La corretta manutenzione della carrozzeria in inverno

La stagione fredda è la più ostica per le parti esposte del veicolo: sale, agenti atmosferici, soste notturne all’aperto e col gelo sono “nemici” della vernice. Alcuni consigli sul lavaggio e la cura della carrozzeria.

Con l’inverno, anche l’immagine esteriore dell’auto necessita di adeguata attenzione. E non è soltanto questione di estetica: anche se l’eleganza per alcuni può essere una questione di secondaria importanza, è bene tenere a mente che una carrozzeria in ordine – vale a dire pulita e ben tenuta – contribuisce a farsi vedere dagli altri. Quindi è di aiuto in termini di sicurezza.

La stagione fredda, tuttavia, porta con se alcune condizioni generalmente “nemiche” della carrozzeria: ci si riferisce al sale presente sulle strade, alle condizioni meteo, al gelo qualora si lasci l’auto parcheggiata all’aperto nelle ore notturne. Il sale, in special modo, se non adeguatamente eliminato dal corpo vettura, a lungo andare rischia di rovinare la vernice del veicolo, invecchiandola prima del tempo.

La ricetta per poter contare su un’auto sempre ben tenuta è una sola: mantenerla pulita in maniera costante. Con ciò non ci si limiti al “sopra”, ma si estenda l’attenzione anche al “sotto”. Questo aiuta all’eliminazione dei residui di sale nocivi per la carrozzeria e per gli organi meccanici. E l’unico metodo per mantenere la vettura nella corretta pulizia è procedere ai necessari lavaggi.

Ogni ciclo di pulizia può essere calibrato in base alle proprie esigenze: c’è chi, in previsione di un impegno, ricorre ad un passaggio rapido alla “lancia” o sotto le spazzole, e rimanda una “terapia” più approfondita in una seconda fase (al rientro); chi, invece, si affida esclusivamente a quest’ultimo passaggio. È questione di preferenze e di tempo a disposizione.

Il lavaggio del veicolo, è bene tenerlo a mente, va effettuato sempre partendo dalle zone più in alto (e sempre dal tetto): la legge fisica sulla gravitazione universale scoperta da Isaac Newton per la famosa storia della mela che gli cadde sulla testa ci insegna che i corpi (liquidi e solidi: e l’acqua, in questo caso, va considerata “un corpo”) tendono inesorabilmente ad essere attratti verso il basso. Ecco perché la “lancia” dell’autolavaggio, o la manichetta, deve interessare per primi il tetto della vettura, il parabrezza, il lunotto, i finestrini, il cofano anteriore e il baule o il portellone. Il getto di acqua, tenuto nella fase di sciacquo ad una distanza di 40-50 cm dal veicolo, interesserà successivamente le fiancate (sempre dall’alto verso il basso), i paraurti-fascioni e le modanature sottoporta. Particolare attenzione ai punti generalmente più esposti agli agenti atmosferici, così come a quelli più “nascosti”: sotto i “brancardi”, appunto, ma anche all’interno dei passaruota e dei paraurti. Se necessario, la fase di risciacquo va ripetuta: sempre meglio essere accurati.

Terminato questo passaggio preliminare, si può scegliere: o portare la vettura ad un ciclo di lavaggio-pulizia sotto le spazzole (perché è difficile che queste riescano ad esercitare la propria azione nelle zone più nascoste del veicolo); oppure proseguire nel lavaggio manuale. Chi scelga la seconda possibilità, si armi di spazzola e di acqua saponata (se all’autolavaggio a gettone, la spazzola a mano è provvista di ugelli che rilasciano il liquido detergente), e faccia passarne le setole lungo tutta la vettura, sempre dall’alto in basso e, possibilmente, non in senso circolare (lo sporco va eliminato, non distribuito: pensiamo al movimento dello spazzolino quando ci si lava i denti).

Terza fase: il risciacquo. Tenendo la “lancia” o la manichetta sempre ad una quarantina di cm, si elimini ogni residuo di sapone aiutandosi con il getto di acqua demineralizzata per togliere anche le tracce di calcare. Se si è all’autolavaggio, il passaggio successivo permette di spruzzare cera liquida sulla carrozzeria, particolarmente utile per proteggere il corpo vettura dagli agenti atmosferici. I perfezionisti, terminata l’intera operazione, si prendono ancora qualche minuto per asciugare le parti del veicolo altrimenti non raggiunte dal getto caldo del “dopo-spazzole”: i montanti centrali e la parte dei montanti parabrezza corrispondenti alle zone di contatto con le porte stesse, i battitacco, le aree inferiori delle porte. Va da se che nel caso del “fai-da-te” l’asciugatura con il panno in pelle di daino o in microfibra dovranno interessare l’intera carrozzeria. Un ultimo accorgimento: una spruzzata di spray siliconico sulle parti in gomma (guarnizioni della carrozzeria) è utile per preservarne la morbidezza e la piena funzionalità.

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