BMW leader del mercato del lusso

Fabrizio Brunetti
28 Aprile 2014
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BMW leader del mercato del lusso

Nonostante il pressing di Audi e Mercedes, anche nel primo trimestre 2014 la casa di Monaco mantiene saldamente il primato.

Nonostante il pressing di Audi e Mercedes, anche nel primo trimestre 2014 la casa di Monaco mantiene saldamente il primato.

Un primo trimestre che segna un incremento di vendite superiore al 12% (+ 17% a marzo) e 428.259 veicoli venduti, vale a dire 15.409 più di Audi, cresciuta appena meno delle stessa percentuale, e 53.983 più di Mercedes, cresciuta del 15% grazie al successo di Classe A.

Tutte e tre devono i loro brillanti risultati ai due primi mercati mondiali, Cina e USA, che da soli fanno oltre 36 milioni di nuovi veicoli all’anno. Dunque bene Audi, benissimo Mercedes che si accinge a sfruttare il prevedibile successo del SUV compatto GLA e della nuova Classe C, ma BMW ancora in vetta, grazie principalmente al dominio, per ora, incontrastato della Serie 3 nelle medie compatte premium.

Tutti e tre i contendenti dichiarano di attendere record di vendite quest’anno, ma BMW (con Mini e Bentley) è certa di raggiungere l’obiettivo 2 milioni con due anni di anticipo rispetto al piano e senz’altro scavalcherà la fatidica soglia. L’utile netto è cresciuto del 4,5% nel 2013, fatturato in lieve flessione (-1%), con un margine percentuale del 9%, inferiore ad Audi ma superiore a Mercedes, e una liquidità di 10 miliardi di euro.

Ai dipendenti un premio di 7.630 euro, 2,5 mensilità di stipendio. Per la gamma, dopo l’X5 di nuova generazione e l’elettrico i3 quest’anno il SUV compatto quasi coupè X4, la Serie 2 Active Tourer, prima BMW a trazione anteriore, monovolume compatto, per il quale mi sentirei di predire un sicuro insuccesso, non tanto per la trazione anteriore, quanto per lo stile goffo e incerto, il coupé Serie 2, il cabrio Serie 4, il Gran Coupé serie 4 a quattro porte, il coupé sportivo Motore ibrido: caratteristiche, pro e contro i8.

Nei prossimi due anni, razionalizzazione delle piattaforme, solo due, una a trazione anteriore per Mini e BMW Serie 1 (prossima generazione) e 2, una a trazione posteriore e integrale per BMW, con sviluppo di un pianale lungo, G1L, per i top di gamma sia berline sportive serie 8 e 9, sia maxi SUV X7 e X9.

Motori modulari a tre, quattro e sei cilindri e ricorso alla gamma i elettrica per abbassare i livelli di emissione, altrimenti proibitivi per un costruttore premium di alto di gamma.Nuove fabbriche in USA, secondo mercato per BMW, Cina, dall’anno scorso primo, e Brasile. Per le gamme Mini (attesi Clubman, Countryman e Pick Up della nuova generazione) e Rolls-Royce, ampliamenti e diversificazioni di modelli.

Norbert Reithofer, presidente di BMW, ostenta gran fiducia, in particolare nella capacità del marchio bavarese di crescere e mantenere la leadership tra i marchi del lusso. Eppure alcuni analisti e qualche concorrente scommetterebbero sulla difficoltà ed i costi altissimi che la gamma i comporta.

Vero che in base alla bizzarra regola UE il livello di emissioni di un produttore si calcola sull’intera gamma e le elettriche naturalmente consentono alla casa bavarese di abbassare drasticamente i suoi elevati livelli medi e rientrare così nei parametri futuri, ma a fronte di investimenti da capogiro e con l’esito molto incerto di vendite.

Reithofer pensa che la i3, 11.000 prenotazioni ad aprile, sarà venduta in centomila esemplari nel 2020. Gli altri fanno smorfie d’incredulità, forti della serie di insuccessi di tutti gli altri costruttori che si sono avventurati nell’elettrico, eccetto, forse, Toyota.

Riuscirà BMW dove gli altri hanno fallito, magari avvalendosi dell’icona sportiva i8 plug in, che sfoggerà un tre cilindri da 231 cv accoppiato ad un elettrico da 131?Difficile a dire, ma sembra al momento l’unica minaccia in grado d’impensierire il leader del mercato premium, più dell’assedio dei concorrenti che, salvo colpi di scena come una replica dell’inatteso (nei volumi) successo della Classe A per la nuova Mercedes Classe C in grado d’insidiare la leadership indiscussa della Serie 3 nelle medie, non sembrano destinati a cambiare il combattutissimo agone del podio tra i costruttori del lusso.

L’altra potenziale minaccia è nella eventuale perdita della leadership dei SUV della gamma X nel segmento in maggior espansione, soprattutto nei mercati ricchi e in quelli emergenti. E’ il segmento nel quale tutti, ma proprio tutti i marchi premium intendono confrontarsi ed oltre ai due forti concorrenti di casa e Porsche, si stanno per affacciare sul mercato i nuovi come Maserati, Jaguar, Alfa Romeo, Lamborghini. Un confronto impegnativo attende la casa di Monaco, ma con fondate speranze che la supremazia possa continuare.

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