Test 24 Ore di Daytona: Mazda ha infranto il record che durava da 26 anni

Un tempo “monstre”, da parte di Oliver Jarvis e la Mazda RT24-P del Team Joest, ha frantumato il precedente primato che resisteva dal 1993. Appuntamento al 26-27 gennaio con la 24 Ore.

Test 24 Ore di Daytona: Mazda ha infranto il record che durava da 26 anni

di Francesco Giorgi

08 Gennaio 2019

Dal vernissage al Salone di Los Angeles 2017 al record assoluto in prova sul leggendario tracciato di Daytona: il 2019 sportivo di Mazda è iniziato con… il botto. Nelle scorse ore, la RT24-P, nuovo prototipo LMP2 equipaggiato con un’unità motrice Mazda MZ 2.0 turbo due litri a quattro cilindri in linea per una potenza nell’ordine di 600 CV, ha infranto un primato che resisteva da ben ventisei anni: il record sul giro a Daytona, in occasione della tornata di test (non ufficiali) Roar Before the 24H, una delle sessioni di prova in vista della 24 Ore di Daytona, primo appuntamento stagionale con la serie Imsa Weathertech Sportscar Championship, che si svolgerà  sabato 26 e domenica 27 gennaio.

Dopo un precedente miglior tempo fatto segnare da Harry Tincknell, che aveva fermato i cronometri in 1’34”224 davanti di 4 decimi alla Mazda DPi gemella dell’equipaggio Jarvis/Munez/Bernhard/Rast, è proprio  Oliver Jarvis ad avere conquistato il primato assoluto, in un tempo di 1’33”398.

Dietro alla “biposto” da primato, ancora Tincknell, che ha migliorato la propria performance facendo segnare 1’33”423. Logica soddisfazione nei paddock del Team Joest, scuderia guidata dall’esperto team manager ed ex pilota tedesco Rheinold Joest che ha preso in carico il programma di gestione delle “Sport” giapponesi in previsione della stagione agonistica 2018 subentrando al team SpeedSource.

Per dare un’idea, la prestazione sul giro offerta dalle Mazda RT24-P a telaio Riley è risultato migliore rispetto al precedente primato di 1’33”875, che dal 1993 apparteneva alla AAR Eagle MkIII motorizzata Toyota “schiacciasassi” nella serie Imsa all’inizio degli anni 90: una vettura che, nella propria carriera agonistica oltreoceano, si accaparrò ben 21 vittorie sulle 27 gare alle quali prese parte, “costringendo” di fatto le squadre rivali a… rassegnare le proprie dimissioni alla fine della stagione 1992. Si tratta, in ogni caso, di vetture appartenenti alla “mostruosa” categoria GTP della serie Imsa; ed è qui la differenza di rilievo fra il tempone segnato ventisei anni fa e l’attuale record.

Ricordiamo, ai fini della “vicinanza” di immagine fra competizione e normale produzione, che alla base del progetto RT24-P (come accennato presentata in anteprima al Salone di Los Angeles 2017) c’è l’approccio di stile al Design “KODO”, programma di coerenza formale e filosofica al design automotive inaugurato da Mazda nel 2011 come espressività “su strada” di dinamismo del veicolo inteso come “oggetto vitale” e quindi in possesso di proprie doti di energia e ritmo (non soltanto “pragmaticamente giapponese”, quindi, bensì più “universale” nella reinterpretazione della discreta bellezza espressa dai manufatti del “Sol Levante”), ed attualmente fra le “voci” di rilievo al centro della rivoluzione-evoluzione di stile Mazda (qui un nostro approfondimento).

Riuscirà Mazda a mantenere la leadership a Daytona battendo “ufficialmente” il record? Non occorrerà attendere a lungo per scoprirlo: i riflettori sono puntati sulle prove ufficiali.

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