Sai come comportarti in caso di aquaplaning? I nostri consigli

Francesco Giorgi
16 Novembre 2022
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Cosa fare e cosa non fare quando ci si trova improvvisamente con l’auto in aquaplaning, e come prevenire questo pericolo.

Sapere come comportarsi in caso di aquaplaning è un’eventualità da tenere sempre in considerazione. Intendiamoci: non è scontato che durante un viaggio ci si debba trovare in una situazione di difficoltà con il comportamento dell’auto. Si tratta di essere previdenti, sapere che il rischio di un’improvvisa perdita di aderenza delle ruote può accadere, dunque è bene conoscere cosa significa l’aquaplaning, quali fattori provocano questo fenomeno, come agire quando l’auto va in aquaplaning e cosa al contrario non bisogna fare.

In questa guida facciamo chiarezza, punto per punto, sull’aquaplaning: i motivi che causano l’aquaplaning, quali sono le manovre da adottare, cosa non fare in questi casi e come prepararsi per evitarlo.

Cos’è l’aquaplaning?

L’aquaplaning consiste in un “galleggiamento” delle ruote dell’auto su uno specchio d’acqua. Il più delle volte, si tratta di una pozzanghera. Quando la vettura va in aquaplaning, può risultare difficile (in alcuni casi, più gravi, addirittura impossibile) riuscire a controllarla nella giusta traiettoria.

Le reazioni del veicolo in aquaplaning possono essere accomunate a quelle che si verificano quando l’auto viene a trovarsi su una lastra di ghiaccio, dunque imprevedibili. C’è tuttavia una differenza che è bene tenere presente: il gelo è – ovviamente – un fenomeno che avviene soltanto se si guida in inverno, mentre l’aquaplaning può accadere tutto l’anno, in inverno come in estate.

Perché si verifica il fenomeno dell’aquaplaning?

L’aquaplaning, contrariamente a quanto si possa pensare, non è un pericolo che è sicuro avvenga quando piove. Come per tutte le cose, è una conseguenza di una serie di elementi che è bene ricordare per non rischiare di trovarsi in difficoltà:

  • Velocità eccessiva;
  • Condizioni di usura degli pneumatici;
  • Efficienza delle sospensioni;
  • Quantità di acqua presente sull’asfalto.

Se si verifica una o più condizioni di queste sopra elencate, è in effetti possibile che la vettura inizi a galleggiare sulla pozzanghera. Quando questo avviene, il veicolo procede in avanti per inerzia e nella direzione che aveva quando è iniziato l’aquaplaning. Per intenderci: se si è in rettilineo, l’auto potrebbe non mantenere la stessa direzione, è se si è in curva la vettura prosegue per la tangente.

Un’altra situazione di rischio è quella degli istanti immediatamente successivi all’aquaplaning. Ovvero, quando il veicolo, dopo essere transitato sopra una pozzanghera, riprende aderenza alle ruote. In questo caso, l’improvviso contatto fra battistrada e asfalto può causare un repentino cambiamento della direzione di marcia.

Per questo, è fondamentale guidare con cautela quando piove, evitare come la peste qualsiasi pozzanghera e specchio d’acqua, mantenere entrambe le mani sul volante, e curare con scrupolo le condizioni degli pneumatici auto.

Cosa fare in caso di aquaplaning?

Se, per malaugurata ipotesi, l’auto viene a trovarsi in aquaplaning, ecco una serie di indicazioni utili per trarsi d’impaccio. È importante tenere sempre presente che a velocità moderata e con il battistrada delle ruote in buone condizioni il rischio di subire una pericolosa sbandata o, peggio, un incidente diminuisce.

Per evitare danni in caso di aquaplaning è fondamentale agire come segue:

  • Restare calmi;
  • Tenere sempre il volante con tutte e due le mani;
  • Mantenere il più possibile la traiettoria che si stava percorrendo prima della fase di aquaplaning;
  • Rilasciare con calma il piede dall’acceleratore;
  • Non frenare: in questo modo, si evita un possibile sbandamento della vettura.

Cosa non fare in caso di aquaplaning

Le azioni da non fare in caso di aquaplaning sono essenzialmente il contrario di quanto elencato qui sopra. Dunque:

  • Tenere una velocità eccessiva in rapporto alle condizioni climatiche e della strada;
  • Distrarsi alla guida;
  • Non tenere il volante con tutte e due le mani;
  • Togliere bruscamente il piede dall’acceleratore;
  • Frenare quando si avverte che la vettura inizia a perdere aderenza.

Come evitare l’aquaplaning

Gli accorgimenti per evitare l’aquaplaning equivalgono, di fatto, alle attenzioni da usare per essere tranquilli di poter affrontare un viaggio in sicurezza.

In primo luogo, per non rischiare di incappare in un aquaplaning è fondamentale… non cacciarsi volontariamente nei guai. Sembra una considerazione banale, in effetti se ci si trova all’improvviso sotto una forte pioggia o un temporale, sarebbe bene attendere il miglioramento delle condizioni meteo prima di mettersi in viaggio o di proseguire. Questo anche per evidenti motivi di sicurezza legati alla visibilità all’esterno. È inoltre importante avere cura delle gomme che equipaggiano la propria vettura, mantenere una velocità moderata, prestare attenzione alla conformazione della strada e alle sue condizioni, tenere un’adeguata distanza di sicurezza.

Elenchiamo di seguito tutte le azioni da intraprendere per evitare l’aquaplaning.

  • Tenere in massima considerazione lo stato di usura delle gomme. Le condizioni degli pneumatici sostituiscono il primo elemento cui prestare cura per non rischiare un aquaplaning. La pressione di gonfiaggio delle gomme auto deve essere sempre quella giusta in relazione al carico (per conoscere gli esatti valori di gonfiaggio si fa riferimento al libretto di uso e manutenzione e/o alla targhetta collocata in corrispondenza della porta lato guida oppure dietro lo sportellino del bocchettone di rifornimento carburante), il battistrada deve essere sempre adeguatamente profondo (almeno 3 mm: per controllare la profondità del battistrada osservare gli indicatori di spessore, oppure utilizzare uno spessimetro o ancora inserire una moneta da 2 euro nel battistrada: se la “corona” esterna scompare del tutto, il livello del battistrada è sufficiente. Altrimenti, meglio sostituire entrambe le gomme del medesimo assale), e prestare attenzione alla convergenza delle ruote (se si incappa in una buca profonda, si urta un ostacolo oppure un marciapiede, si sostituiscono braccetti, molle o ammortizzatori è importante far controllare la convergenza da un gommista);
  • In caso di guida sotto una forte pioggia o un temporale. Diminuire la velocità, e se necessario tenersi anche ben al di sotto dei limiti massimi imposti dal Codice della Strada nella guida sul bagnato, che sono di 110 km/h sulle autostrade e 90 km/h sulle superstrade e strade extraurbane principali;
  • Attenzione alle prime piogge. Quando piove dopo un lungo periodo di siccità, c’è il concreto pericolo che lo smog nel frattempo accumulato sull’asfalto possa, a contatto con le prime piogge leggere, trasformarsi in una patina scivolosa;
  • Attenzione ai veicoli che procedono in senso contrario. I veicoli che si incrociano (così come quelli che si superano) possono con facilità sollevare dalle ruote quantità di acqua anche notevoli;
  • Attenzione alle condizioni della strada. Se si procede lungo uno dei due lati di una strada, è importante tenere conto del fatto che la conformazione della sede stradale può favorire l’accumulo laterale di acqua;
  • Attenzione alla distanza di sicurezza. Guidare con cautela vuol dire anche mantenersi ad una certa distanza dal veicolo che precede. Se la strada è bagnata, in effetti, gli spazi di frenata aumentano notevolmente rispetto a quando si procede su asfalto asciutto.

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