La bozza del nuovo bonus mobilità: 1.500 euro per la rottamazione

Da 2.000 euro si scende a 1.500 euro da investire in abbonamenti a mezzi pubblici e car sharing, ma potrebbe entrare in vigore già nel 2019.

Presto potrebbe arrivare un nuovo “ecobonus”: differente, anzi complementare a quello siglato dal precedente Governo ed entrato in vigore, nei primi mesi di quest’anno, fra le misure della legge di bilancio 2019. Si tratta, secondo quanto indicato nelle scorse ore da “lanci” di agenzia, di un bonus mobilità rivolto a quanti decidano di rottamare la propria autovettura, fino all’Euro 4, e di investire l’importo dell’incentivo in abbonamenti ai servizi pubblici o in programmi di sharing mobility.

Nello specifico, il provvedimento viene contenuto nel “Decreto Clima” siglato dal neoministro dell’Ambiente Sergio Costa: la bozza conta, al momento, 14 articoli, fra i quali c’è un programma relativo al rinnovo, entro cinque anni, dei mezzi pubblici di trasporto locale con veicoli a basse (o del tutto assenti) emissioni allo scarico; un riesame degli investimenti disponibili nella vigente legislazione; e disposizioni di sviluppo del trasporto scolastico (scuolabus) sostenibile, attraverso uno stanziamento da 20 milioni di euro. L’obiettivo del nuovo bonus mobilità sarebbe, dunque, chiaro: si intende puntare ad uno “sfoltimento” dei veicoli più datati – e, per questo, considerati più inquinanti – per sostituirne l’utilizzo privato con forme di trasporto collettivo (appunto: abbonamenti alle reti di trasporto pubblico locale, regionale ed interregionale) e car sharing condiviso con veicoli elettrici o “low emission” (ibridi, ibridi plug-in).

Cosa dice la bozza del decreto

Di questa misura si era parlato alcuni giorni fa: l’importo del bonus indicato era di 2.000 euro. Adesso, l’incentivo ammonterebbe a 1.500 euro, resterà valido per quanti scelgano di aderirvi attraverso la rottamazione di un autoveicolo Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4 compreso e fino al 31 dicembre 2021. I 1.500 del “bonus mobilità” potranno essere utilizzati entro i tre anni successivi per l’acquisto degli abbonamenti indicati, per se così come a favore di un familiare convivente. Dal punto di vista fiscale, l’incentivo non costituirà reddito imponibile, dunque per il beneficiario non verrebbe computato ai fini Isee.

Si parla di 205 mln di euro

Cifre alla mano, per il 2019 verrebbero stanziati 5 milioni di euro, destinati ad aumentare a 100 milioni all’anno per il 2020 e per il 2021. Un importo che, seppure di una certa “importanza”, non sembra ad una prima occhiata sufficiente a garantire il passaggio al trasporto pubblico (o al car sharing) per tutti i possessori di un’autovettura fino all’Euro 4 compreso. È da considerare, sempre tenendo conto della bozza attuale che potrebbe anche essere modificata o arricchita dal Parlamento, che questa nuova forma di sostegno è riservata ai residenti nei Comuni (città metropolitane ed altri capoluoghi di provincia) sotto procedura di infrazione per smog da parte della Comunità Europea, e che sono collocati in Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Toscana, Lazio, Molise e Sicilia. L’Ecobonus entrato in vigore quest’anno e finalizzato all’acquisto di autoveicoli da 70 a 0 g/km di emissioni di CO2 suddivisi in due “scaglioni” (da 70 a 20 g/km e da 20 a 0 g/km) continuerebbe ad essere disponibile fino a tutto il 2021.

Il ministro Costa: “Situazione in evoluzione”

In queste ore, il testo del decreto – che proseguirebbe parallelamente alla Manovra, dunque della prossima Legge di bilancio 2020 potrebbero far parte anche altre misure (dal taglio dei sussidi ambientali dannosi ad interventi di sostegno all’economia circolare) – è all’esame dei Ministeri, ed in special modo del Ministero dello Sviluppo Economico e di quello delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per questo, una nota del Ministero dell’Ambiente ha specificato alle Agenzie che “Non è stato diramato alcun nuovo testo: la situazione è in evoluzione, così come i contenuti normativi, grazie alla proficua concertazione con altri Ministeri”.

Obiettivo: fare presto

Sebbene il decreto sia al momento al vaglio del Governo, è tuttavia intenzione del ministro Costa di accelerare i tempi: “Sarà un decreto legge perché l’emergenza climatica la conosciamo tutti. E se c’è emergenza climatica, c’è anche emergenza legislativa; dunque il decreto legge rappresenta un decreto di urgenza, anche se successivamente potrà essere arricchito dal Parlamento”. L’iter potrebbe far sì che il provvedimento giunga ai tavoli del Consiglio dei ministri già il prossimo 3 ottobre (giovedì), e potere poi essere approvato in via definitiva insieme, come accennato, alla Legge di bilancio 2020. Perché il nuovo decreto assuma carattere operativo, sarà in ogni caso necessario che lo stesso Ministero dell’Ambiente emani un decreto ad hoc, entro 60 giorni dal parere favorevole alla misura principale, che contenga nel dettaglio i requisiti e le condizioni, nonché le modalità, per l’erogazione del nuovo “bonus mobilità”.

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