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Lancia Stratos moderna: il rendering che fa rinascere un mito

Di Vincenzo Calvarano •
Pubblicato il 6 ott 2026
Lancia Stratos moderna: il rendering che fa rinascere un mito
La Lancia Stratos torna in un rendering firmato Mark Przeslawski: fari a scomparsa, forme compatte e motore termico per reinterpretare il mito.

La Lancia Stratos torna a far parlare di sé, ma questa volta non c’è un nuovo modello pronto per la produzione. A riportare virtualmente sulle strade una delle sportive italiane più iconiche è il designer londinese Mark Przeslawski, autore di un rendering che immagina come potrebbe apparire oggi una Stratos reinterpretata in chiave moderna.

È importante chiarirlo subito: non si tratta di un progetto ufficiale Lancia, né dell’anticipazione di un futuro modello. È un esercizio di stile indipendente realizzato attraverso grafica tridimensionale e, come specificato dallo stesso designer, senza ricorrere all’intelligenza artificiale.

Il risultato cerca di conservare alcuni degli elementi che hanno reso immediatamente riconoscibile la Stratos originale, senza trasformarsi in una semplice replica. Proporzioni compatte, superfici vetrate avvolgenti, fari anteriori a scomparsa e gruppi ottici posteriori circolari costruiscono infatti un collegamento evidente con il passato.

Lancia Stratos, il rendering mantiene i dettagli più iconici

Il punto di partenza del progetto è naturalmente la silhouette della Lancia Stratos originale. Przeslawski ha però evitato di riprodurne semplicemente le forme, scegliendo un’interpretazione più moderna e decisamente aggressiva.

La fiancata è compatta e slanciata, con una superficie vetrata che avvolge l’abitacolo e richiama una delle caratteristiche estetiche più riconoscibili della sportiva italiana.

Nella parte inferiore compare invece una presa d’aria NACA, elemento che si allontana dalla Stratos storica e introduce un riferimento alle vetture da competizione. Anche la configurazione con carrozzeria argento accentua questa impostazione più tecnica.

Un altro dettaglio interessante riguarda le portiere. Il rendering non mostra direttamente il loro sistema di apertura, ma l’altezza dei brancardi lascia immaginare che possano aprirsi verso l’alto. Si tratta, comunque, di una deduzione legata al design e non di una caratteristica tecnica confermata.

Davanti ritroviamo invece una soluzione che gli appassionati della Stratos riconosceranno immediatamente: i fari a scomparsa.

Sono accompagnati da un ampio splitter inferiore, che rende il frontale molto più vicino alle moderne supercar rispetto a quello semplice ed essenziale del modello degli anni Settanta.

Anche il posteriore guarda alla Stratos originale

I richiami storici proseguono nella parte posteriore.

Il designer ha utilizzato gruppi ottici circolari, mentre sopra la coda compare un nolder piuttosto pronunciato. Il lunotto è quasi completamente chiuso e lascia spazio principalmente alle aperture dedicate al passaggio dell’aria.

È una soluzione che contribuisce a dare alla vettura un aspetto particolarmente compatto, facendo apparire abitacolo e carrozzeria come due elementi strettamente integrati.

Ma c’è un dettaglio ancora più curioso: gli scarichi posteriori.

La loro presenza suggerisce che questa reinterpretazione sia stata immaginata con un motore termico. Il rendering, tuttavia, rimane un esercizio di design e non è accompagnato da una scheda tecnica. Non sappiamo quindi quale motore potrebbe essere installato, dove sarebbe posizionato o quali prestazioni avrebbe.

Ed è proprio qui che conviene fermare le ipotesi. Non essendo un progetto industriale, parlare di cilindrata, potenza o piattaforma significherebbe attribuire alla vettura caratteristiche che al momento non esistono.

La Stratos originale aveva un V6 da 190 CV

Il confronto con il passato aiuta comunque a capire perché il nome Lancia Stratos continui ad avere un peso così importante.

Il modello originale utilizzava un V6 di 2,4 litri da 190 CV. Una potenza che oggi può sembrare relativamente contenuta per una sportiva, ma bisogna considerare un dato fondamentale: la massa era di appena 980 kg.

Questa combinazione permetteva alla vettura di raggiungere una velocità massima dichiarata di 230 km/h.

La Stratos, però, non è entrata nell’immaginario degli appassionati soltanto per i numeri. Le proporzioni, il motore centrale e soprattutto la sua storia legata ai rally hanno contribuito a trasformarla in una delle Lancia più riconoscibili di sempre.

Ed è proprio questa identità così forte a rendere complicata qualsiasi reinterpretazione moderna. Aggiornare un’auto simile significa trovare un equilibrio tra riferimenti al passato e forme contemporanee, evitando di trasformare il progetto in un semplice esercizio nostalgico.

Non è la prima Stratos reinterpretata in epoca moderna

Quello firmato da Przeslawski non è il primo tentativo di immaginare una Stratos moderna.

Nel 2010 Pininfarina realizzò infatti una one-off che avrebbe successivamente costituito la base della New Stratos proposta nel 2018 da Manifattura Automobili Torino.

In quel caso non si parlava soltanto di rendering. La vettura utilizzava come base la Ferrari 430 Scuderia ed era equipaggiata con un motore V8 capace di sviluppare 540 CV.

Il nuovo esercizio di stile segue invece una strada differente. Non cerca di definire una possibile meccanica e concentra l’attenzione soprattutto sull’aspetto esterno, mescolando elementi immediatamente riconoscibili della Stratos con dettagli più moderni.

Una nuova Lancia Stratos? Per ora resta solo digitale

Il rendering inevitabilmente riaccende una domanda: Lancia potrebbe davvero riportare in vita la Stratos?

Questo progetto non offre alcuna indicazione in tal senso. Non esiste, sulla base delle informazioni disponibili, un collegamento tra il lavoro di Przeslawski e i programmi industriali della Casa italiana.

Per ora bisogna quindi considerarla esattamente per quello che è: una reinterpretazione digitale realizzata da un designer indipendente.

Rimane comunque interessante osservare come alcuni elementi della Lancia Stratos, a distanza di decenni, continuino a funzionare anche inseriti in un linguaggio stilistico contemporaneo. Fari a scomparsa, coda compatta, gruppi ottici circolari e superfici vetrate avvolgenti bastano ancora oggi a richiamare immediatamente il modello originale.

Nessuna nuova Stratos è dunque stata annunciata. Ma questo rendering dimostra quanto il suo design continui a offrire materiale per immaginare, ancora una volta, come potrebbe essere una Lancia Stratos del futuro.

 

 

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