Passaggio di proprietà auto: costo, calcolo, documenti

Una guida per conoscere in dettaglio le modalità in caso di acquisto o di vendita di un veicolo fra privati.

Ci si passa tutti, prima o poi. Sempre, beninteso, che si proceda all’acquisto di un veicolo usato. È il passaggio di proprietà, che riguardando i beni mobili registrati (disposti dall’art. 815 del Codice Civile), ovvero tutti quelli iscritti in appositi registri, siano autoveicoli, motoveicoli, aerei o navi, serve specificamente per individuare il reale proprietario di un veicolo, con l’obiettivo – fa fede, a questo proposito, la sentenza della Cassazione n. 22602 del 2009 – di evitare che vi sia confusione sulla proprietà del bene, per evitare che, ad esempio, un incidente venga risarcito più volte da più proprietari. Si tratta, dunque, di un atto che fa fede per stabilire la prova della proprietà di un veicolo. E ciò viene determinato non soltanto dalla trascrizione al Pra (la cui funzione è essenzialmente quella di far sì che l’acquisto, reso pubblico mediante atto ufficiale, possa eventualmente essere impugnabile ai terzi), ma anche, e soprattutto, dal contratto di vendita e di acquisto del mezzo, secondo quanto dispone il Codice Civile.

Nel caso di compravendita di un veicolo fra privati, è essenziale conoscere nel dettaglio ciascuno dei passaggi necessari, in modo da poter completare l’atto senza alcuna questione futura e, al termine della trattativa, firmare il contratto di vendita, “conditio sine qua non” per procedere al passaggio di proprietà vero e proprio e non avere preoccupazioni future. La legge, in questo senso, dispone che dal momento in cui avviene la sottoscrizione del contratto si abbiano 60 giorni per far modificare la carta di circolazione del veicolo, aggiornandolo con i dati del nuovo proprietario. Vediamo ora, “voce” per “voce”, tutte le modalità di effettuazione del passaggio di proprietà: in cosa consiste, quali passaggi occorre affrontare e quali documenti presentare e a chi; non ultimi, i costi delle pratiche, in modo da non farsi cogliere impreparati e non avere alcuna sorpresa successiva alla stipula dell’atto.

Quali documenti servono

Ecco un rapido riepilogo dei documenti essenziali al perfezionamento del passaggio di proprietà: il certificato di proprietà originale del veicolo (può essere digitale, per i veicoli più recenti, oppure cartaceo); l’originale ed una copia del documento di identità (con eventuale dichiarazione sostitutiva di residenza dell’acquirente, qualora essa sia differente da quella indicata nel documento) e del codice fiscale di acquirente e venditore; l’originale ed una copia della carta di circolazione; e, come vedremo, eventuali deleghe; l’atto di vendita (si aggiorna il certificato di proprietà indicando i nuovi dati relativi alla cessione del veicolo, nella sezione apposita); e la domanda di aggiornamento della carta di circolazione (modulo TT2119).

Che cosa presentare

Prima di tutto, è bene conoscere di quali documenti occorra disporre per procedere al passaggio di proprietà di un veicolo (lo ripetiamo: di qualunque bene mobile registrato). Nel dettaglio, l’acquirente deve essere in possesso di carta d’identità o di un valido documento di riconoscimento (“valido” vuol dire in corso di validità), di un certificato di residenza e di una marca da bollo da 14,62 euro. Il venditore deve, dal canto suo, avere con se i propri documenti di riconoscimento e le carte relative al veicolo in cessione.

Con questi documenti, ci si reca presso un ufficio della Motorizzazione, di una delegazione ACI o un ufficio di pratiche auto oppure al Pra-Pubblico Registro Automobilistico, dove si procede alla compilazione di due moduli: uno relativo al passaggio di proprietà, ed il secondo inerente all’aggiornamento dei dati presenti sulla carta di circolazione del veicolo. Entrambi gli attori (ovvero venditore ed acquirente) devono essere presenti in questa fase, per apporre la propria firma in calce ai documenti citati. Ovviamente è meglio che ci siano le due parti “in persona”; tuttavia è anche possibile che all’atto sia presente soltanto il compratore, previa firma autenticata da chi ha venduto il veicolo (la delega, che comporta l’utilizzo di un modello da presentare al Pra e del modello TT2120 per la Motorizzazione Civile, deve comprendere, per l’acquirente, la fotocopia del suo documento di identità). La documentazione da autenticare viene consegnata allo Sportello Telematico dell’Automobilista, ed in capo a qualche giorno (lavorativo) avviene l’ufficializzazione del passaggio di proprietà.

Ovviamente, qualora chi compra sia una persona giuridica, occorre la presentazione di un’autocertificazione compilata dal legale rappresentante; qualora l’acquirente sia cittadino extracomunitario residente in Italia, egli dovrà altresì presentare copia del permesso di soggiorno in corso di validità; nel caso in cui l’acquirente sia familiare extracomunitario di un cittadino residente in uno dei Paesi dell’Unione Europea, serve analogamente la copia del permesso di soggiorno del familiare, oppure una copia della carta di soggiorno permanente.

Passaggio di proprietà: quanto costa

In linea generale, per i veicoli in possesso di certificato di proprietà i costi per il passaggio ammontano ad importi di IPT-Imposta Provinciale di Trascrizione (qui il nostro approfondimento sulla IPT: cos’è, come si applica e calcolo del costo) che variano a seconda della potenza del veicolo (in ogni caso non inferiori a 150,81 euro per le autovetture fino a 53 kW); 27 euro per emolumenti ACI; l’imposta di bollo (che varia da 32 euro se si utilizza il certificato di proprietà, a 48 euro se si utilizza la nota libera NP-3C); i diritti di Motorizzazione (9 euro) e l’aggiornamento della carta di circolazione (imposta di bollo da 16,42 euro). Per avere un’idea di quanto l’acquisto di un veicolo da privato verrebbe a costare, può essere utile, a questo proposito, ricorrere ad uno dei servizi di calcolo online, per quanto non ufficiali: consentono di provare il costo della pratica, sulla base delle variazioni alle IPT provinciali.

Se il veicolo ha il Certificato di proprietà digitale

Dal 5 ottobre 2015, il Pubblico Registro Automobilistico rilascia, ai veicoli immessi in nuova circolazione, il nuovo Certificato di proprietà digitale, strumento che ha sostituito gradualmente il “vecchio” Certificato cartaceo. Il venditore di un veicolo con Certificato di proprietà digitale dovrà, al momento della vendita, recarsi al Pubblico Registro Automobilistico (o in Comune) per apporre una firma che consenta all’operatore l’accesso al documento digitale richiesto; quest’ultimo viene così stampato per poter essere autenticato con firma (occorre, qui, una marca da bollo da 16 euro). L’acquirente ha 60 giorni di tempo per completare il passaggio di proprietà, recandosi anch’egli al PRA e permettere all’operatore l’inserimento del nome del nuovo proprietario del veicolo nell’Archivio Nazionale.

Dal 2020 tutto sarà più snello

Nei giorni scorsi, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha, di fatto, dato il definitivo “disco verde” alla prossima introduzione del Documento unico di Circolazione e di Proprietà. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 2 aprile (consultabile a questo link) ricorda che dal 1 gennaio 2020 verranno abrogati “La modulistica sulle immatricolazioni e l’aggiornamento della carta di circolazione, attualmente usata dalla Motorizzazione e dal Pubblico Registro Automobilistico, che verrà sostituita dal prototipo presente nel decreto stesso”. In buona sostanza, la novità di primavera si incaricherà di snellire la burocrazia in materia di immatricolazioni: soltanto due marche da bollo da dover pagare (quindi 32 euro anziché gli attuali 64 euro), e comunicazione più diretta fra Pubblico Registro Automobilistico e Motorizzazione in luogo dell’attuale aggiornamento del “libretto” del veicolo finora utilizzato dalla stessa Motorizzazione così come dal Pra.

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