Pericolo sonnolenza per un guidatore su 5

Tappa milanese del Wake Up Bus Tour organizzato da Unione Europea e Società europea di ricerca sul sonno per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Tappa milanese del Wake Up Bus Tour organizzato da Unione Europea e Società europea di ricerca sul sonno per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Ha fatto tappa a Milano il tour internazionale del Wake-Up Bus, organizzato dall’Unione europea e dalla Società europea di ricerca sul sonno per sensibilizzazione l’opinione pubblica sui rischi legati alla sonnolenza alla guida, causata soprattutto da stili di vita errati e da disturbi del sonno. L’unica data italiana del bus, partito lo scorso 3 ottobre da Oporto, seconda città del Portogallo dopo Lisbona, è stata realizzata grazie all’Associazione italiana medicina del sonno con la collaborazione dell’Automobile club d’Italia, di Aci Milano e del Comune di Milano, ed è servita per raccogliere una serie di dati sulla capacità di attenzione al volante e su ciò che la compromette, che verranno illustrati al Parlamento europeo a conclusione del giro, il 15 ottobre a Bruxelles.

Le informazioni finora acquisite individuano tre principali imputati a fronte di un sinistro stradale: l’uomo, il veicolo e l’infrastruttura. Nell’80% dei casi la causa è riconducibile alle persone e la sonnolenza è una delle concause nel 22% degli incidenti. Un sondaggio condotto tramite i siti web di Esrs, Aims e Aci su 15.000 intervistati ha evidenziato come un automobilista su cinque soffra di sonnolenza diurna e il 70% di quanti hanno dichiarato di essere stati coinvolti in un incidente stradale ha ammesso di aver dormito poche ore prima del sinistro. «La probabilità di addormentarsi alla guida, poi, è maggiore se il conducente è affetto dalla sindrome delle apnee notturne, che affligge oltre 2 milioni di italiani», spiegano gli ideatori del sondaggio.

Ironico e scettico, alla notizia del sondaggio online, il commento dell’Associazione sostenitori amici polizia stradale, da tempo impegnata nella volontà di fondare una vera banca dati in grado di fornire un quadro preciso sugli incidenti: «Secondo l’inchiesta, nel 22% degli incidenti il sonno è concausa dell’evento. Prendiamo atto di questa ulteriore minaccia. Ci domandiamo solo come sia stata fatta questa puntuale analisi, visto che nel nostro Paese nessuno è in grado neppure di dire quanti incidenti sono connessi all’abuso di alcol, di droga o all’abuso di cellulare alla guida… Mistero. Sia anche in questo caso colpa del sonno?».

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