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Honda cancella 3 modelli elettrici: perdite per 15,8 miliardi

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 12 mar 2026
Honda cancella 3 modelli elettrici: perdite per 15,8 miliardi
Honda annulla Acura RSX, Honda 0 SUV e 0 Sedan per il calo della domanda EV in Nord America; perdite fino a 2,5 trilioni di yen.

Il mondo dell’automotive si trova di fronte a una nuova svolta che scuote le fondamenta del mercato elettrico: Honda ha annunciato la cancellazione di tre modelli chiave destinati al Nord America, segnando un momento di profonda riflessione per il costruttore giapponese e per l’intero settore. Il colosso nipponico ha infatti deciso di interrompere lo sviluppo della Acura RSX, della Honda 0 SUV e della Honda 0 Sedan, tre vetture che rappresentavano la punta di diamante della sua offensiva elettrica oltreoceano. Un cambio di rotta che porta con sé non solo incertezze strategiche, ma anche un impatto economico rilevante, con perdite finanziarie stimate nell’ordine di 15,8 miliardi di dollari.

Entrando nel dettaglio, la decisione di Honda di accantonare questi progetti nasce da una serie di fattori convergenti: il rallentamento della domanda di EV negli Stati Uniti, l’instabilità degli incentivi fiscali e una concorrenza sempre più agguerrita che rende meno prevedibile il ritorno sugli investimenti. In particolare, la Acura RSX, presentata come la grande scommessa per rilanciare il brand premium nel segmento dei crossover elettrici, era attesa al debutto nel 2025 presso lo storico stabilimento di Marysville, in Ohio. Un impianto che, oggi, rischia di subire pesanti ripercussioni sul fronte produttivo e occupazionale, alimentando preoccupazioni tra i lavoratori e le autorità locali.

La cancellazione della Honda 0 SUV e della Honda 0 Sedan, entrambe svelate in anteprima al CES 2025 come emblema della nuova era a zero emissioni, segna un ulteriore passo indietro rispetto alle ambizioni annunciate solo pochi mesi fa. Il messaggio che trapela dai vertici della casa giapponese è chiaro: serve una revisione radicale delle priorità, privilegiando investimenti più prudenti e orientati a prodotti con margini più solidi. Non è un caso che Honda abbia ribadito l’intenzione di puntare con decisione su soluzioni ibride, riconsiderando i tempi e le modalità della transizione verso l’elettrico puro.

Le cifre in gioco sono eloquenti: la stima delle perdite finanziarie legate ai tre progetti abortiti raggiunge i 2,5 trilioni di yen, pari a circa 15,8 miliardi di dollari. Una somma che include non solo i costi di ricerca e sviluppo ormai irrecuperabili, ma anche le spese di avviamento e altri oneri operativi. Un colpo durissimo per le casse del gruppo, che si riflette inevitabilmente sulle strategie future e sulla capacità di mantenere la promessa di un’offerta totalmente elettrica entro il 2040. Nonostante la volontà dichiarata di perseguire questo obiettivo, la strada appare oggi più tortuosa e irta di ostacoli, tanto che molti analisti prevedono un rallentamento nella tabella di marcia verso l’elettrificazione completa.

Sul piano industriale, lo stabilimento di Marysville rappresenta il fulcro della questione: con la cancellazione dei nuovi modelli EV, l’impianto rischia una significativa rimodulazione della produzione e, con essa, una possibile riduzione della forza lavoro. Se da un lato Honda non ha ancora fornito dettagli ufficiali su eventuali esuberi o trasferimenti, dall’altro la notizia ha già messo in allarme sindacati e istituzioni locali, preoccupati per le ricadute sociali di una simile riorganizzazione.

Non si tratta, però, di un caso isolato. Il ridimensionamento dei piani elettrici coinvolge ormai diversi costruttori, spinti a rivedere le proprie strategie di fronte a un mercato che si sta rivelando meno ricettivo del previsto. Il rallentamento delle vendite di EV, la riduzione dei sussidi pubblici federali e l’inasprirsi della competizione stanno inducendo molti player a puntare su soluzioni ibride o su modelli dal costo di sviluppo più contenuto, nell’attesa che il quadro normativo e la domanda dei consumatori si stabilizzino.

Dal punto di vista reputazionale, la scelta di Honda comporta rischi non trascurabili: la cancellazione della Acura RSX e degli altri due modelli potrebbe essere percepita come un segnale di incertezza sulla reale volontà del marchio di guidare la rivoluzione elettrica. Tuttavia, la casa giapponese sottolinea come la decisione rappresenti una mossa di responsabilità, finalizzata a garantire la sostenibilità finanziaria nel lungo periodo e a ricalibrare la propria roadmap tecnologica in modo più razionale e conservativo.

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