Mercato auto: i prezzi sono aumentati più dell’inflazione

Lo indica Osservatorio Autopromotec sui dati Istat di comparazione dei prezzi per i beni al consumo 2015-2018. Diminuiti i prezzi dell’usato, anche a causa dell’incertezza all’acquisto di vetture diesel.

Mercato auto: i prezzi sono aumentati più dell’inflazione

di Francesco Giorgi

08 Aprile 2019

In quattro anni, i prezzi al dettaglio per il comparto auto è cresciuto di poco; e, in ogni caso, qualcosa in più rispetto all’jnflazione. Lo rivela in queste ore un’analisi effettuata da Osservatorio Autopromotec relativamente ai consuntivi Istat sui prezzi dei beni al dettaglio (nella fattispecie, ovviamente, il comparto automotive) e confrontati con quanto gli automobilisti italiani hanno sborsato negli ultimi anni per l’acquisto di un’auto. Nello specifico, indicato a “100” l’indice generale Istat sui prezzi al consumo 2015, che a fine 2018 ha conosciuto 2,3 punti in più, la media ponderata per le spese relative al settore autovetture ha fatto registrare 3,4 punti in più: da 100 a 103,4. Qualcosa in più rispetto all’inflazione, appunto. In diminuzione, invece, l’indice che riguarda le auto usate, calato a 93,7.

A questo proposito, Osservatorio Autopromotec è dell’avviso che la diminuzione dei prezzi per le autovetture “di seconda mano” vada addebitato al recente movimento di “messa all’indice” per le vetture a gasolio da parte delle amministrazioni locali a causa delle emissioni, situazione che ha provocato una certa indecisione – e, di conseguenza, il rallentamento del settore – da parte degli automobilisti all’arrivo del momento di sostituire la propria vettura. Inevitabile l’effetto svalutazione per i modelli diesel, fenomeno che ha interessato, all’atto pratico, anche una netta diminuzione nei quantitativi di vendita per le auto nuove a gasolio, calate in termini percentuali del 12,3% fra il 2017 ed il 2018. Il segno negativo per le turbodiesel di nuova immatricolazione non ha, peraltro, inciso (o in questo caso in misura relativa) sui prezzi delle vetture nuove nell’intero comparto, le quali hanno per converso messo a segno un segno “più” (+3,4%), superiore anche rispetto al +2,3% dei prezzi al consumo in linea generale.

Ciò che “tiene”, statisticamente parlando, è il settore dell’aftermarket, nella fattispecie l’assistenza: in questo senso, l’analisi di Osservatorio Autopromotec rivela che, fra il 2015 ed il 2018, le spese per riparazioni e manutenzione (a prescindere che si tratti di manutenzione ordinaria – i “tagliandi” – oppure straordinaria) ha assistito ad un aumento di 4 punti percentuali (da 100 a 104), le spese sostenute dagli automobilisti italiani per i lubrificanti sono aumentate dell’1,7%, e dell’1,6% quelle relative agli accessori ed ai pezzi di ricambio. In aumento (+1,5%) anche le spese per la sostituzione degli pneumatici (+1,7%).