Il Grande Libro della Formula1: intervista a Luca Dal Monte

70 anni di Formula 1 colmi di retroscena dal sapore unico per conoscere tutto quello che è accaduto dentro e fuori la pista.

La Formula 1 ha sempre un posto di rilievo tra le pagine di Motori.it e questa stagione 2020 così travagliata offre spunti di discussione soprattutto quando si incontrano appassionati che, per mestiere, masticano la massima formula da anni, come Luca Dal Monte. Si proprio lui, lo scrittore che il mondo ci invidia, e che ha raccontano in maniera unica, come nessuno era mai riuscito prima, la vita di Enzo Ferrari in “Ferrari Rex”, tanto da vincere il premio selezione Bancarella Sport nel 2017 e da meritare un’intervista esclusiva sul New York Times.

Il grande libro della Formula 1 con prefazione di Leclerc

Adesso è tornato in coppia con Umberto Zapelloni per “Il grande libro della Formula1” (foto sotto), edito da Baldini e Castoldi, che in 1.335 pagine racconta 70 anni del campionato automobilistico più bello del mondo. La prefazione è di un certo Charles Leclerc, “il predestinato” come viene indicato nelle telecronache da Carlo Vanzini. “Cercavamo la prefazione di un pilota che potesse essere un raccordo tra il passato e il presente della F1, spiega Luca, (è un appassionato come me e non posso citarlo per cognome sarebbe troppo formale e si perderebbe il senso della nostra chiacchierata da buoni amici che amano lo stesso sport e quegli oggetti meravigliosi e potenti che sono le auto sportive) e Leclerc è perfetto perché un pilota che è anche una persona con un viso pulito che si prende le sue responsabilità e incarna al meglio la F1 di oggi. E’ il ponte tra la F1 di oggi ed il futuro”. Parole di stima che ci aiutano a capire ancora meglio il valore del driver monegasco. “Leclerc è molto preparato, molto serio, ha subito fatto vedere come è fatto, soprattutto in pista, e sarebbe piaciuto molto a Ferrari perché antepone sempre il bene della Scuderia, è un gentiluomo d’altri tempi, un Peter Collins, è una persona con dei valori”. Sarebbe stato approvato dal Drake quindi, ma adesso ha un bel da fare in questa Formula 1 colma di talenti, come osserva anche il nostro interlocutore: “la F1 adesso ha una bella generazione di piloti, Gasly, Ocon, Perez, anche Stroll, Albon, Norris, Russell, se non ci sarà una marca dominante, ci sarà un bello spettacolo nel prossimo futuro, e poi ci sono i senatori come Vettel e Ricciardo”.

Un libro che racconta cosa succede nelle stanze dei bottoni

Per arrivare a comprendere quello che accade in pista oggi, e quanto sia cambiata la vita nei team e dei piloti, vi suggerisco di leggere “Il grande libro della Formula1” che, come ci racconta Luca, “è un ritorno all’antico, perché nel 2000 io e Umberto (Zapelloni) abbiamo scritto “La rossa e le altre”, così oggi, a 20 esatti, questo può essere considerato il seguito, sempre per Baldini e Castoldi. E’ riproposta quindi l’edizione originale più gli ultimi 20 anni di F1: praticamente tutta l’evoluzione moderna della massima formula con tutte le sfumature che non si conoscono, soprattutto nelle stanze dei bottoni, quindi è tutto da scoprire, perché ci sono cose che sulla stampa sono state solamente accennate”. Tanto per fare un esempio, “l’avvicendamento Marchionne-Montezemolo è trattato a cuore aperto”.

I periodi più amati da Luca dal Monte

Insomma, tanti anni raccontati in un volume solo ma dal grande valore storico, l’ideale per trascorrere attimi di egoistica curiosità a quattro ruote, magari prima di un gran premio, per lasciare a bocca aperta con racconti unici i compagni di visione. Ma in un periodo così lungo, 70 anni appunto, quali sono stati gli anni più appassionanti per Luca che, con un trascorso lavorativo in Ferrari ed in Maserati, ha sempre vissuto, come direbbero i piloti, full throttle? “Io ho due periodi che mi affascinano, l’epopea Schumacher, perché li ho vissuti in Ferrari quegli anni, anche se non ero nell’area sportiva, e poi ci sono gli anni ‘70 con Lauda, Hunt, Stewart e Scheckter. Questi hanno una rilevanza particolare perché li ho vissuti da ragazzo e mi hanno colpito anche per tutto quello che c’era intorno, e poi la morte che aleggiava in F1 rendeva tutto molto speciale. E anche i piloti la pensavano così, erano consapevoli del pericolo. Negli anni ‘70 non dovevi oltrepassare il limite, altrimenti rischiavi la vita, oggi puoi andare oltre, e poi uscire saltellando come Leclerc a Monza. Rindt invece arrivò a Monza il venerdì, con la speranza di diventare campione del mondo, e infatti lo diventerà postumo, ma appunto è scomparso. Oggi, fortunatamente, queste cose non accadono più, a parte episodi particolari come quello del povero Bianchi”.

Oggi è una Formula 1 diversa

La Formula 1 è cambiata, la sicurezza è cresciuta moltissimo, ma questi regolamenti come vengono visti da uno scrittore che si alimenta di passione? “Adesso la sicurezza ha fatto passi da gigante, si veda Leclerc a Monza, tra l’altro 50 anni dopo l’incidente di Rindt, e tutto questo è frutto del lavoro di Bernie Ecclestone. I regolamenti di oggi da una parte sono troppo costrittivi, poi c’è il discorso delle mescole, perché utilizzare due mescole diverse? E’ una sorta di controsenso perché per definizione ce n’è una che funziona meglio delle altre”.

La Ferrari una costante dell’opera di Dal Monte e Zapelloni

Una menzione particolare merita la Ferrari, oggi in crisi, ma che spesso è risorta dalle sue ceneri: la Ferrari è la costante del nostro libro e la Ferrari devi vederla in prospettiva storica, è l’unica che c’è da 70 anni con alti e bassi. Nel ‘73 quando il Drake rifondò la scuderia decise di saltare 2 gare per recuperare il gap, e riordinare le idee. Nel ‘75 è arrivato il mondiale. Oggi è in una crisi profonda, ma non è l’unico momento difficile della Scuderia, per cui io non dispererei”. Magari un giorno troveremo una Ferrari vincente con Mick Schumacher? “Per Mick Schumacher sarà difficile riuscire a sfondare con un cognome così pesante. Lo stesso Villenueve iniziò a parlare del padre quando divenne campione del mondo”.

Tanti progetti che bruciano di passione

Situazione attuale a parte, Luca ha ancora tanto da raccontare sulla Formula 1, e la sua penna è caldissima: “ad inizio febbraio arriverà “Belli e Dannati”, una raccolta di racconti, come con “La scuderia” del 2009, poi ce ne saranno altri 4, sempre sul mondo delle corse”. I prossimo progetti saranno esclusivamente di narrativa e so già che sarà difficile resistere alla curiosità di rubargli qualche informazione in corso d’opera.

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