Incentivi: GPL discriminato

La differenza fra GPL e metano solleva le critiche dei rappresentanti di settore

La differenza fra GPL e metano solleva le critiche dei rappresentanti di settore.

Il Governo ha varato il decreto incentivi: per diventare legge definitiva, il Parlamento deve approvarlo entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Obiettivo del decreto, aiutare le Case automobilistiche (nonché l’indotto che gira intorno ai Costruttori) privilegiando la compatibilità ambientale: protagonisti assoluti sono i veicoli Euro 4 e 5, il GPL e il metano.

Proprio sul gas, si concentrano le critiche maggiori verso il decreto legge. È infatti vero che gli importi unitari degli incentivi destinati a chi converte a GPL o a metano il proprio veicolo sono aumentati: il contributo per il GPL passa da 350 a 500 euro e quello per il metano da 500 a 650 euro. Tuttavia, in caso di acquisto di auto nuove a gas, ci sono strane differenze.

Eccole. Se per l’acquisto di un’auto nuova a GPL, rottamandone una vecchia Euro 0, 1, 2 (precedente al 1999), si può arrivare a un massimo di 3.500 euro di contributo (2.500 per un veicolo commerciale), per l’acquisto di un equivalente mezzo a metano, rottamando lo stesso vecchio veicolo, si può arrivare fino a 5.000 euro di contributo (6.500 per un veicolo commerciale). Insomma, ballano dai 1.500 ai 4.000 euro di differenza fra GPL e metano, a favore di quest’ultimo.

Per questo, l’auspicio del Consorzio Ecogas è che il Parlamento, in sede di conversione del decreto, modifichi il testo, eliminando la discriminazione tra veicoli nuovi a GPL e metano.

Per esempio, sarebbe giusto, secondo l’Assogasliquidi, equiparare una Fiat Panda a GPL con una a metano, che emettono una quantità di anidride carbonica per chilometro molto simile.

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