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Jensen torna a far sognare: una nuova Gran Turismo V8 è realtà

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 15 gen 2026
Jensen torna a far sognare: una nuova Gran Turismo V8 è realtà
Jensen annuncia una nuova Gran Turismo ispirata all'Interceptor: telaio in alluminio, motore V8 e produzione limitata entro il 2026.

Il ritorno di Jensen sulle scene automobilistiche internazionali non è soltanto una notizia per appassionati e collezionisti, ma un vero e proprio evento che scuote il cuore degli estimatori delle Gran Turismo di razza. Dopo decenni di silenzio, la casa britannica si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, affidandosi alla rinata Jensen International Automotive (JIA), che ha scelto di puntare su un modello inedito, capace di coniugare la tradizione più pura con le esigenze del presente. Nessun restomod, nessuna riproposizione nostalgica: l’obiettivo è quello di restituire alla strada il fascino inconfondibile della Interceptor degli anni d’oro, ma in chiave moderna, con soluzioni tecniche e stilistiche all’avanguardia.

JIA non si limita a inseguire i fasti del passato, ma li interpreta con uno sguardo rivolto al futuro. Il nuovo progetto si fonda su un telaio in alluminio – scelta non banale in un panorama dove la leggerezza e la rigidità sono doti sempre più richieste – e su un propulsore V8 tradizionale, pensato per garantire prestazioni di livello e quel timbro sonoro che ha reso celebri le GT britanniche. Un binomio, questo, che parla direttamente agli intenditori, a chi cerca emozioni autentiche e non si accontenta delle mode del momento.

Eppure, il vero banco di prova sarà la capacità di rispettare le sempre più stringenti normative sulle emissioni. Un tema, questo, che rappresenta la classica spada di Damocle per ogni costruttore che voglia proporre un’auto sportiva esclusivamente a benzina. Le domande sono lecite: come riuscirà JIA a conciliare il carattere indomito di un V8 con le esigenze ambientali del mercato europeo e internazionale? Al momento, le specifiche tecniche definitive restano avvolte nel riserbo, così come i dati su potenza, coppia e peso. Una scelta strategica che tiene alta l’attenzione, ma che dovrà necessariamente lasciare spazio a dettagli concreti nei prossimi mesi.

Dal punto di vista commerciale, la strada tracciata da Jensen International Automotive è chiara: produzione limitata, prezzi elevati e un posizionamento deciso nel segmento delle auto da collezione. Un approccio che mira a valorizzare l’esclusività e l’autenticità, rivolgendosi a una clientela selezionata, pronta a investire pur di assicurarsi un pezzo unico, capace di distinguersi nel panorama delle moderne Gran Turismo. In questo contesto, il ritorno del marchio non è solo un’operazione commerciale, ma una dichiarazione d’intenti: offrire un’esperienza di guida che sia prima di tutto emozione, senza compromessi.

Non mancano, però, le perplessità. Gli osservatori più attenti sottolineano come la rinascita di Jensen comporti sfide tutt’altro che trascurabili: dalla necessità di investimenti consistenti per la produzione e la creazione di una rete di distribuzione e assistenza, fino all’obbligo di garantire la conformità normativa nei principali mercati. Un rischio calcolato, certo, ma anche una scommessa che richiede determinazione e una visione a lungo termine.

Sul fronte del design, la partita si gioca su un equilibrio sottile: reinterpretare l’eredità stilistica della Interceptor senza cadere nella trappola del puro citazionismo, mantenendo al contempo una forte carica innovativa. L’utilizzo dell’alluminio per il telaio risponde alle esigenze di chi desidera una vettura agile e performante, mentre la scelta di un motore termico tradizionale strizza l’occhio agli amanti della guida “vera”, quella fatta di sensazioni meccaniche e coinvolgimento diretto.

Ma, come spesso accade nel mondo delle auto di lusso, il successo di un progetto non si misura solo sulla carta. La reputazione del marchio è un asset prezioso, ma anche un fardello: riportare in auge il nome Jensen significa dover dimostrare, oltre alle intenzioni, la capacità di offrire un prodotto concreto, supportato da un piano industriale solido e da un servizio post-vendita all’altezza delle aspettative. In altre parole, non basta accendere i riflettori: occorre mantenere le promesse e trasformare l’entusiasmo degli appassionati in ordini reali.

In attesa di ulteriori dettagli sulle specifiche tecniche, sui mercati di lancio e sui numeri di produzione, una cosa è certa: il ritorno di Jensen International Automotive rappresenta una delle sfide più affascinanti e coraggiose degli ultimi anni nel panorama delle Gran Turismo. Se il progetto saprà mantenere le promesse, potremo davvero assistere a un nuovo capitolo della leggenda Jensen, capace di unire passato e futuro in un’unica, emozionante sinfonia a otto cilindri.

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