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Huawei fa sul serio: spuntano i brevetti delle auto anti-Elon Musk

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 26 gen 2026
Huawei fa sul serio: spuntano i brevetti delle auto anti-Elon Musk
Huawei progetta tre berline elettriche (segmenti D, E e ammiraglia). Dai brevetti emergono design e tecnologie: collaborazione con Toyota e modelli come Stelato S9.

Nel panorama dell’innovazione automotive globale, la notizia che Huawei abbia deciso di scendere in campo con una gamma di auto elettriche dedicate al segmento delle berline elettriche suona come la conferma definitiva che il futuro della mobilità sarà sempre più dominato dai colossi tecnologici. Non si tratta, stavolta, di semplici esercizi di stile o di collaborazioni marginali: il gruppo cinese, celebre per la sua expertise nell’elettronica di consumo, ha infatti depositato una serie di brevetti a Pechino che svelano una strategia articolata e ambiziosa, capace di scuotere gli equilibri del settore e di mettere pressione anche ai big del comparto, a partire da Tesla.

A far drizzare le antenne agli addetti ai lavori è la decisione di Huawei di presidiare simultaneamente tre segmenti-chiave del mercato, proponendo altrettante berline elettriche che vanno dal medio gamma al lusso. Il primo modello, pensato per fare concorrenza diretta alla Tesla Model 3, si posiziona nel segmento D, tradizionalmente il cuore pulsante della mobilità elettrica per famiglie e professionisti. Segue un modello di segmento E, impreziosito da una barra LED anteriore a tutta larghezza, vero e proprio statement stilistico, mentre la terza proposta è una berlina di rappresentanza, una vera ammiraglia da quasi cinque metri, pensata per il mercato premium e per chi cerca un’esperienza di guida senza compromessi.

Le indiscrezioni trapelate dai brevetti rivelano un’attenzione quasi maniacale all’aerodinamica, con linee tese, superfici pulite e dettagli come le prese d’aria laterali scure che strizzano l’occhio ai trend più recenti del design automotive. Ma non è solo questione di estetica: Huawei punta tutto sulla sua storica capacità di innovare in ambito elettronico, telecomunicazioni e, soprattutto, intelligenza artificiale. Un vantaggio competitivo che potrebbe fare la differenza in un mercato sempre più affollato, dove il valore aggiunto si gioca ormai sull’integrazione tra software, hardware e servizi digitali.

Non è la prima volta che il colosso cinese si cimenta con l’auto: alle spalle ci sono già collaborazioni di peso con nomi come GAC (Qijing), Dongfeng (Yijing) e il gruppo SAIC GM Wuling (Baojun). L’esperienza maturata con la Stelato S9 – berlina sviluppata insieme a BAIC e lanciata sul mercato a un prezzo di circa 51.000 euro – ha rappresentato un banco di prova importante, dimostrando la capacità di Huawei di muoversi con disinvoltura anche in un settore storicamente presidiato dai grandi costruttori. Ma la vera novità è la volontà di emanciparsi dal ruolo di semplice fornitore di tecnologia, per proporsi come vero protagonista dell’auto del futuro.

Non meno significativa è la partnership strategica siglata con Toyota nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata alla progettazione. Una collaborazione che, oltre a rafforzare la credibilità internazionale di Huawei, testimonia l’intenzione di giocare un ruolo da protagonista anche sul fronte della mobilità intelligente, puntando su algoritmi avanzati e soluzioni digitali per migliorare l’esperienza di guida e la sicurezza a bordo.

Dal punto di vista industriale, la sfida si fa ancora più interessante: Huawei dovrà dimostrare di saper costruire una filiera completa, che vada dalla produzione all’assemblaggio, fino alla creazione di una rete commerciale e di servizi post-vendita all’altezza delle aspettative di un pubblico sempre più esigente. In questo senso, la differenza rispetto ai costruttori tradizionali si farà sentire, soprattutto nella capacità di garantire standard elevati di affidabilità e di gestione della customer experience. Gli analisti sottolineano come la mossa di Huawei sia perfettamente in linea con la tendenza cinese a integrare i big tech nell’industria automobilistica, anche se permangono criticità legate alla percezione del marchio, all’accesso alle catene di fornitura globali e alle possibili ripercussioni delle tensioni geopolitiche.

L’approccio multisegmento adottato da Huawei permette all’azienda di testare la risposta del mercato in diversi comparti, calibrando di volta in volta gli investimenti produttivi. Non a caso, le scelte stilistiche e tecniche richiamano modelli di successo come la Xiaomi SU7 e la Exceed S7 di Chery, a conferma di una volontà di dialogare con le tendenze più avanzate del design cinese. Resta però da capire se la forza del brand e la qualità dei prodotti saranno sufficienti a conquistare la fiducia di una clientela internazionale sempre più attenta e informata.

Sebbene i brevetti depositati non offrano ancora un calendario industriale preciso, le fonti di settore danno ormai per certo un debutto iniziale delle nuove auto elettriche sul mercato cinese, con una possibile espansione futura verso altri mercati in base ai risultati commerciali e alle evoluzioni regolatorie. La vera sfida, però, sarà dimostrare di saper gestire non solo l’innovazione tecnologica, ma anche gli aspetti più operativi e commerciali del business automobilistico, dove la concorrenza non concede sconti e la reputazione si costruisce giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro.

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