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Auto, gennaio 2026: crollano benzina e diesel, ma BYD fa un miracolo

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 24 feb 2026
Auto, gennaio 2026: crollano benzina e diesel, ma BYD fa un miracolo
Gennaio 2026 chiude con -3,5% nelle immatricolazioni europee. Crescono veicoli elettrici e ibridi plug-in; Stellantis e BYD segnano performance positive mentre Volkswagen resta leader.

Gennaio 2026 ha regalato un nuovo capitolo ricco di spunti per chi segue da vicino il mercato auto europeo. Una realtà in cui le contraddizioni sembrano essere la regola più che l’eccezione: da un lato, il rallentamento delle immatricolazioni complessive – che si fermano a 961.382 unità tra UE, EFTA e Regno Unito, segnando un -3,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente – dall’altro, il balzo in avanti delle alimentazioni alternative che ormai stanno ridisegnando le gerarchie di settore. In questo scenario, la corsa dei veicoli elettrici e degli ibridi plug in si impone come la tendenza che nessun costruttore può più permettersi di ignorare.

I numeri parlano chiaro e, come spesso accade, non fanno sconti: se le auto a benzina e diesel crollano rispettivamente del 25,7% e del 22%, la domanda di motorizzazioni “verdi” cresce a ritmi da record. Gli ibridi plug in registrano un impressionante +32,2%, mentre i veicoli elettrici conquistano una quota di mercato del 19,3% nell’Unione Europea, un balzo in avanti rispetto al 14,9% di un anno fa. E se qualcuno nutriva ancora dubbi sulla solidità di questa transizione, basta dare un’occhiata al boom delle ibride tradizionali (+6,4%) per capire che la rivoluzione della mobilità sostenibile è ormai un dato di fatto.

Sul fronte dei costruttori, la partita si fa sempre più interessante. Il Gruppo Volkswagen resta saldamente al comando, con 256.728 unità immatricolate. Tuttavia, la leadership è meno granitica di un tempo: il calo del 3,8% testimonia che il colosso tedesco deve ora guardarsi le spalle da concorrenti che sembrano aver trovato la chiave giusta per intercettare i nuovi bisogni degli automobilisti europei. Ecco allora che Stellantis sale alla ribalta con una crescita delle immatricolazioni del 6,7% e un incremento della quota di mercato dal 15,5% al 17,1%. Un risultato che conferma come la strategia multi-brand e la capacità di presidiare i segmenti più dinamici siano le armi vincenti in questa fase di cambiamento.

Ma il vero scossone arriva dalla Cina, e porta il nome di BYD. La casa asiatica, spesso sottovalutata dagli osservatori più tradizionalisti, mette a segno una performance da record: +165% nelle immatricolazioni rispetto a gennaio 2025. Un dato che va ben oltre il semplice exploit e che segnala la crescente capacità dei costruttori cinesi di penetrare nel mercato auto europeo grazie a una ricetta che combina prezzi aggressivi, tecnologia avanzata e un’offerta sempre più vicina alle esigenze dei consumatori locali. Non è un caso se la presenza di BYD sta diventando un punto di riferimento per chi cerca soluzioni di mobilità a zero emissioni senza dover rinunciare a qualità e innovazione.

Non mancano, però, le note dolenti per alcuni protagonisti storici. Renault e Tesla segnano rispettivamente un -15% e un -17%, mentre anche gruppi consolidati come Hyundai/Kia, Toyota e Mitsubishi faticano a tenere il passo. Segno che il mercato non perdona chi resta ancorato a vecchi schemi e non investe con decisione sulle nuove tecnologie e sull’ampliamento della gamma.

Interessanti anche le differenze a livello geografico: l’Italia sorprende tutti e si conferma la migliore tra i grandi mercati con un incoraggiante +6,2%, seguita dalla Spagna (+1,1%). Più difficile la situazione in Germania e Francia, entrambe in calo del 6,6%. Queste dinamiche sono il risultato di una serie di fattori intrecciati: incentivi fiscali non uniformi tra i vari Paesi, politiche commerciali sempre più aggressive e una crescente attenzione – sia da parte delle flotte che dei privati – ai costi di gestione e alle normative ambientali.

La lezione che ci consegna questo inizio d’anno è chiara: il mercato auto europeo è in piena trasformazione, sospeso tra una contrazione fisiologica delle immatricolazioni tradizionali e l’irresistibile ascesa dei veicoli elettrici e degli ibridi plug in. Il successo di Stellantis, l’avanzata di BYD e la tenuta del Gruppo Volkswagen sono solo alcuni dei segnali che indicano come la quota di mercato si stia ridistribuendo in modo profondo e irreversibile. Nei prossimi mesi sarà interessante capire se questa nuova ondata “green” riuscirà davvero a compensare il crollo delle motorizzazioni tradizionali e come i grandi player internazionali sapranno adattare la loro offerta per non perdere il treno dell’innovazione. In fondo, nel mondo dell’auto, chi si ferma è perduto: e il 2026 sembra già pronto a riscrivere le regole del gioco.

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