca, tuttavia è chiaro il riferimento all’Associazone delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica, che aveva puntato il dito sulla maggiore complessità nella compilazione del nuovo passaggio di proprietà rispetto al passato: “L’Automobile Club promette il risparmio di tonnellate di inchiostro e 30 milioni di fogli, ma in realtà adesso fare un passaggio di proprietà è diventato più complesso di prima”, aveva dichiarato il segretario di Unasca Studi, Ottolino Pignolini, a un recente convegno di Federmotorizzazione. L’attuale iter, secondo Unasca, produrrebbe più carta rispetto al “vecchio” metodo: occorrerebbe un foglio in più (la delega) da firmare per stampare il certificato di proprietà stesso (due fogli), l’allegato “A” con le informazioni supplementari all’atto di compravendita e la fotocopia del documento del delegante. In buona sostanza, indicava Unasca, questo comporterebbe tempistiche di lavoro più lunghe per gli operatori e maggiore attesa da parte degli utenti. Per non parlare dei 27 euro da sborsare per un documento che, sosteneva Unasca, ora non viene materialmente più consegnato.

Ed ecco la risposta di Aci. Relativamente alle procedure di semplificazione del certificato di proprietà digitale, l’Automobile Club precisa come non siano sufficienti, da sole, al risparmio di 30 milioni di fogli di carta all’anno. Ad oggi, le zone operative sono quelle di Roma, Chieti, Pordenone e Cosenza; entro novembre saranno operative anche Piacenza, Salerno, Sassari, Taranto, Viterbo, Aosta, Caltanissetta, Catanzaro, Pistoia e Trieste. In sintesi, indica l’Aci, un concreto risultato potrà essere valutato quando la macchina organizzativa sarà a pieno regime, mediante la completa digitalizzazione dei processi operativi. L’obiettivo, comunica l’Automobile Club, potrà essere raggiunto anche grazie all’adesione degli studi di consulenza automobilistica al nuovo servizio “Semplific@uto” di Aci.

Resta da chiarire la vicenda dei cinque fogli per ciascun passaggio di proprietà sui quali ha puntato il dito Unasca. A questo proposito, attraverso il direttore del Servizio Pra Giorgio Brandi, l’Automobile Club fa sapere che la necessità di stampare più fogli “Si limita a meno del 10% delle operazioni, e riguarda soltanto le operazioni complesse; per il restante 90% rimane la stampa di un solo foglio. In pratica, si ripete quanto avveniva con il ‘vecchio’ certificato di proprietà cartaceo”.

In ultimo, Aci fa una precisazione sulla ricevuta: il Pubblico Registro Automobilistico indica che quella che viene rilasciata adesso è decisamente meno “pesante” rispetto al vecchio certificato di proprietà cartaceo, riguardo alla grammatura della carta. “Non solo: è stato più volte sottolineato come si tratti di una fase transitoria che sarà superata già da febbraio 2016, grazie alla completa digitalizzazione dei processi – chiarisce lo stesso Brandi – Intanto, alcune semplificazioni operative, che potranno da subito ridurre il numero dei casi nei quali si richiederebbe la stampa di più fogli, sono già state individuate”.

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