70 anni di Pirelli Cinturato: dal boom della motorizzazione alla tecnologia 5G

Milioni di km e quattro generazioni di pneumatici accomunati da un costante sviluppo tecnologico. Storia di una gomma-simbolo fra le eccellenze nazionali.

Ci sono oggetti che sfidano il tempo; o, meglio: lo accompagnano, evolvendosi costantemente per adeguarsi alle varie epoche ed al contestuale sviluppo dei rispettivi campi di applicazione. E, posto che… fino a prova contraria, “tondi e neri” lo sono da sempre – e c’è da giurarci che tali resteranno ancora per molto tempo – fra i componenti essenziali dell’autoveicolo che vengono aggiornati di continuo in ordine di assecondare al meglio le (peraltro imprescindibili) necessità di sicurezza da sempre al centro della ricerca tecnologica, ci sono gli pneumatici. In particolare, un tipo di gommatura che ha contribuito ad accompagnare quattro generazioni di automobilisti celebra un importante traguardo. Si tratta del marchio Pirelli Cinturato, che compie settant’anni: un lunghissimo percorso di incessante progresso avviato nel secondo dopoguerra – quindi in un’epoca in cui il “boom” della motorizzazione in Italia era di là da venire – e giunto fino al terzo Millennio inoltrato. Un’intera stirpe di pneumatici che, si può dire, molto ha concorso alla costruzione dell’”Italia a motore”, prima; e nell’ultima generazione affronta il secondo decennio del 21esimo secolo puntando i riflettori sulle nuove tecnologie che, fermi restando gli atout di sicurezza e comfort, rivolgono la propria attenzione sui sistemi di connettività – nello specifico, lo pneumatico che “dialoga” con le infrastrutture esterne – e sul comparto e-bike (servizi di noleggio compresi).

Perché si chiama “Cinturato”?

Pochi mutamenti, tuttavia epocali: in estrema sintesi, così la storia degli pneumatici può riassumersi. Fra questi cambiamenti, un ruolo di primo piano va ascritto a Pirelli, che ebbe il merito di evolvere l’introduzione della struttura radiale, facendo ricorso all’impiego di materiali di rinforzo misti, tessili e metallici. Fu questa la fase tecnologica che diede origine alla progettazione dello “Pneumatico con dentro la cintura di sicurezza”: con questo slogan, Pirelli accompagnò, nei primissimi anni 50, il debutto di un tipo di gomma dalla tecnologia all’epoca rivoluzionaria e che sarebbe stato destinato ad equipaggiare le vetture più importanti dell’epoca e di quelle successive.

Il nome attuale arrivò dopo, insieme alle supercar degli anni 60

Dal 1952, anno del debutto come Pirelli Cintura, alla successiva denominazione “Cinturato” (che arrivò nel 1963), la nuova tecnologia Pirelli si distinse immediatamente. Il battistrada “367”, in effetti, venne scelto da alcune delle principali (e più attente all’innovazione) Case costruttrici, come Lancia. Con il tempo, le evoluzioni successive portarono il Cinturato sotto alle vetture più affascinanti: con l’introduzione dei Cinturato CA67, CN72 e CN73 Pirelli inventò il concetto di pneumatico sportivo, necessario per tenere incollate alla strada sportive come le Ferrari 250 GT e 400 Superamerica, Lamborghini 400GT e Miura, Maserati 4.000 e 5.000. Con il CN12, poi, vennero introdotti i primi pneumatici ribassati capaci di prestazioni ancora superiori.

Dallo sviluppo nelle competizioni all’uso stradale

E che l’esperienza nelle corse sia importante per l’evoluzione delle tecnologie automotive, lo dimostra una volta di più lo studio dell’altrettanto leggendario Pirelli CN36 che, sviluppato per l’impiego sulle strade di tutti i giorni, conobbe numerosi successi nei rally. Fu grazie a questa esperienza che Pirelli diede forma a nuove evoluzioni della “famiglia” Cinturato, come il successivo CN54.

Con il P7 si entra definitivamente nel mito

Fu verso la metà degli anni 70 che, grazie anche al progresso nelle tecnologie di progettazione parallelo allo sviluppo delle autovetture (in special modo nelle competizioni) la gamma Cinturato conobbe una evoluzione storica: nella fattispecie, il primo Pirelli Cinturato P7, creato per i rally e per Lancia Stratos in particolare, portava in dote innovazioni importanti come la cintura in nylon a Zero Gradi e, soprattutto, una geometria super ribassata. I primi modelli “stradali” ad usufruirne furono, fra gli altri, Porsche 911 Carrera Turbo, Lamborghini Countach e De Tomaso Pantera. Al Pirelli Cinturato P7 seguì presto il P6, meno sportivo e con un “parco auto” potenziale più ampio. E ancora, il P5 creato apposta per Jaguar che aveva chiesto a Pirelli silenzio a bordo e massimo comfort di marcia. Evoluzioni di P6 e P7, negli anni 80 nascono P600 e P700 che miglioravano in particolare nelle prestazioni di sicurezza come la tenuta sul bagnato e l’aderenza in curva. Anni 90: arrivano i P6000 e P7000, ancora più sicuri e performanti dei precedenti. Nel frattempo, gli ingegneri Pirelli stavano lavorando a un’altra rivoluzione: la Lancia Delta S4, leggenda dei rally, necessitava di coperture adeguate per le prestazioni di cui era capace. Nacque così il P Zero. Ma questa è un’altra storia.

La nuova generazione è ancora più efficiente…

Il grande ritorno di Pirelli Cinturato P7 data al 2009, ovvero in un’epoca in cui la riduzione dei consumi e delle emissioni erano “argomenti” già scritti a chiare lettere sui taccuini delle priorità da parte dei big player del comparto automotive e dell’indotto, insieme agli sviluppi in materia di utilizzo di materiali ecosostenibili ed alla ricerca verso ulteriori step dinamici (tenuta di strada in curva, performance di frenata ancora più efficienti). La “famiglia” si è poi ampliata con l’arrivo delle versioni Winter e All Season, che nel tempo hanno ottenuto oltre 400 omologazioni, a testimonianza dell’evoluzione attuata da Pirelli di pari passo con lo sviluppo delle tecnologie di bordo adottate dalle nuove generazioni di autoveicoli: l’ingresso massiccio dell’elettronica, il debutto degli ADAS, le prime vetture ibride ed elettriche. La nuova generazione di Pirelli Cinturato P7 porta in dote, attualizzandoli, gli atout di elevato livello tecnologico da più di 130 anni alla base della visione Pirelli (e, nello specifico, della “stirpe” Cinturato). Il nuovo tipo di pneumatico per vetture di fascia premium ha evoluto – indicano i tecnici Pirelli – le doti su terreno asciutto offerte dalla generazione precedente, ha migliorato la risposta dinamica sul bagnato in materia di maneggevolezza, resistenza all’aquaplaning e di frenata (fino a 4 metri in meno nell’arresto della vettura da 100 km/h). Inoltre, il grado di innovazione raggiunto dall’expertise dei tecnici Pirelli ha permesso di ottenere ulteriori livelli di comfort acustico e plastico (ovvero una più elevata capacità di assorbimento delle sconnessioni dell’asfalto). È inoltre cresciuto del 6% il chilometraggio percorribile, a vantaggio dei tempi di sostituzione delle gomme, e sono di pari passo diminuite la resistenza al rotolamento (-12%) in media di una classe di “rolling resistance”, così come i valori relativi al consumo di carburante (-4% a ciclo WLTP) ed alle emissioni di CO2. Il nuovo Pirelli Cinturato P7 può inoltre contare sulle “specialties” Pirelli quali Run Flat e Seal Inside che consentono di viaggiare anche dopo una foratura; e potrà possedere la nuova marcatura “Elect” che identifica gli pneumatici Pirelli sviluppati specificamente per leauto elettriche e ibride plug-in.

… E si evolve: pneumatico connesso 5G e mobilità sostenibile

Le sperimentazioni hi-tech portate avanti dalla Divisione Cyber di Pirelli proseguiranno, indicano i tecnici del “colosso” multinazionale con ChemChina quale principale azionista, anche sul nuovo Pirelli Cinturato P7. E si focalizzeranno sullo sviluppo della tecnologia di pneumatico connesso alla rete 5G di cui Pirelli è stata pioniera. Una volta “a regime”, la nuova tecnologia di connessione risulterà essenziale nel futuro scenario delle “smart city”: essendo lo pneumatico unico elemento del veicolo in grado di “sentire” il terreno sul quale esso deve “lavorare” e, quindi, rilevare situazioni di potenziale pericolo (l’aquaplaning, ad esempio), la condivisione su rete 5G delle informazioni relative al manto stradale rilevate dagli pneumatici “intelligenti” si accompagnerà alla raccolta, da parte delle infrastrutture di comunicazione con tecnologia 5G, dei dati rilevati dalle gomme stesse. Tali “messaggi” verranno a loro volta ritrasmessi agli altri veicoli, a tutto vantaggio della sicurezza stradale. In questo modo, osservano i tecnici Pirelli, lo pneumatico entra in prima persona in uno schema di comunicazione via via più ampio, funzionale al coinvolgimento dell’intero scenario dei trasporti su strada e contribuendo in maniera attiva allo sviluppo di soluzioni e servizi per la futura mobilità e per i sistemi di guida autonoma.

Last but not least”, i servizi di mobilità alternativa sempre più diffusi nei centri urbani: il contributo Pirelli, a questo proposito, si concretizza nel programma Cycl-e Around, servizio di noleggio all-inclusive di e-bike (biciclette a pedalata assistita) di fascia premium, gommate Pirelli, nella fattispecie gli pneumatici Pirelli Cinturato Gravel, progettati per affrontare al meglio e in ogni condizione meteorologica il contesto sia urbano sia extraurbano e portati al debutto nel 2019 come risposta alla crescente richiesta di mezzi più polivalenti e confortevoli rispetto alle tradizionali bici da corsa, mezzi che permettono utilizzi anche in fuoristrada leggero: ciò avviene grazie alle caratteristiche della nuova mescola SpeedGRIP di Pirelli, in cui il battistrada è stato concepito per affrontare in sicurezza diverse situazioni, a prescindere dalle condizioni di asciutto o di bagnato del terreno.

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