Formula 1: i cambi regolamentari per il 2020

Riduzione delle power unit, impossibilità di lavorare sulle monoposto del 2022, unanimità non necessaria, e bando al DAS dal 2021

Il dietrofront in Australia, un calendario difficile da organizzare in maniera definitiva e team costretti a riorganizzarsi anticipando le ferie prima di tornare a correre in un campionato senza tregua. Eccola la Formula 1 ai tempi del Coronavirus, un momento particolare che ha favorito lo spostamento del cambio regolamentare al 2022, ma anche decisioni più agili per la stagione in corso.

Più flessibilità e cambi regolamentari più agili

Per non incorrere in dannose perdite di tempo, ci sono state delle modifiche ai regolamenti varate dal Consiglio Mondiale del Motorsport. Così, non sarà indispensabile avere l’unanimità per cambi regolamentati nella stagione in corso, ma sarà sufficiente che siano d’accordo almeno 6 team. Questo per non perdere ulteriore tempo nella definizione del calendario. Ma non è tutto, perché verranno diminuiti anche gli elementi che ogni pilota può utilizzare per la sua power unit a seconda della riduzione dei gran premi in calendario. Si parla di 2 power unit per ogni squadra per tutta la durata del campionato qualora questo durasse 14 gare o anche meno. Inoltre, verranno chiusi anche i settori motoristici delle scuderie oltre ai reparti sportivi, il tutto con il fine di contenere i costi.

Sarà vietato lavorare alle monoposto del 2022 ed il DAS dal 2021

Sempre per mantenere le spese più basse possibili, e per non snaturare l’impegno dei team sulle monoposto attuali, le squadre non potranno mettete mano al nuovo progetto per il 2022 nel corso della stagione attuale. Vietato in maniera definitiva infine, per il 2021, il DAS della Mercedes tanto discusso durante i test.

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