Auto e proprietà: come cambia la concezione di mobilità con i nuovi servizi

L’evoluzione hi-tech è destinata a trasformare il rapporto fra utente e autoveicolo: oggi il possesso è ancora importante, fra 10 anni lo sarà sempre meno.

Totem o strumento? Le generazioni di esseri umani si interrogano, da oltre un secolo, sull’incidenza che l’automobile, intesa come mezzo utile ad accompagnare le persone nella vita di tutti i giorni, riveste nell’esistenza collettiva. Più precisamente: “come” i cittadini-utenti-automobilisti considerano l’autoveicolo. Appunto: “idolo” da venerare oppure oggetto inteso a facilitare – velocizzandole, razionalizzandole – le normali attività? È chiaro che, nei decenni, e con il progressivo affermarsi di differenti situazioni politiche, economiche, culturali e sociali, la considerazione degli individui nei confronti dell’automobile ha conosciuto, a fasi alterne, differenti sfaccettature.

Mai come prima d’ora, tuttavia, il concetto di “proprietà” è stato messo in discussione. Dall’esplosione della crisi del 2008 in avanti, e parallelamente con il sempre più centrale ruolo dei dispositivi multimediali accessibili a molte fasce della popolazione mondiale (situazione che ha suggerito ai “big player” del comparto automotive di diversificare le rispettive aree di business, trasformandosi da “tradizionali” Costruttori e commercianti a società attive anche nella fornitura di beni e servizi per l’automobilista, non a caso talvolta indicato come utente) il possesso di un autoveicolo, sebbene resti fra le “voci” principali, potrebbe essere chiamato ad un sostanziale mutamento.

L’auto non finirà: si trasformerà

È quanto, in estrema sintesi, emerge dal dossier “The Road Ahead: The Future of Mobility Report”, a cura di Avis Budget Group. Il report, basandosi sull’analisi della percezione del “bene-automobile” da consumatori residenti in 16 Paesi europei e asiatici, indica come, ferma restando l’attuale importanza relativa al possedere un’autovettura, in un’ottica a lungo termine qualcosa potrebbe essere destinato a cambiare. E questo “qualcosa” è il crescente ricorso a sistemi di accesso all’auto, che nel prossimo decennio sarebbe destinato a conoscere un’importanza sempre maggiore. Una conferma, dunque, per quanti ritengano che l’automobile proseguirà il proprio cammino. Tuttavia, ed in pieno ossequio alla legge fisica di conservazione della massa del Lavoisier che, filosoficamente e da oltre 200 anni, dimostra l’ineluttabilità del divenire (“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”), ciò che cambierà potrà essere, appunto, l’approccio all’automobile. E ciò, potenzialmente, procederebbe in parallelo con l’evoluzione dell’accesso ai servizi informatici da parte di fasce di popolazione via via più ampie. In parole povere: se il mondo del futuro darà sempre più spazio ai servizi “on demand” ed alla loro fruizione “con un semplice clic” (o con un “tap” del dito o mediante una istruzione vocale, peraltro sempre più “intelligente”; anzi, “smart”), ciò potrà valere anche per il settore dei trasporti privati. È l’incalzare della sharing economy, che muta le aspettative dei consumatori e li porta a puntare i propri riflettori su servizi connessi e programmi integrati.

Proprietà dell’auto nel 2019: come viene percepita

Attualmente – ovvero secondo il “polso” tastato dall’analisi effettuata dal Gruppo specializzato in servizi di noleggio autoveicoli – e ragionando in termini percentuali, l’82% dei soggetti europei ed asiatici intervistati nel sondaggio è del parere che la proprietà di un’automobile rivesta tuttora grande importanza. Al momento è, dunque, fuori discussione. Di più: se si considera che il 77% degli intervistati ha dichiarato di possedere un’auto, per circa il 50% dei casi l’automobile risulta tuttora il mezzo di trasporto ideale.

Fra dieci anni saremo sempre più utenti, anziché proprietari

Quanto riportato è relativo al 2019. Sulla base delle considerazioni accennate, nei prossimi anni si assisterà ad un profondo mutamento nel rapporto fra automobilista e veicolo. Il 68% delle persone intervistate è in effetti dell’avviso che, entro il 2030, la modalità più diffusa di utilizzo dell’auto non sarà più la “tradizionale” proprietà. Ed è importante rilevare, altresì, come per più della metà (il 54%, ad essere precisi) degli intervistati una delle soluzioni di utilizzo possibili, e da mantenere in considerazione, saranno le formule di noleggio a lungo termine, così come i servizi di abbonamento e on demand. Ancor più nel dettaglio, il 59% degli intervistati nel dossier preparato da Avis Budget Group si aspetta una presenza ancora maggiore dei servizi on demand e di abbonamento, nei prossimi dieci anni, per auto e furgoni. La proprietà, dunque, non sarà più considerata come prioritaria per la maggior parte della popolazione.

Cos’hanno risposto gli italiani

Per consuetudine più legati al possesso di un bene, gli utenti italiani che hanno partecipato al sondaggio hanno messo in evidenza valori percentuali ben oltre la media globale del report. Il 92% delle persone intervistate ha infatti dichiarato di considerare come “Importante” il possesso di un autoveicolo; e il 90% afferma di avere un’auto di proprietà. Anche per il nostro Paese, in ogni caso, la percezione futura potrebbe mutare: il 71% ha dichiarato di tenere comunque in considerazione l’eventualità di dire addio alla proprietà di un’auto e, conseguentemente, rivolgersi ad un servizio di noleggio a lungo termine o di abbonamento. Ad una condizione: che questo passaggio sia commisurato ad un’effettiva convenienza e ad una concreta praticità. E il 70% degli italiani ha osservato che un’ulteriore spinta verso la rinuncia al possesso di un autoveicolo deriverebbe proprio da un risparmio economico.

“Il notevole progresso tecnologico e l’influenza di servizi quali Amazon, Netflix e Spotify tendono a stimolare le persone a modalità di ingresso ‘a portata di clic’ per diversi servizi che riguardano il settore della mobilità: prenotare un taxi, noleggiare un autoveicolo, è sempre più facile con gli smartphone”, osserva Keith Rankin, presidente di Avis Budget Group. C’è tuttavia di più: “L’aumento di questo tipo di domanda è sempre più marcato, e ciò comporterà un mutamento della considerazione relativa alla proprietà dell’auto”.

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