"Mai obbligati all'elettrico": la promessa di Ferrari ai suoi fan
Quando si parla di Ferrari, il cuore degli appassionati batte sempre un po’ più forte. E se oggi il Cavallino Rampante si trova a un bivio epocale, tra il rispetto di una gloriosa tradizione e la necessità di abbracciare l’innovazione, lo fa con la consueta eleganza che la contraddistingue. È così che, nella cornice di un futuro sempre più elettrificato, la Casa di Maranello si prepara a svelare la sua prima vettura a batteria di fascia alta: la Luce. Un nome evocativo, che richiama la luce della storia e della passione, ma anche quella della tecnologia che avanza, senza però oscurare l’anima autentica di un marchio che ha fatto della performance e dell’emozione la sua bandiera.
Il messaggio, del resto, è stato chiaro e inequivocabile. Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, ha voluto rassicurare in modo diretto i clienti storici e i collezionisti: nessuna imposizione, nessuna forzatura. “Non costringeremo mai il nostro cliente a dover comprare un EV”, ha dichiarato senza mezzi termini. Una frase che suona come una promessa, un patto di rispetto nei confronti di chi, negli anni, ha contribuito a rendere il Cavallino un’icona mondiale. In un’epoca in cui la transizione verso l’elettrico sembra essere una corsa obbligata, Ferrari sceglie la via dell’equilibrio, della gradualità e, soprattutto, della libertà di scelta.
Luce verrà svelata a maggio
Il debutto della Luce non è stato fissato a caso: il 25 maggio a Roma, una data che rimanda simbolicamente alla prima storica vittoria Ferrari nel lontano 1947. Un richiamo alle origini, che si intreccia con il futuro. E se i primi feedback raccolti dietro le quinte sono stati definiti “molto positivi”, il prezzo rimane ancora avvolto nel mistero. Si vocifera, però, che la soglia potrebbe superare i 500.000 dollari, confermando la volontà di posizionare il modello ai vertici dell’esclusività. Una scelta che non stupisce, considerando che la clientela Ferrari non cerca solo una vettura, ma un’esperienza, un’emozione da vivere e custodire.
E non finisce qui. Il piano industriale del Cavallino prevede un’accelerazione senza precedenti: entro il 2026 arriveranno quattro nuovi modelli, mentre entro il 2030 il traguardo fissato è quello di venti vetture. Le indiscrezioni che circolano tra gli addetti ai lavori sono un vero e proprio fermento di attese e suggestioni. Si parla, ad esempio, di una possibile Amalfi Spider, pronta a raccogliere l’eredità della Roma Spider, e di varianti inedite del Purosangue, il SUV di lusso che ha già rivoluzionato le regole del gioco con la sua presenza scenica e la sua anima versatile. Ma non solo: c’è chi scommette su un nuovo esemplare della ultra-esclusiva Icona Series, destinata a pochi fortunati, e su una sportiva dal DNA puramente pistaiolo, pensata per chi vuole vivere il brivido della pista senza compromessi.
La domanda, intanto, non conosce crisi. I listini degli ordini sono pieni fino alla fine del 2027, un segnale inequivocabile della solidità del brand nel segmento del lusso automobilistico. Una domanda che, se possibile, si rafforza proprio grazie alla capacità di Ferrari di mantenere saldo il legame con la propria identità. I concessionari, dal canto loro, sono stati istruiti a comunicare con la massima trasparenza, evitando qualsiasi forma di pressione verso soluzioni non desiderate. Un atteggiamento che riflette la volontà di preservare il patrimonio immateriale della Casa, fatto di suono, esperienza meccanica e tradizione sportiva.
Un esempio emblematico di questa filosofia è rappresentato dalla 849 Testarossa, una delle edizioni limitate più iconiche della storia recente. Anche in questo caso, chi desidera mettersi in garage un pezzo di storia non dovrà necessariamente “passare” dall’elettrico. Un dettaglio che, agli occhi dei puristi, fa la differenza e rafforza ulteriormente il senso di appartenenza a una community esclusiva, dove ogni scelta è frutto di passione e non di imposizione.
Ti potrebbe interessare