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Lamborghini Miura SVR: il ritorno digitale del mito che non c'è più

Di Emanuela Termonte
Pubblicato il 30 gen 2026
Lamborghini Miura SVR: il ritorno digitale del mito che non c'è più
Il concept Miura SVR di Andrea Sassano reimmagina la Lamborghini Miura: design fedele all'originale, dettagli moderni e spirito racing.

Nel mondo delle auto d’epoca e dei grandi miti su quattro ruote, ci sono nomi che non smettono mai di esercitare un fascino magnetico. E tra questi, Lamborghini Miura occupa un posto di assoluto rilievo: un’icona senza tempo, una pietra miliare che ha ridefinito il concetto stesso di supercar. Oggi, grazie alla visione di Andrea Sassano, questa leggenda torna a far parlare di sé in una veste del tutto inedita, sospesa tra memoria e futuro, grazie al progetto digitale Miura SVR. Un esercizio di stile che non si limita a rievocare il passato, ma che prova a immaginare come potrebbe essere la Miura se fosse nata nel XXI secolo, con il linguaggio estetico e tecnologico di oggi.

Il lavoro di Sassano, sviluppato con maestria su Photoshop e animato attraverso Vizcom, rappresenta molto più di una semplice operazione nostalgia. È un dialogo serrato con il mito, un tentativo di rispondere a quel “vuoto creativo” lasciato da Lamborghini, che dopo aver presentato un concept nel 2006, non ha mai realmente rilanciato il nome Miura in produzione. In questo spazio sospeso tra desiderio e realtà, la Miura SVR di Sassano si inserisce come una proposta consapevole, che raccoglie la forza evocativa della Miura originale e la traduce in un’interpretazione fresca, ma profondamente rispettosa della tradizione.

A colpire, sin dal primo sguardo, è la capacità del designer di mantenere intatti i tratti distintivi della Lamborghini Miura: i fari circolari, le celebri lamelle nere dietro i vetri, il profilo fastback inconfondibile. Ma qui tutto viene rivisto alla luce delle tecnologie attuali, come i LED che sostituiscono le vecchie ottiche e i dettagli racing che donano alla vettura un’anima più aggressiva, senza però mai tradire l’equilibrio delle proporzioni originali: bassa altezza da terra, abitacolo arretrato, carreggiata larga. Sono questi i segni che hanno reso la Miura una vera e propria rivoluzione, e che qui ritrovano nuova linfa in una sintesi tra passato e presente.

Non si può parlare di Miura senza evocare il suo cuore pulsante: il leggendario V12 centrale da 4.0 litri, simbolo di un’epoca in cui il design era spesso chiamato a primeggiare sull’ingegneria. Sassano, tuttavia, non cade nella trappola della replica pedissequa: la sua è una reinterpretazione, non una ricostruzione. L’obiettivo non è quello di replicare fedelmente le soluzioni meccaniche storiche, ma di tradurre lo spirito della Miura nel linguaggio visivo e digitale contemporaneo. Un approccio che rispetta la filosofia originaria dell’auto, esaltandone il carattere di “timeless style icon” e rendendola ancora oggi un modello di riferimento per designer e appassionati di tutto il mondo.

La scelta del suffisso SVR non è casuale: richiama immediatamente l’immaginario della pista, suggerendo una vocazione racing che si riflette nei dettagli tecnici e stilistici, senza però mai sfociare nell’eccesso. La coerenza estetica resta il filo conduttore di un progetto che sa unire tradizione e innovazione, continuità storica e audacia creativa. Un equilibrio sottile, che trova la sua massima espressione nella reinterpretazione dei fari, nelle lamelle nere e in un posteriore che richiama con eleganza la silhouette della Miura del 1966.

Sul fronte industriale, il ritorno della Lamborghini Miura resta per ora una suggestione. Lamborghini è oggi impegnata su altri fronti: elettrificazione, edizioni speciali, ricerca della sostenibilità. Le strategie di brand, i costi di sviluppo, le normative emissive e la redditività di una nicchia così esclusiva rappresentano ostacoli concreti che rendono difficile pensare a una vera rinascita produttiva. Eppure, proprio in questa assenza, la Miura SVR di Sassano si trasforma in un potente stimolo creativo, capace di alimentare il dibattito su come reinterpretare i grandi classici nell’era digitale.

Le reazioni degli appassionati sono variegate: c’è chi vede in questo progetto un omaggio riuscito, capace di mantenere viva la leggenda, e chi invece lo considera una semplice suggestione, priva delle implicazioni tecniche e commerciali necessarie per una rinascita concreta. Ma ciò che conta davvero è che la Lamborghini Miura — con il suo V12, il suo stile inconfondibile e la sua aura leggendaria — continua a ispirare designer e collezionisti in tutto il mondo.

La metodologia scelta da Andrea Sassano — modellazione digitale e diffusione tramite brevi clip — rappresenta la nuova frontiera del car design indipendente. Qui le idee possono finalmente liberarsi dai vincoli della produzione industriale, trovando spazio per sperimentare, osare, sognare. La Miura SVR diventa così molto più di un semplice concept: è un esercizio stilistico che rilancia una domanda fondamentale per il nostro tempo. Come si possono reinterpretare i grandi miti dell’automobilismo nell’epoca della digitalizzazione? Forse la risposta non sta nella replica, ma nella capacità di dialogare con il passato, proiettandolo nel futuro con occhi nuovi e spirito libero.

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