F1, Ferrari: la monoposto potrebbe avere nuove pance in Ungheria

Continua la ricerca nel team di Maranello degli elementi che frenano aerodinamicamente la SF 1000 in rettilineo

La Ferrari è già in crisi, ed alla seconda gara del mondiale di Formula 1 2020 si ritrova ad inseguire dei concorrenti che sembrano irraggiungibili. Ovviamente parliamo delle Mercedes, ma anche le Red Bull non sembrano alla portata delle rosse, e Racing Point e McLaren sono cresciute tantissimo dall’anno scorso. Per cui è bene che nella squadra di Maranello trovino presto una soluzione, perché l’aerodinamica non sembra essere all’altezza delle aspettative.

Nuove pance già dal GP di Ungheria

La SF 1000 sembra avere qualcosa che la blocca in rettilineo e le fa perdere velocità di punta, per cui dopo l’ala anteriore ed il nuovo fondo piatto che si sono visti nel recente weekend in Austria, ecco che in Ungheria dovrebbero arrivare delle pance rivisitate, perché è proprio in questa zona della vettura che dovrebbero esserci le maggiori criticità aerodinamiche. Ci si aspetta anche una rivisitazione degli scarichi e delle ulteriori aperture per far respirare meglio la meccanica, ma il tempo passa in fretta ed il calendario con gare sempre più ravvicinate, a causa della pandemia, non aiuta.

In attesa del muso stretto

L’altro elemento che in tanti invocano a gran voce è un nuovo muso in linea con quanto è stato introdotto da Mercedes e ripreso anche da altre squadre di vertice, per la verità dalla maggior parte dei team. Anche alla Ferrari gioverebbe un frontale caratterizzato da un muso stretto che in altre monoposto, si veda Renault, ha giovato non poco, ma chiaramente per questo particolare bisognerà attendere almeno Silverstone, a meno che dalle parti di Maranello non facciano un autentico miracolo.

Un team in alto mare

Nel frattempo, c’è da ritrovare un’unità di squadra impossibile da avere con un pilota che corre da separato in casa, ma ci sarebbe bisogno anche di Vettel per recuperare sugli avversari e, in particolare, della sua esperienza. Proprio questa atmosfera pesante sta accrescendo l’impazienza di Leclerc, voglioso di dimostrare ancora una volta che ha tutte le carte in regola per diventare campione del mondo, e la pressione, si sa, non è mai una grande alleata. L’incidente di domenica si poteva evitare, ma va dato atto al pilota monegasco di avere avuto l’umiltà di prendersi tutta la responsabilità senza troppi giri di parole, e di non essersi sottratto alla gogna mediatica di tutti coloro che nel gran premio precedente l’avevano eletto a nuovo messia.

Adesso Binotto dovrà farsi sentire, spogliarsi dell’aplomb che lo contraddistingue, e indossare la fascia da capitano per dirigere con piglio deciso le attività in pista. C’è bisogno di grinta, c’è bisogno di un condottiero che faccia la voce grossa quando serve e di qualche modifica per ridare velocità alla rossa, ma il cambio di rotta va effettuato rapidamente, altrimenti la delusione dei tifosi lascerà il posto alla rabbia per una squadra che deve tornare assolutamente a recitare il ruolo che le compete in Formula 1.

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