Industria: segnali negativi dal comparto automotive nazionale

Se l’industria nazionale procede con relativa crescita, la filiera dell’auto fa segnare una diminuzione tanto nella produzione di autovetture quanto nell’indotto.

Industria: segnali negativi dal comparto automotive nazionale

di Francesco Giorgi

11 Aprile 2019

“Avanti piano”: la produzione del comparto industriale italiano nei primi due mesi 2019 ha, nel complesso, messo a segno un +0,1%, variazione percentuale che sembrerebbe dare conferma alle più recenti stime sulla crescita dell’economia nazionale indicate nel DEF, ovvero un moderato moto di accelerazione che, dunque, ricalcherebbe le nuove rilevazioni di comparto.

Nel dettaglio, il consuntivo di febbraio 2019 mette in evidenza il secondo mese “con segno più”, dopo quattro mesi di calo consecutivo che avevano sottolineato l’ultima parte del 2018. In rapporto a gennaio 2019, la crescita registrata dalla filiera italiana dell’industria e della produzione manufatturiera è del +0,8%, mentre rispetto a febbraio 2018 l’aumento è nell’ordine dello 0,9%. Non si tratta di una variazione “da salti di gioia”; tuttavia, ci si trova di fronte al primo trend in crescita da ottobre dello scorso anno. E ciò appare promettente sulle stime di PIL per i primi tre mesi di quest’anno e positivo nelle previsioni di tendenza, che potrebbero scongiurare l’ipotesi di un nuovo periodo “in negativo”, proprio in virtù dei risultati relativamente favorevoli da parte dell’industria italiana.

Come evidenzia Istat nel proprio rapporto mensile, “Anche se si verificasse un brusco calo, come quello tendenziale nell’ordine del 6% paventato da Confindustria per marzo, il primo trimestre si rivelerebbe in ogni caso positivo”. Una previsione che trova conferma nell’analisi della produzione industriale italiana affrontata nelle scorse ore da Gian Primo Quagliano, presidente di Centro Studi Promotor: “Queste crescite, pur inserendosi in un contesto di dati statistici prevalentemente negativi, rendono meno probabile che il dato sul Pil del primo trimestre 2019, che verrà diffuso il 30 aprile, faccia registrare la terza contrazione congiunturale consecutiva che sancirebbe il passaggio dalla recessione tecnica alla recessione conclamata. Se infatti il Pil nel primo trimestre 2019 non accusasse un calo sul trimestre precedente lo scenario che si prospetterebbe non sarebbe più di recessione conclamata, ma semplicemente di stagnazione”.

Ciò che, tuttavia, incide negativamente sul progresso industriale del nostro Paese è il comparto automotive. A fronte del “segno più” fatto registrare dai beni di consumo (+4,7% da febbraio 2018; +3,2%, il più alto da dicembre 2017, su gennaio 2019) e dai beni strumentali (+1,5% su febbraio dello scorso anno; +1,1% sul mese precedente), il settore della produzione di autoveicoli ha registrato, a febbraio, un -10% rispetto a febbraio 2018, mentre la flessione per i primi due mesi di quest’anno è stata del 13,8%.

Anfia, nelle scorse ore, illustrando i propri dati preliminari ha messo in rilievo come, nel primo bimestre di quest’anno, la produzione di autovetture in Italia sia “Diminuita del 18%”, e abbia registrato una diminuzione dell’11% a febbraio rispetto a dodici mesi prima; nella sua globalità, la produzione di insieme della filiera automotive nazionale (secondo il Codice Ateco 29, che raggruppa le attività di fabbricazione di autoveicoli, fabbricazione di carrozzerie autoveicoli, rimorchi e semirimorchi e fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori, pneumatici esclusi) “Ha registrato, a febbraio 2019, ancora un ‘segno meno’, seppure con un calo inferiore (-6,9%) rispetto al mese precedente (-12%) e alle flessioni già riportate nell’ultimo trimestre del 2018 – dichiara Gianmarco Giorda, direttore di Anfia – La chiusura del primo bimestre del 2019 registra un calo tendenziale del 9,4%, confermando le preoccupazioni per questa apertura d’anno”.

Segnali negativi, prosegue l’Associazione Nazionale della Filiera dell’Industria Automobilistica, anche relativamente al comparto industriale di produzione parti ed accessori per autoveicoli e motori (sempre escludendo gli pneumatici), che ha fatto registrare un calo tanto a febbraio (-6,1%) quanto nel primo bimestre (-7-7%): “A gennaio, secondo gli ultimi dati disponibili, gli ordinativi di questo specifico comparto risultano in calo del 3,6%, per effetto del decremento degli ordinativi interni (-14,4%), mentre gli ordinativi esteri risultano in crescita (+4,7%) – prosegue l’analisi mensile Anfia – Anche il fatturato delle parti, presenta una diminuzione nel mese del 4,2%, a causa della componente interna in calo del 14,3%, mentre la componente estera chiude a +5,7%”.

Passando alle stime del monte ordinativi e del fatturato per il comparto automotive (i dati aggiornati a febbraio 2019 verranno resi noti da Istat la prossima settimana), Anfia prevede, rispettivamente, un calo del 14,9% a gennaio (risultato di una componente interna in calo del 20,9% e di una componente estera in calo dell’8,2%), a fronte di un monte-ordinazioni per l’industria italiana (escludendo il settore delle costruzioni) in calo dell’1,2% a gennaio 2019 (-1,9% la componente interna e -0,2% la componente estera); il fatturato della filiera automotive, infine, ha fatto registrare a gennaio 2019 “Una diminuzione del 15% (-20% il fatturato interno e -9% quello estero). Per l’industria nel suo complesso, il fatturato cresce dello 0,6% nel mese (-0,1% sul mercato interno e +1,9% sui mercati esteri)”.