Formula1 Gran Premio di Singapore: Vettel è tornato!

Il tedesco della Ferrari domina una gara in cui solo la squadra di Maranello è davvero stata perfetta. Molto bene Verstappen, sbiadite le Mercedes.

Sulla griglia di partenza c’era tensione, molta tensione e il giro di formazione tagliava l’ansia sugli spalti e ai box; i piloti raggiungevano nuovamente il rettilineo, tra un zig zagare e l’altro il serpentone si allungava e si ricompattava…fronte semafori rossi..tutti spenti…VIA! Partiva bene Leclerc, ma anche Hamilton e Vettel che subito pressava forte il Campione inglese, dietro questi primi tre si trovavano Verstappen, Bottas, Albon, Norris, Giovinazzi, Magnussen, Gasly, Raikkonen, Kvyat, Stroll, Perez, Ricciardo, Grosjean, Kubica, Hulkenberg, Russel e Sainz, che ha vissuto un pit stop sfortunato per il rientro ai box a causa di una foratura alla posteriore destra.

Come tradizione ha sempre voluto, a Singapore si sorpassa poco, si deve stare attenti a non commettere errori e non si può sbagliare strategia. La classifica, ancora al giro numero 8, non vedeva clamorosi stravolgimenti, si mettevano in mostra Ricciardo, che spingeva come un dannato e faceva diventare pazzi tutti i piloti che inseguiva; davanti invece il trenino si ricompattava un po’, con Leclerc che ascoltava da bravo scolaretto il ritmo dettato dal suo ingegnere di pista e Hamilton che invece si lamentava per un ritmo che a suo dire sarebbe potuto essere un po’ più incalzante. Al 13° giro iniziavano i pit stop, probabilmente gli unici, perché sia montando la gialla che la bianca ogni pilota avrebbe potuto arrivare fino in fondo. Al 17° giro Hamilton chiamava i box per raccontare di come gli pneumatici stessero iniziando a calare di prestazioni, intanto dietro Robert Kubica lottava ma veniva passato da Raikkonen, Perez e Kvyat in un solo giro. Giro numero 20, andavano dentro Vettel e Verstappen, il tedesco ripartiva dopo 3 secondi con gomma bianca, stessa decisione in Red Bull, i primi due intanto restavano fuori, Leclerc rientrava al giro 21, Hamilton fuori continuava a tirare per provare l’undercut. Il monegasco tornava fuori con gomma bianca ma Vettel gli stava davanti e in Mercedes prendevano coraggio, così lasciavano ancora fuori Hamilton e facevano rientrare Bottas, che tornava dentro con la mescola bianca. Leclerc chiamava i box: “se volete posso andare più forte di come sto girando”, mentre Bottas parlava con l’ingegnere “come siamo messi?”.

Era evidente che le opportunità in pista si erano riaperte per almeno i piloti Mercedes, Ferrari e Verstappen, ma la giro numero 26 crollavano le prestazioni di Hamilton, mentre il trenino di Vettel, Leclerc, Verstappen e Bottas si trovava dietro a piloti che ancora dovevano fermarsi. Hamilton andava dentro e veniva rispedito fuori in 2,4 secondi e 10 anni dopo l’ultima volta un italiano, in questo caso Giovinazzi, si trovava al comando del gran premio di Singapore. Leclerc rischiava il duello con Stroll, del quale facilmente si era liberato Vettel, Verstappen seguiva come un’ombra il monegasco, avanti Vettel si liberava anche di Ricciardo e dopo di Gasly, rischiando tantissimo ma dimostrando che vuole vincere questa gara, mentre le frecce d’argento si inseguivano vicinissime in ottava e nona posizione.

Al 36°giro entrava la Safety Car in pista per una collisione tra Russel e Grosjean, con l’inglese che però aveva la peggio perché veniva accompagnato a muro dal pilota francese. Sfortuna quindi per Giovinazzi, che era in top ten fino a un giro prima in cui l’italiano era reintarto ai box e sfortuna anche per Vettel, che aveva messo tra lui e Leclerc 5 secondi di distacco poi annullati. Dal box Ferrari erano stati chiari sin da subito con i piloti: “potete battagliare, ma senza fare stupidaggini”. Giro numero 40, a meno 21 dalla fine, il gruppone si ricontattava, via! Vettel ripartiva bene, Leclerc aveva più vicino Verstappen, seguito a sua volta da Hamilton e Bottas, Gasly passava Stroll per l’undicesima posizione ma solo dopo svariate ruotate, poi lo stesso Stroll forava in un contatto con Giovinazzi, autore di un grandissimo sorpasso e la sfortuna non abbandonava la Racing Point perché Perez si fermava per un guasto meccanico, che consentiva alla Safety Car di rientrare nuovamente in pista.

La Safety Car toglieva il disturbo al giro 47, stavolta Leclerc era molto più vicino a Vettel, ma lo stesso Verstappen era più attaccato al monegasco, con a seguire le due Mercedes che non ci stavano ad occupare la zona fuori dal podio. La classifica a dieci giri dalla fine era la seguente: Vettel, Leclerc, Verstappen, Hamilton, Bottas, Albon, Norris, Gasly, Hulkenberg, Magnussen, Giovinazzi, Grosjean, Sainz, Kvyat, Stroll, Kubica e ancora Safety Car per un incidente tra Kvyat e Raikkonen, ma stavolta la Safety Car rientrava presto e abbiamo assistito all’ennesima ripartenza ben fatta di Vettel, che non cedeva nulla a Leclerc. Intanto guardando la classifica ci rendevamo conto di un’ottima decima posizione di Giovinazzi, ma lì davanti Vettel e Leclerc andavano come missili e in un paio di giri rifilavano 2 secondi e mezzo a Verstappen che correva in terza posizione. Vettel vinceva il Gran Premio di Singapore correndo una gara perfetta, davanti a Leclerc e Verstappen. Il tedesco della Ferrari regala insieme al giovane monegasco una doppietta meravigliosa alla Scuderia di Maranello e rimette in gioco la sua posizione al cospetto del Team e del compagno di squadra. La Ferrari torna a volare e a far sorridere gli italiani!

CLASSIFICA TOP TEN GP DI SINGAPORE

  1. Vettel (Ferrari)
  2. Leclerc (Ferrari)
  3. Verstappen (Red Bull Racing)
  4. Hamilton (Mercedes)
  5. Bottas (Mercedes)
  6. Albon (Red Bull Racing)
  7. Norris (McLaren)
  8. Gasly (Toro Rosso)
  9. Hulkenberg (Renault)
  10. Giovinazzi (Alfa Romeo)

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