Dove vanno a finire i proventi delle multe stradali? Un ente locale su tre non lo rende noto

Francesco Giorgi
23 Febbraio 2022
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Sebbene si tratti di un obbligo di legge, il 30,9% delle amministrazioni locali non ha inviato al Governo la relazione delle multe elevate nel 2020, che in Italia hanno ammontato a circa 3 miliardi di euro.

La destinazione dei proventi delle multe stradali è una questione che interessa non soltanto i funzionari della pubblica amministrazione, ma anche i consumatori, perché gli enti locali hanno l’obbligo di dimostrare quanto “raccolto” durante l’anno in seguito alle infrazioni al Codice della Strada. Eppure, non sempre questo impegno (fra l’altro previsto dalla legge) viene regolarmente accolto.

Un “problema da tre miliardi”

Le cifre parlano chiaro: nel 2021, il 30,9% degli enti locali non si è premurato di inviare al Governo, entro i termini di legge (31 maggio) la relazione sul rendiconto delle multe stradali elevate nel 2020 (autovelox compresi). A conti fatti, su circa tre miliardi di euro di multe annue complessive in Italia, si dovrebbe ancora conoscere la destinazione di una cifra nell’ordine di 927 milioni di euro.

Autovelox: multe, importi, tempi di notifica

Le disparità sono notevoli

Durante una recente puntata di “Mi Manda Raitre” alla quale ha preso parte anche Alessandro Morelli, viceministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, è emerso (su un consuntivo del Ministero dell’Interno) un notevole divario di gestione: ovvero, regioni “buone” (come la Toscana, dove solamente 21 amministrazioni locali sulle 273 presenti sul territorio sarebbero risultate inadempienti: il 7,6%) e “cattive” (fanalino di coda è stata la Valle D’Aosta, in cui il 64,8% delle amministrazioni locali, cioè 48 su 74, non avrebbe inviato la documentazione entro il 31 maggio 2021). Di più: sono ben 25 le Province (21 del sud, 4 del nord) che non avrebbero mandato i rispettivi rendiconti. E su 14 città metropolitane, sarebbero cinque quelle inadempienti: Genova, Napoli, Messina, Palermo e Catania.

Siamo alle solite…

Una situazione che Simone Baldelli, già componente della Commissione Trasporti all’inizio di dicembre 2021 stato nominato presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei Consumatori e degli Utenti, riassume in un “tweet”: “Sicuramente ci sono altre priorità, ma siamo sempre in attesa di ricevere dal Governo i dati completi dei proventi delle multe dagli enti locali”. E la questione, è bene tenerne conto, non è neanche di strettissima attualità. Spulciando gli archivi delle notizie, emerge che il problema dei Comuni inadempienti era già stato affrontato a dicembre 2021.

Trasparenza obbligatoria

La legge prescrive che ogni amministrazione locale debba inviare al Governo, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione telematica sugli introiti che derivano da multe (comprese quelle elevate con autovelox). Nell’approvazione del DL Infrastrutture avvenuta dal Parlamento a novembre 2021 e che contiene diverse novità al Codice della Strada, una norma riguarda proprio questo argomento: l’obbligo, per le amministrazioni locali, di pubblicare con cadenza annuale una relazione sulle multe, entro il 30 giugno di ogni anno.

Comuni, Province ed Unioni di Comuni dovranno provvedere alla pubblicazione sul proprio sito Web di un consuntivo sulle somme incassate nell’anno precedente, e le modalità di come effettivamente tali somme sono state utilizzate. Dal canto suo, il Ministero dell’Interno dovrà rendere note (sempre attraverso il proprio sito istituzionale) le relazioni dagli enti locali entro sessanta giorni dall’avvenuta ricezione di ogni documento.

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