F1, addio Sepang: dal 2018 cancellato il GP della Malesia

Il 1 ottobre la F1 sarà per l’ultima volta in Malesia, dopo 18 edizioni dal 1999. Record di vittorie (7) per Ferrari e di Vettel fra i piloti.

F1, addio Sepang: dal 2018 cancellato il GP della Malesia

di Francesco Giorgi

07 aprile 2017

Il 1 ottobre la F1 sarà per l’ultima volta in Malesia, dopo 18 edizioni dal 1999. Record di vittorie (7) per Ferrari e di Vettel fra i piloti.

L’edizione di quest’anno sarà l’ultima che vedrà, nell’articolato calendario della stagione 2017 di F1, le monoposto sfidarsi sul tracciato di Sepang: dall’anno prossimo, il Gran Premio della Malesia non verrà più disputato. La notizia è stata “battuta” in queste ore dagli organizzatori della F1 e, contestualmente, dai rappresentanti del Governo malese.

Non si tratta, del resto, di una novità assoluta, essendovi stata qualche indiscrezione in tal senso, già nelle scorse settimane: il contratto di Sepang con i vertici della Formula 1 scadeva proprio nel 2018. Ora, dunque, arriva la conferma ai recenti rumors.

Con l’addio all’esotico panorama malese, si conclude un lungo ciclo che ha avuto appena il tempo di… diventare maggiorenne: la presenza di Sepang in F1 sarà durata giusto diciotto anni, una volta che l’edizione 2017 (in programma domenica 1 ottobre) andrà in archivio.

Fra i motivi che potrebbero avere portato ad un progressivo distacco del circuito nelle vicinanze di Kuala Lumpur dal “club” della F1, potrebbe esserci una diminuzione di pubblico presente al fine settimana del GP nelle ultime edizioni, forse anche per la vicinanza, nel calendario iridato, di un evento altrettanto trascinante, quanto ad immagine, che risponde al GP di Singapore. In più, occorre considerare che all’epoca del suo ingresso nella massima Formula, il GP della Malesia aveva il compito di condividere la presenza asiatica nel calendario iridato soltanto con un’altra competizione: il classico GP del Giappone. La sponsorizzazione di Petronas (Compagnia petrolifera nazionale) a Mercedes non dovrebbe tuttavia interrompersi.

“Non è facile dovere dire la parola ‘addio’ a una realtà che fa parte della F1: tanto più se si considera che in questi due decenni, i tifosi malesi hanno saputo dimostrare di essere più che semplici appassionati – commenta il managing director della F1, Sean Bratches – Ora guardiamo al futuro: come già anticipato a Melbourne, abbiamo concreti progetti per avvicinare ancora di più gli appassionati alle competizioni, anche attraverso esperienze digitali sempre più avanzate e con l’ideazione di nuovi eventi. Per il 2018 abbiamo in programma 21 appuntamenti, ai quali si aggiungeranno Francia e Germania”.

Il circuito di Sepang, il primo – e finora unico – ad avere ospitato nel Paese bagnato dal Mar Cinese meridionale eventi di F1 e MotoGP, venne progettato dallo studio guidato dall’ingegnere tedesco Hermann Tilke (dalla cui “matita” sono, successivamente, scaturiti i tracciati di Shanghai e Manama – Bahrein), secondo la visione di quello che sarebbero poi diventati i tracciati di ultima generazione. Il complesso comprende circuito principale (5,543 km, utilizzato, oltre che da F1 e MotoGP, anche da A1 Grand Prix e Superbike), due tracciati “minori” (rispettivamente di 2,71 e 2,61 km, ricavati dal circuito principale), e mini – circuiti per kart.

Nella memoria dei tifosi, e non soltanto dagli appassionati di MotoGP, Sepang viene ricordato per il tragico incidente nel quale il 23 ottobre 2011, alla Curva 11, perse la vita Marco Simoncelli.

L’albo d’oro del Gran Premio della Malesia venne inaugurato, nel 1999, con una vittoria Ferrari.In quell’occasione, sul gradino più alto del podio si installò Eddie Irvine, davanti a Michael Schumacher: il pluricampione del mondo tedesco, all’epoca protagonista del “new deal” per il Cavallino che avrebbe portato, dalla stagione successiva, la conquista di cinque titoli iridati consecutivi, era al rientro in F1 dopo il forzato stop (sei Gran Premi), conseguenza della frattura ad una gamba che gli era accaduta nel GP di Gran Bretagna dello stesso anno. Ciò non impedì a Schumacher di agguantare la pole posizion e far segnare il giro più veloce in gara.

Dopo l’edizione inaugurale, il GP della Malesia venne vinto da Ferrari in altre sei occasioni (2000, 2001 e 2004 con lo stesso Schumacher; nel 2008 con Kimi Raikkonen; nel 2012 con Fernando Alonso e, l’ultima, nel 2015 con Sebastian Vettel), da Red Bull (quattro vittorie: 2010, 2011 e 2013 con Sebastian Vettel; 2016 con Daniel Ricciardo), da McLaren (due successi: 2003 con Kimi Raikkonen, 2007 con Fernando Alonso), da Renault (due vittorie: 2005 Alonso, 2006 Giancarlo Fisichella); seguono, con una vittoria per ciascuna scuderia, i successi di Williams (2012, con Ralf Schumacher), Brawn GP (2009, con Jenson Button) e Mercedes (2014, con Lewis Hamilton). Il primato di successi a Sepang spetta, dunque, a Ferrari, mentre l’ideale classifica dei piloti più vittoriosi vi vede in testa, al momento, Sebastian Vettel.