Fca, il giorno dei conti: 2018 da record per il Gruppo

Utile netto in crescita, ricavi in aumento: il consuntivo dell’intero 2018 salutato come “Performance da primato” da parte del CEO Mike Manley. E nel 2020 arrivano le ibride.

Giornata in chiaroscuro per Fca: da una parte, riflettori puntati su “risultati da record” in merito alla presentazione del rendiconto per il 2018, che ha messo in evidenza, appunto, performance da primato; dall’altra, una contrazione del titolo dopo la comunicazione dei risultati.

Nelle scorse ore, i vertici Fiat-Chrysler Automobiles hanno reso noti i risultati su scala globale del Gruppo: ricavi netti per 115,4 miliardi di euro (+4%), utile netto adjusted (compresa Magneti Marelli) pari a 5 miliardi di euro (+34%) ed utile netto in aumento del 3% (+41% a parità dei cambi di conversione), attestandosi a 3,6 miliardi di euro; ebit adjusted per il 2018 a quota 7,3 miliardi di euro (crescita, in questo caso, del 3%; +9% a parità dei cambi di conversione), e -6,3% di margine. Oltreoceano, altre cifre da record: negli USA l’ebit ha raggiunto 6,2 miliardi di euro (attestandosi ad un +19%) con 8,6% di margine; relativamente ai mercati EMEA, l’ebit è pari a 0,4 miliardi di euro, il che si traduce in un calo del 45%, per lo più a causa della debolezza registrata nel secondo semestre dell’anno. Performance in calo anche in Asia – in special modo relativamente al mercato-chiave Cina – dove la contrazione ha interessato anche Maserati.

Le stime del Gruppo per il 2018 andavano da un range compreso fra 115 e 118 miliardi di euro per i ricavi netti, fra 7,5 miliardi ed 8 miliardi di euro di ebit adjusted, circa 5 miliardi di euro di utile netto ed una liquidità netta compresa fra 1,5 e 2 miliardi di euro.

L’analisi dei risultati annui Fca è, dunque, al di sopra delle attese riguardo ai ricavi netti (anche per via del monte produzione per l’intero anno: nel 2018, Fca ha consegnato globalmente 4.842.000 veicoli, in crescita di 102.000 unità), tuttavia sembra essere lievemente inferiore al preventivo degli analisti in termini di ebit adjusted e di utile netto.

Per il 2019, i vertici Fca si attendono – escludendo Magneti Marelli attualmente in fase di scorporo e per la quale nei prossimi mesi verrà finalizzata la vendita – un ebit adjusted superiore a 6,7 miliardi di euro, ed un margine al 6,1% almeno, un flusso di cassa industriale superiore a 1,5 miliardi di euro (cifra più bassa, cioè, di quella registrata nel 2018: e ciò per via degli ingenti sforzi finanziari e delle spese per penali ed altri costi relativi alle “pendenze” in materia di emissioni sui motori diesel negli Stati Uniti, che hanno comportato un esborso totale nell’ordine di 4,4 miliardi di euro).

Le “Performance da record”, come indicato dal CEO Fca Mike Manley durante la conference call, è preludio ad un “2019 come pieta miliare, perché torneremo a distribuire un dividendo: non avveniva da un decennio”.

Dal punto di vista delle strategie industriali e di riposizionamento di lineup, Mike Manley puntualizza come la cessione di Magneti Marelli – all’appello manca soltanto il “disco verde” dall’assemblea dei soci – potrà contribuire alla garanzia di un futuro per la società, e permetterà a Fiat-Chrysler Automobiles la distribuzione di un dividendo straordinario agli stakeholders; inoltre, viene confermato per l’inizio del 2020 il debutto delle varianti ibride di Fiat 500 e di Jeep Wrangler (quest’ultima, secondo alcune indiscrezioni dei giorni scorsi, attesa in configurazione plug-in hybrid all’imminente Salone di Ginevra, insieme alle anticipazioni ibride per Jeep Renegade e Jeep Compass, che avranno un futuro produttivo italiano stante l’assemblaggio individuato a Melfi).

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