All’asta le supercar del figlio del leader della Guinea equatoriale

Un patrimonio da decine di milioni di euro confiscato in Svizzera per un’indagine a carico di Teodorin Obiang, e che sarà convertito in progetti sociali.

Aston Martin e Ferrari; Bugatti e Lamborghini, le “ovviamente presenti” Bentley e Rolls-Royce; e ancora: Maserati e McLaren. Per non parlare di ancora più “esotiche” Koenigsegg e Rimac. In estrema sintesi: la “crème de la crème” della produzione automobilistica mondiale, supercar ed hypercar che, tutte insieme, valgono decine di milioni di euro (e ne basta una soltanto per strabiliare davanti ad un valore a sei zeri, a dir poco), ed alcune delle quali “prelevate” direttamente dai Saloni dell’auto nei quali erano state esposte, per la gioia degli occhi degli enthusiast. La maggior parte dei quali hanno soltanto potuto ammirarle in forma statica; pochissimi super-facoltosi, invece, se le sono accaparrate.

Gran parte del ricavato andrà in progetti sociali

Fra questi, c’era Teodorin Obang, figlio del presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang Nguema (nonché vicepresidente… del genitore), a cui erano state recentemente sequestrate dalle autorità svizzere, nell’ambito di una indagine per riciclaggio, e che sono state messe all’asta, lo scorso weekend, sempre in Svizzera. L’iniziativa, organizzata da Bonhams, è stata organizzata – nel complesso di un golf club situato nelle vicinanze di Ginevra – anche con finalità sociali: dei circa 25 milioni di euro complessivamente raccolti, la maggior parte dei proventi di asta (23 milioni di dollari, ovvero poco meno di 21,1 milioni di euro) andranno, secondo un accordo con i Pubblici ministeri svizzeri, a beneficio di progetti sociali in fase di realizzazione in Guinea Equatoriale, una ex colonia spagnola in cui l’indice di povertà è purtroppo molto diffuso.

Ecco l’identità di alcune delle hypercar

Come accennato, l’immagine del “parterre delle regine” presentato all’asta Bonhams che si è svolta a Ginevra era elevatissimo: una Lamborghini Veneno Roadster del 2014, una Aston Martin One-77 ed una storica Lagonda del 1956 già di proprietà del defunto Claude Nobs, fondatore del Montreux Jazz Festival; e via via elencando: Ferrari Tdf e LaFerrari. Queste, soltanto per citare alcune delle più notevoli. “Da urlo” l’importo raggiunto dalla Veneno Roadster: 8,3 milioni di dollari (acquirente, un compratore anonimo): la super-Lamborghini, realizzata per celebrare i 50 anni dalla fondazione dell’azienda, ha ottenuto una cifra di aggiudicazione del 50% più elevata rispetto alle stime iniziali, il che ne fa la Lamborghini più “cara” di sempre ad essere passata sotto il martello del banditore. La One-77 ha, dal canto suo, trovato un nuovo proprietario per una cifra di 1,5 milioni di dollari. Diverse altre supercar ed hypercar, riporta un “lancio” Reuters, sono state acquistate dall’agente di un collezionista di Dubai. Probabilmente, ad invogliare quanti più potenziali acquirenti possibile anche in virtù della valenza sociale dell’incanto, ha inciso la decisione dei responsabili Bonhans di mantenere volutamente “bassa” (il termine è quanto mai relativo) la stima d’asta: 17 milioni di dollari.

Gli stessi esperti della Maison di oltremanica si sono dichiarati sorpresi del successo ottenuto dall’iniziativa, che radunava un eccezionale numero di supercar tutte in una volta: “Anche una soltanto di queste vetture rappresenterebbe il gioiello di qualsiasi collezione; averle riunite insieme è qualcosa di straordinario”, ha riferito ai microfoni BBC Lynnie Farrant, addetta stampa Bonhams.

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