Formula 1: i retroscena tra Alonso e Ron Dennis nel 2007

L’ex capo della comunicazione McLaren Matt Bishop racconta le tensioni tra i due nel podcast “In The Pink”

Il 2007 è stato un anno particolare perla Formula 1: Raikkonen ha conquistato l’ultimo titolo piloti della Ferrari, e in McLaren è scoppiata la guerra intestina tra Alonso ed Hamilton con la regia di Ron Dennis. Ecco, proprio le scaramucce tra Dennis ed Alonso sono state raccontate nel podcast “In The Pink” dall’ex capo della comunicazione McLaren Matt Bishop.

Lo stratega Alonso

Al di là del disastro sportivo, con due piloti fortissimi gestiti nel peggior modo possibile, la situazione nel box McLaren ha generato anche tensioni affrontate con strategia da Alonso. Ma andiamo per gradi, nel corso delle qualifiche del gran premio di Ungheria, l’allora campione del mondo ostacolò Hamilton ai box facendogli perdere la pole position, così Dennis, oltre a gettare le cuffie, se la prese con il fisioterapista del pilota spagnolo, Fabrizio Borra, strattonandolo. Ma il campione di Oviedo si vendicò sfruttando una delle manie di Dennis, come racconta Bishop. ”Sapevamo tutti che Ron aveva una certa quantità di disturbi ossessivo compulsivi. Tutto doveva essere pulito e ordinato e odiava quando non era così. Ad esempio, ha sempre dovuto mangiare i succosi pezzi di frutta in un piatto, con un coltello e una forchetta, per evitare degli sgocciolamenti”. Quindi, nel corso della conferenza stampa ”Fernando entrò con la pesca più grande e più matura che abbia mai visto. Iniziò a mangiarla e se ne lasciò il succo e qualche pezzo sulla barba. Credo che nessuno sapesse cosa stava facendo Alonso, ma ero sicuro che stesse deliberatamente facendo ribollire il sangue di Dennis”.

Le considerazioni sui due

Dopo questo aneddoto, Bishop si è soffermato sui due caratteri, entrando nello specifico. “Fernando è un grande pilota, ma è anche un politico che sa esattamente cosa deve fare per spaventare le persone”. Poi parlando di Dennis: ”non avrà problemi con il coronavirus. Lavarsi le mani ogni venti minuti è normale per lui”. Insomma due caratteri diversi che prendono fuoco facilmente, citando Adriano Celentano, ma che collaborando forse avrebbero potuto ottenere molto di più in un momento cruciale nella loro carriera in Formula 1. La storia comunque è questa, e d’altronde si sa che i vincenti spesso non sono inclini a compromessi e non hanno caratteri morbidi.

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