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Jeep Grand Wagoneer 2026, lusso e tecnologia con la prima REEV

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 12 gen 2026
Jeep Grand Wagoneer 2026, lusso e tecnologia con la prima REEV
Il Grand Wagoneer 2026 unisce design rinnovato, interni premium e la prima REEV con batteria da 92 kWh: 647 CV, oltre 500 miglia di autonomia.

C’è un vento nuovo che soffia dalle parti di Jeep, e questa volta non si tratta solo di una brezza d’innovazione, ma di una vera e propria tempesta che promette di riscrivere le regole nel segmento dei SUV di lusso a stelle e strisce. Il nuovo Grand Wagoneer 2026 si presenta come un manifesto di ambizioni rinnovate: potenza muscolare, tecnologia raffinata e un’inedita anima ibrida estesa, pronta a conquistare sia chi sogna lunghe traversate senza compromessi sia chi, sotto sotto, inizia a guardare con simpatia alla mobilità sostenibile, ma senza la paura dell’autonomia limitata.

Non è un semplice aggiornamento, ma una vera e propria rivoluzione sotto il cofano. L’offerta si snoda attorno a due cuori pulsanti: da una parte il motore Hurricane da 420 CV, fedele alla tradizione americana fatta di coppia e grinta, dall’altra la sorprendente variante REEV (Range-Extended Electric Vehicle) che, grazie a una batteria da 92 kWh e un V6 da 3,6 litri utilizzato come generatore, promette ben 647 CV complessivi. Un valore che fa tremare i polsi e mette la firma su prestazioni da vera fuoriclasse: basti pensare allo scatto 0-60 mph in circa cinque secondi, un dato che solo pochi anni fa sarebbe sembrato fantascienza per un SUV di queste dimensioni.

Il listino parte da 64.740 dollari per la versione base e si spinge fino a quasi 96.000 dollari per gli allestimenti più ricchi, una soglia che sancisce senza equivoci la vocazione premium del modello. In questo scenario, la scelta di eliminare il Wagoneer standard non è casuale: Jeep punta tutto sulla sostanza, accorciando la gamma e alzando l’asticella delle aspettative. Chi cerca capacità di traino – fino a 10.000 libbre – trova pane per i suoi denti, ma chi invece non vuole rinunciare a viaggi interminabili senza l’ansia della ricarica trova nella REEV una risposta finalmente convincente.

L’estetica si affina senza tradire le origini. Il restyling non è gridato, ma colpisce dove serve: la calandra illuminata a sette feritoie – vero e proprio marchio di fabbrica – ora si fa notare anche di notte, mentre i nuovi fari anteriori e il paraurti ridisegnato con prese d’aria più generose conferiscono un’aria ancora più autorevole. Dietro, il nuovo badging Jeep e i fanali a tutta larghezza danno il colpo d’occhio definitivo, sottolineando l’appartenenza a una stirpe che non ha mai avuto paura di distinguersi.

Salendo a bordo, si entra in un mondo che lascia alle spalle ogni residuo di spartana praticità. Qui la parola d’ordine è lusso, e si vede: sedili in pelle Nappa, finiture in noce a poro aperto e un’atmosfera che richiama i salotti più esclusivi. Il sistema Uconnect5 domina la plancia con il suo schermo da 12 pollici, offrendo una connettività di ultima generazione che fa dimenticare ogni nostalgia per i vecchi comandi analogici. Ma è l’impianto audio McIntosh da 1.375 watt a rubare la scena: un’esperienza sonora che trasforma ogni viaggio in un concerto privato, un dettaglio che farà la gioia degli audiofili più esigenti.

La strategia di Jeep per il nuovo Grand Wagoneer 2026 è chiara: offrire un prodotto che non conosce compromessi, capace di accontentare sia i puristi della tradizione sia chi cerca innovazione e attenzione all’ambiente. La REEV emerge come la sintesi perfetta di questi due mondi: oltre 500 miglia di autonomia totale e la possibilità di affrontare lunghi viaggi senza fermate frequenti per la ricarica, grazie al supporto del motore termico. Un approccio pragmatico, pensato per il mercato nordamericano dove l’ansia da autonomia è ancora uno scoglio difficile da superare per molti potenziali clienti.

Non mancano però le domande aperte, e sono quelle che terranno banco nei prossimi mesi: quali saranno i consumi reali nel quotidiano? Come si comporterà il SUV in fuoristrada con il peso extra della batteria da 92 kWh? E soprattutto, riuscirà a mantenere la competitività sul fronte del prezzo rispetto ai rivali europei e americani, che nel frattempo non stanno certo a guardare? Una cosa è certa: il nuovo Grand Wagoneer 2026 ha tutte le carte in regola per giocare da protagonista, e questa partita, tra tradizione e futuro, si preannuncia tutta da seguire.

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