Pneumatici: la corretta pressione per viaggiare sempre in sicurezza

Le gomme vanno mantenute ai giusti valori di gonfiaggio: né troppo, né poco. Ne va della sicurezza propria e altrui e del comportamento del veicolo.

Vivere d’aria” è impossibile per gli esseri umani e per tutte le specie animali. È tuttavia permesso, ed è essenziale che sia così – di più: assume fondamentale importanza – in alcuni dei principali componenti del veicolo che assumono un valore di primo piano per la sicurezza di marcia propria e, soprattutto, altrui. Il riferimento va, in questo senso, agli pneumatici; i quali, come il nome stesso indica, traggono dall’aria la propria “forza di azione”. Ed è attraverso l’aria che mettono in pratica le caratteristiche per le quali vengono progettati:

  • garantire la migliore aderenza del veicolo al terreno
  • mantenere la corretta tenuta del mezzo in curva, sul bagnato e, in base alla mescola con cui vengono realizzati, nelle più disparate condizioni di guida
  • permettere giusti spazi di frenata
  • offrire un corretto comfort a conducenti e passeggeri
  • sopportare al meglio il carico del veicolo.

L’aria è fondamentale

Tutte queste “voci” non sarebbero possibili senza l’aria che circola all’interno delle gomme. È vero che la struttura dello pneumatico, il disegno del battistrada e le tecnologie di progettazione delle mescole contribuiscono alle performance complessive delle gomme. Tuttavia, è altrettanto oggettivo il fatto che senza l’aria, uno pneumatico, anche il migliore e più tecnicamente avanzato al mondo, non possiede alcuna efficacia.

Ragione per cui è di basilare importanza provvedere alla esatta pressione di gonfiaggio. Altrimenti, la gomma “lavora” male, influisce in maniera negativa sul comportamento dinamico del veicolo; ne peggiora i consumi, con tutto quel che ne consegue relativamente alle emissioni nell’ambiente. Ecco perché è bene pensare per tempo, e ad intervalli periodici, all’esame del gonfiaggio degli pneumatici.

Le vacanze si avvicinano: ragione di più per essere scrupolosi

Un argomento che, rimarcano Assogomma e Federpneus, risulta tanto più importante quanto le esigenze della stagione estiva richiedono. I mesi climaticamente più caldi dell’anno presuppongono, al pari dell’inverno, ancora più attenzione allo stato d’uso delle gomme. Inoltre, molti automobilisti si trovano a dover impostare le proprie vacanze estive; sebbene quest’anno, a causa delle conseguenze socioeconomiche causate dalla pandemia da Coronavirus, il periodo di vacanze viene da molti vissuto in maniera differente rispetto al passato: una percentuale significativa di famiglie non andrà in vacanza; oppure approfitterà di meno giorni da dedicare alla villeggiatura. Ciò non toglie che le condizioni degli pneumatici vadano in ogni caso seguite con attenzione.

Del resto, qui sta la filosofia alla base di “Pneumatici Sotto Controllo”, marchio registrato da Assogomma – l’Associazione di Confindustria che rappresenta il settore gomma – e Federpneus (in rappresentanza delle aziende specializzate nella rivendita di pneumatici). Creato nel 2000 (compie quindi vent’anni), “Pneumatici Sotto Controllo” contraddistingue tutte le attività che riguardano questioni di sicurezza stradale inerenti il comparto pneumatici. L’obiettivo è, chiaramente, la sensibilizzazione degli automobilisti sull’importanza del tema “pneumatico”, sulla necessità di una sua periodica manutenzione, di una scelta consapevole, nell’ottica di una concreta salvaguardia della propria e altrui sicurezza.

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In merito alle condizioni di gonfiaggio delle gomme, si può dire che ciò sia tanto “banale” (come operazione) quanto fondamentale. Come si accennava in apertura, anche la gomma più efficace si trova ad operare in maniera scorretta se non è gonfiata nella giusta pressione (ed averne un’idea è semplicissimo: basta dare un’occhiata al libretto di uso e manutenzione del veicolo).

Oltre la metà degli automobilisti non bada alla pressione delle gomme

Eppure, Assogomma e Federpneus invitano ad osservare un dato che fa riflettere: più del 52% degli automobilisti italiani non provvede al controllo della pressione alle gomme della propria vettura. Si tratta di una rilevazione media, che deriva dalle valutazioni sui più recenti studi statistici svolti sul campo. Tuttavia suggerisce l’opportunità di avere sempre presente l’importanza della corretta pressione di gonfiaggio. È probabile che il restante 48% sia giustamente attento oppure (anche) possieda una vettura di nuova o recente produzione (dove, cioè, il sensore TPMS-Tire Pressure Monitoring System sia presente di serie: ricordiamo che, secondo quanto dispone l’art. 9 del Regolamento CE 661/2019, tutti gli autoveicoli della categoria M1 commercializzati a partire dal 1 novembre 2014 devono esserne provvisti). Ciò non toglie che l’attenzione da parte dell’automobilista debba sempre avere un ruolo preponderante nella gestione del veicolo. “Sotto”, dunque, con l’abitudine a controllare la pressione delle gomme con cadenza periodica.

Troppa pressione o poca pressione: il risultato non cambia

Un semplice “colpo d’occhio” o una tastatina con la mano o con un piede non bastano: nell’automotive, così come in tutte le umane attività, i “troppo bravi” hanno generalmente poco successo. Occorre essere precisi, e approcciarsi con criterio anche ad un’operazione semplice ma della massima importanza come il controllo della pressione delle gomme.

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Pneumatico sovragonfiato: conseguenze

Se la pressione di una gomma è più elevata rispetto a quella indicata dal Costruttore (e che, come detto, viene riferita nel libretto di uso e manutenzione, spesso con differenti valori che fanno riferimento alle disparate condizioni del veicolo a seconda del carico a bordo), ad avere la peggio è innanzitutto l’area centrale del battistrada, che viene sottoposta ad un eccesso di usura. Ne deriveranno, a lungo andare, una deformazione della struttura della gomma, spazi di frenata più lunghi, minore aderenza sull’asfalto, fenomeni di usura anomala che interessano alcune parti meccaniche del veicolo (ad esempio le sospensioni ed i braccetti), ed un comfort di guida inferiore (le irregolarità e asperità della strada vengono meno ammortizzate, il rumore nell’abitacolo è più percepibile).

Pneumatico sottogonfiato: conseguenze

Viceversa, una gomma costretta a lavorare ad una pressione inferiore rispetto ai valori corretti – ed è la maggioranza dei casi di errato gonfiaggio che gli specialisti osservano – comporta eccessivo surriscaldamento (a maggior ragione nei mesi estivi, quando cioè anche le temperature esterne sono più elevate); dunque minore sopportazione del carico (veicolo, passeggeri, bagagli), un più rapido degrado dei materiali che formano lo pneumatico con possibile rischio di lesioni, tagli, rigonfiamenti, determinati da urti accidentali contro una buca o un marciapiede; e, a lungo andare, può verificarsi un cedimento strutturale che può dar luogo ad uno scoppio della gomma (situazione sempre pericolosa che, se avviene ad alte velocità, è potenzialmente ancor più drammatica per l’incolumità degli occupanti il veicolo).

Operazione rapida, facile ed alla portata di qualsiasi gommista

Il controllo della pressione degli pneumatici è questione di pochi minuti, costa pochissimo (spesso è “a costo zero”, viene cioè effettuata gratuitamente), può essere effettuata in decine di migliaia di gommisti presenti sul territorio nazionale. È quindi bene tenere a mente una “calendarizzazione” di verifica alle condizioni delle gomme.

Assogomma e Federpneus consigliano di farsi controllare le proprie gomme “a freddo” e da gommisti specialisti, prima delle partenze estive, con vettura priva di passeggeri e bagagli.

Dove controllare i valori di pressione delle gomme

I valori di corretta pressione, in funzione del carico, possono essere presenti, oltre che nel libretto di manutenzione della vettura, anche sul montante della porta lato guida oppure all’interno del cofano motore: si tratta di pressioni determinate dalla Casa costruttrice del veicolo, dunque vanno rispettate con scrupolo, per ottimizzare le performance delle gomme e, di conseguenza, contribuire al corretto funzionamento del veicolo stesso. Una pressione diversa da quella prescritta dal Costruttore rappresenta una potenziale alterazione delle caratteristiche costruttive e prestazionali del veicolo, quindi un possibile pericolo per la sicurezza stradale.

A gomme sgonfie si consuma di più

Non meno importante è la connessione fra gonfiaggio e consumi: chi circola con gomme sgonfie, avvertono Assogomma e Federpneus, deve mettere in conto un maggiore consumo di carburante (a prescindere dal tipo di alimentazione), che può risultare pari al 15% in più del consumo ottimale; in più, segue un quantitativo di emissioni di CO2 e polveri sottili proporzionalmente più elevato.

Mantenere gli pneumatici del proprio veicolo alla giusta pressione di gonfiaggio significa, dunque, essere attenti alla sicurezza stradale, così come un consumo di carburante ottimale ed una corretta durata degli pneumatici, con i vantaggi per l’ambiente che ne derivano.

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