Dispositivi anti-abbandono, sanzioni: il Governo potrebbe rinviarle

Non tutti gli automobilisti interessati sono pronti, e gli incentivi non sono ancora scattati: è giusto multare? Il ministro: “Valutiamo un emendamento”.

La sicurezza è un aspetto fondamentale nella vita di tutti; e non ci stancheremo mai di chiedere la stesura di regolamenti che vadano a vantaggio della collettività. In special modo se ciò riguarda le categorie più deboli, cui i bambini appartengono per natura.

Da ieri (giovedì 7 novembre 2019), terminati i quindici giorni di “vacatio legis” dalla pubblicazione del Decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale che fissa “nero su bianco” le caratteristiche tecniche dei sistemi salvavita per i più piccoli e – rifacendosi all’art. 172 del Codice della Strada – elenca le sanzioni per i trasgressori, ovvero chiunque abbia a bordo un bambino (appunto: fino a 4 anni) e non abbia provveduto all’adozione di uno dei dispositivi anti-abbandono accettati dal legislatore, è passabile di sanzione amministrativa (si va da 81 a 326 euro, sebbene sia in ogni caso possibile il pagamento della multa in forma ridotta a 56,70 euro) ed alla decurtazione di cinque punti dalla propria patente di guida; con, nel caso di recidiva (ovvero se abbia commesso la medesima infrazione per più di una volta in due anni), la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Un quadro generale caotico

Partendo dal presupposto che la vita è sacra e va posta al di sopra di qualsiasi altra cosa o discussione, e che salvarne anche soltanto una rappresenta un oggettivo passo in avanti in civismo, quanto avviene in queste ore appare piuttosto lontano da un “pacifico” recepimento del nuovo Decreto. Le controversie, nello specifico, sono due: i 30 euro di incentivo all’acquisto per ogni dispositivo, di fatto non applicato contestualmente all’entrata in vigore del decreto (occorrerà un nuovo DM a cura del Ministero dell’Economia e delle Finanze); ed un quantitativo di prodotti (leggi: seggiolini con sistemi anti-abbandono integrati, e dispositivi da applicare ai seggiolini stessi) che sembra inferiore in rapporto al numero di bambini in età di obbligo. L’Automobile Club d’Italia ha, a questo proposito e secondo quanto diffuso da un “lancio” Ansa delle scorse ore, indicato che i dispositivi disponibili da qui a Natale sarebbero nell’ordine di circa 250.000, a fronte di 1,8 milioni di bambini che – per legge – sono obbligati ad utilizzarli. Il tema, quindi, assume una difficoltà chiaramente logistica.

Si chiede stop alle sanzioni fino ad un nuovo decreto sugli incentivi

  • Le Associazioni di famiglie. Una presa di posizione netta arriva dal Forum delle Associazioni familiari, organizzazione nazionale peraltro vicina alla Cei: in un post sulla propria pagina Facebook che riporta una dichiarazione della presidente Emma Ciccarelli, si osserva che “Le famiglie hanno accolto con sorpresa l’anticipazione a oggi della messa in vigore della normativa. Si era parlato di marzo 2020, invece si parte a novembre”. “Siamo sempre favorevoli a tutte le azioni utili ad evitare tragedie come quelle accadute in passato, ma siamo convinti che questa sia di fatto una tassa indiretta sulle spalle delle famiglie con figli, che le metterà in difficoltà”. Il Forum Famiglie chiede, dunque, di “Congelare” le sanzioni previste per chi non fosse in regola con la nuova normativa, “Almeno fino a quando non saranno emanate disposizioni chiare sull’erogazione del contributo statale per chi dovrà acquistare gli adattatori o i nuovi seggiolini”. Nello stesso tempo, il Forum confida “Nell’impegno del Governo a informare in modo adeguato le famiglie, mettendole in condizione di provvedere ed evitare le sanzioni”.
  • Critiche dal Pd. Un’osservazione analoga arriva anche dalla Camera. Ubaldo Pagano, deputato “Dem” e membro delle Commissioni Bilancio e per l’Infanzia e l’Adolescenza, aveva, due giorni fa (quindi alla vigilia dell’ufficializzazione del decreto) chiesto che “Il Ministero dell’Interno sospenda, per il momento, le sanzioni sui seggiolini anti-abbandono, il cui obbligo è in vigore da domani (il post su Facebook è di mercoledì 6 novembre, n,d,r,), finché i cittadini non saranno stati informati in maniera corretta e diffusa sulla nuova normativa e finché non sarà operativo l’incentivo all’acquisto di 30 euro, previsto da Dl Fisco, le cui modalità di attuazione devono ancora essere chiarite dal ministero dei Trasporti”. “L’informazione sulla nuova legge, sacrosanta, è stata finora carente e confusionaria: inizialmente si era parlato di obbligo che sarebbe scattato a marzo, ora invece si scopre che scatta subito, come confermano le circolari del ministero dei Trasporti e del ministero dell’Interno. I cittadini devono essere informati correttamente, magari anche con una campagna ad hoc (…) Rimane, poi, da definire l’agevolazione all’acquisto dei nuovi dispositivi: il dl Fisco ha stanziato 15,1 milioni, ma la disciplina dell’attuazione dovrà arrivare con un decreto del Mit, di concerto con il Mef. Prima di iniziare a sanzionare, si completi tutta la procedura”.
  • Un appunto anche da FdI. Anche Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), che – occorre ricordare – era stata a suo tempo promotrice della nuova legge, punta il dito su una evidente discrasia nelle modalità di attuazione del decreto: “Finora non c’è stata alcuna campagna informativa, il decreto fiscale ha previsto finalmente un contributo per l’acquisto ma non si sa come accedervi, le aziende produttrici in buona parte non sono pronte con il quantitativo necessario, i negozi che ne hanno non li vendono perché non hanno certezze sulla loro conformità”. “È l’ennesimo pasticcio. Da prima firmataria della legge rimango esterrefatta di come dopo un anno perso si possa ancora creare una tale confusione, con il rischio che i cittadini finiscano per percepirla come l’ennesima complicazione e non come un grande passo di civiltà”, prosegue Meloni, indicando che FdI ha depositato un’interrogazione urgente per chiedere al Governo un rapido intervento a rinviare le sanzioni, chiarire subito le procedure di ottenimento dei bonus e dare il via ad una adeguata campagna di informazione.
  • L’ACI: era meglio aspettare marzo 2020. “Con un briciolo di buon senso in più, sarebbe stato meglio fare scattare l’obbligo nella data preventivata a suo tempo, il 6 marzo 2020, per dare modo a tutti (produttori, venditori e utenti) di attrezzarsi in maniera adeguata, ha osservato Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club di Milano.

Il Mit: “Disponibili a fornire qualsiasi chiarimento”

Direttamente chiamata in causa, la neo-ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, osservando che “La nuova legge è stata voluta e approvata da tutti i partiti per evitare che accadano tragedie simili a quelle avvenute in passato”, assicura: “Sarà presto possibile ottenere il rimborso di 30 euro per la spesa sostenuta, importo che abbiamo individuato specificamente in quanto il dispositivo più economico in commercio costa 29 euro; pertanto è bene conservare le ricevute di acquisto”. Alle famiglie che con preoccupazione si chiedono cosa si possa fare, adesso, la ministra dei Trasporti risponde: “La discussione che si è animata in Parlamento porterà, probabilmente, ad un emendamento che sposterà le sanzioni”. “Io sono qui per rispondere a qualsiasi dubbio, per spiegare che la norma doveva entrare in vigore in quanto già in ritardo rispetto al 1 luglio”.

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