Codice della Strada 2020, verso la riforma: tutte le novità

Più severità per i cellulari durante la guida, nei divieti di sosta e sulle cinture; si torna a parlare dei 150 km/h in autostrada e del fumo in auto.

La annosa questione relativa alla riforma del Codice della Strada potrebbe già nelle prossime ore tramutarsi in realtà. Il condizionale è d’obbligo, in quanto il provvedimento è legato al parere positivo del Ministero dell’Economia e delle Finanze in merito agli oneri finanziari, sui quali la scorsa estate – all’indomani, cioè, della caduta del Governo gialloverde M5S-Lega – la Ragioneria generale dello Stato aveva sollevato alcune perplessità, di fatto stoppando i lavori ancora prima che la riforma potesse giungere alla Camera. Si tratta, in ogni caso, di una eventualità: l’iter ha al momento tutte le carte in regola per procedere senza alcun intoppo. Non si esclude, dunque, che già nelle prossime settimane la nuova legge possa finalmente nascere. L’appuntamento è fissato per domani (martedì 28 gennaio), con la discussione in aula degli emendamenti della Commissione Trasporti alla Camera.

E di riforma sembra opportuno parlare, tante e tali sono le novità che verrebbero recepite: aggiornamenti che riguardano tanto gli automobilisti (anche quelli “futuri”, come vedremo) quanto i motociclisti e la circolazione delle biciclette, gli scuolabus e la nuova micromobilità. Ma andiamo con ordine.

Ancora più severità per chi viene pizzicato con il cellulare in mano

Fra le norme alle quali il Governo sarà chiamato ad esprimersi, e tutte ovviamente rivolte ad una maggiore sicurezza stradale, c’è un inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi venga sorpreso ad utilizzare un device portatile (ovvero telefonino, ma anche computer portatile o tablet, notebook “e dispositivi analoghi”) mentre è alla guida di un veicolo. Per i trasgressori, in buona sostanza, le sanzioni si prevede che vengano raddoppiate: da un minimo di 422 a 1.697 euro (“contro” gli attuali importi che variano fra 165 e 661 euro) già alla prima violazione, e con la sanzione accessoria della sospensione della patente da 7 giorni a 2 mesi; in caso di recidiva (ovvero chi, nell’arco di due anni, ripeta la stessa trasgressione alle norme del CdS), la sanzione può arrivare anche a 2.588 euro, con in più il raddoppio della decurtazione dei punti patente: da 5 a 10. Si consente, peraltro, come riporta un “lancio” AGI, l’utilizzo di “Apparecchi a viva voce oppure dotati di auricolare”, purché il conducente “Abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedano per il loro funzionamento l’uso delle mani”.

Divieti di sosta: anche qui maggiore rigore

Occorrerà fare anche attenzione a dove si lascerà il proprio veicolo: sulla questione dei divieti di sosta (disciplinata dall’art. 158 CdS), la riforma promette, anche in questo caso, di essere più severa, e sia per gli automobilisti che per i motociclisti. Nello specifico, l’importo della sanzione raddoppierà (da 161 a 647 euro, mentre attualmente la multa è compresa fra 85 e 338 euro), e “doppi” saranno anche i punti in meno sulla patente del trasgressore: da 2 a 4. Moto e scooter vedranno altresì raddoppiarsi gli importi delle multe da pagare: dai 40-164 euro attuali, si passerà a 80-328 euro. Si prevede, in ogni caso, l’obbligo di lasciare, sotto il tergicristallo della vettura sanzionata, un preavviso che indichi le modalità di pagamento della sanzione in misura ridotta.

Fumo in auto e a 150 km/h in autostrada: si torna a parlarne

I “fanatici della bionda” (cioè quella che fa male) potrebbero ricevere una brutta notizia: il divieto di fumare mentre si è al volante. Se questa norma verrà accolta – e c’è da pensare che la discussione potrebbe farsi piuttosto… accesa (tanto per restare in tema) – chi venisse pizzicato con la sigaretta in mano verrà multato. Di quanto, si saprà quando l’emendamento dovesse passare all’esame della Camera. Il “no” al fumo in auto è tuttavia già applicato (secondo quanto dispone il Dlgs. 6/2016 che recepiva la direttiva comunitaria 2014/40/UE), sebbene in determinate circostanze: quando, cioè, a bordo dell’autoveicolo vi siano passeggeri minori (di età inferiore a diciotto anni) e donne in stato di gravidanza. Un’altra questione in esame riguarda la possibilità di aumentare a 150 km/h il limite massimo di velocità su determinate tratte autostradali ed a ben precise condizioni: argomento più volte dibattuto, e staremo a vedere se ora verrà approvato.

Cintura di sicurezza: paga anche il conducente se il passeggero non la indossa

Mentre finora la responsabilità è personale, con il nuovo Codice della Strada la mancanza verrà estesa anche al guidatore. Nello specifico: in caso di mancato utilizzo delle cinture di sicurezza da parte del passeggero, si prevede che ad essere sanzionato sia anche il conducente stesso. In buona sostanza: la multa verrà pagata da tutti e due. Analogamente, e ciò riguarda i motociclisti, sarà in contravvenzione anche il guidatore di una moto o scooter su cui il passeggero non indossi il casco.

Moto elettriche: sì alla circolazione in autostrada

Fra le modifiche al Codice della Strada in esame, anche il permesso di circolazione in autostrada ai motocicli aventi cilindrata non inferiore a 120 cc ed alle moto elettriche, sempre che queste ultime dispongano di una potenza superiore ad 11 kW e vengano condotte da persone maggiorenni.

Futuri automobilisti, ciclisti, parcheggi rosa

Il nuovo Codice della Strada che sta per essere sottoposto all’esame della Camera contiene un sostanziale aggiornamento anche alle modalità di esame per il conseguimento della patente: il “foglio rosa” avrà 12 mesi di validità, anziché i 6 mesi in vigore dalla prima grande riforma del giugno 1959. I candidati che vengono promossi agli esami di teoria avranno la possibilità di ripetere due volte (anziché una soltanto) l’esame di guida. Riguardo alla circolazione delle biciclette, si dispone la “casa avanzata” (ovvero uno spazio di arresto ad hoc, davanti alle linee trasversali di obbligo di fermata per i veicoli a motore, posto davanti a queste ultime); si dà ai “pedalatori” la possibilità di circolare in un doppio senso nei centri urbani e nelle “zone 30”, mediante la definizione di “Strada ad elevata intensità ciclistica” e di “Strada 30”, in cui il limite di velocità è di, appunto, 30 km/h; si impone una più ampia distanza nelle fasi di sorpasso alle biciclette. Novità, infine, per le donne in gravidanza o che trasportino bambini di età non superiore ai due anni:per loro, si introduce la definizione di “parcheggi rosa”.

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