Fca: accordo con Tesla per compensare le emissioni

Secondo una indiscrezione del Financial Times, Fiat-Chrysler avrebbe fatto ricorso alla possibilità di siglare agreement fra aziende per compensare le emissioni di CO2 e rientrare nei nuovi parametri.

Fca: accordo con Tesla per compensare le emissioni

di Francesco Giorgi

08 Aprile 2019

Assisteremo ad un “pool” economico che compenserà le emissioni della lineup Fca con quelle, pressoché assenti nell’utilizzo su strada, garantite dalla flotta Tesla? È quanto si apprende in queste ore dalla stampa di oltreoceano, che indica una pratica (il “pooling”, appunto) di fatto autorizzato dalla Comunità Europea, che permette alle aziende al momento non in grado di rispettare i nuovi parametri sulle emissioni di CO2 di “acquistare crediti” da aziende più virtuose, e determinare una sommatoria utile al raggiungimento dei limiti fissati per legge.

Nello specifico, Fca (l’accordo sarebbe stato sottoscritto tra Fca Italy, Fca Us, Alfa Romeo e Tesla) potrebbe fare ricorso alla lineup 100% elettrica dell’azienda californiana in ordine di rispettare gli imminenti nuovi limiti europei in materia di emissioni di CO2, pronti ad entrare in vigore il prossimo anno sulla scorta degli Accordi di Parigi sul clima, per i quali è in vista un deciso giro di vite anche in rapporto alla soglia fissata quattro anni fa.

La notizia è stata diffusa nelle scorse ore dal Financial Times: il quotidiano economico newyorkese comunica che Fiat-Chrysler Automobiles “Pagherà a Tesla centinaia di milioni di euro, con l’obiettivo di conteggiare le vetture della factory californiana nella propria gamma, ed evitare così le sanzioni comunitarie”. Nulla si sa in merito alle entità dell’accordo: il quotidiano newyorkese indica “Centinaia di milioni di euro”, tuttavia non entra nel merito.

Si tratta, come accennato, di un sistema di compensazione simile, nell’entità, ai “certificati verdi” delle società di produzione di energia: un agreement pressoché inedito nel comparto automotive fra aziende che appartengono a Gruppi differenti (non, quindi, come Bmw con Rolls-Royce o il Gruppo Volkswagen fra i propri marchi): soltanto Toyota e Mazda, nel 2018, avrebbero inteso un accordo simile.

Il Financial Times, che riporta un’analisi Jato Dynamics, rivela che le emissioni medie per il settore dell’auto nel 2018 erano di 120,5 g/km di CO2, mentre – sulla stima UBS – Fiat-Chrysler Automobiles si sarebbe attestata su 123 g/km di CO2: valore che renderebbe Fca “A più elevato rischio di non raggiungere gli obiettivi” (i 95 g/km per il 2020) fra i big player automotive. Una stima che potrebbe costare molto casa all’”asse Torino-Detroit”: le sanzioni, una volta che gli obiettivi degli Accordi di Parigi diventeranno legge, potrebbero – sempre stando alle indicazioni dell’FT – arrivare anche ad oltre 2 miliardi di euro. Da qui l’accordo con Tesla, già perfezionato alcune settimane fa secondo la stessa Commissione Europea, che permetterebbe ad Fca di abbassare la media delle proprie emissioni “di gamma” e, quindi, considerarsi al riparo da eventuali sanzioni.

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