Filtro particolato intasato: segnali, pulizia, quanto costa

Francesco Giorgi
31 Marzo 2022
filtro_antiparticolato_pulizia_intervento_officina

In questa guida analizziamo cosa avviene quando ci si accorge che il FAP ha bisogno di una rigenerazione, come eseguire la pulizia, i prezzi dei kit e degli interventi in officina.

Il filtro antiparticolato (in termini tecnici: dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico), adottato per la prima volta nel 2000 (Peugeot 607) e via via impiegato da tutte le Case costruttrici, tanto da essere diventato obbligatorio per tutte le vetture a partire dalla classe di inquinamento Euro 5 (2008), è un componente fondamentale per il mantenimento in efficienza del motore, e per la riduzione delle emissioni nocive. In special modo del particolato, ovvero le polveri sottili che costituiscono uno dei prodotti della combustione del gasolio e rappresentano una delle principali cause dello smog nei centri urbani.

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Filtro antiparticolato: com’è fatto

In estrema sintesi, il FAP consiste in un elemento in carburo e silicio, posizionato nel collettore di scarico “a valle” del catalizzatore. L’impiego di un additivo a base di cerina, all’interno di canaline e celle, trattiene le polveri sottili aggregandole a particelle più grandi, per fare in modo che esse vengano filtrate.

Perché il FAP si intasa

In base a determinate condizioni di impiego del veicolo – se l’utilizzo avviene principalmente in città o fuori -, il filtro “si intasa”, cioè si satura per accumulo di particolato. Questo può avvenire ad intervalli di qualche centinaio di km, alcune decine di ore o anche di più.

Centralina: come agisce

Quando il FAP si è saturato di polveri sottili, la centralina elettronica del motore avvia, in modo automatico, il processo di rigenerazione del filtro antiparticolato (“autorigenerazione”). Il conducente si accorge dell’inizio di questa fase dall’accendersi della spia del filtro antiparticolato nel quadro strumenti.

Cosa fare durante l’autorigenerazione

Nelle normali condizioni, il procedimento termina da se: dopo qualche minuto, la spia luminosa che segnala l’autorigenerazione si spegne. Per consentire un efficace procedimento, è bene procedere a media velocità (fra 60 km/h e 80-90 km/h), ed in maniera costante, per tutto il tempo dell’operazione.

Occhio alle istruzioni del Costruttore

Non tutte le vetture adottano lo stesso procedimento: posto che il motore non va mai spento durante l’autorigenerazione (va quindi tenuto sempre avviato), alcuni modelli consigliano al conducente di non fermare la vettura, mentre altri chiedono il consenso prima di iniziare l’autorigenerazione (proprio per essere sicuri che questa delicata fase proceda e termini in maniera corretta). Per questo, è importante consultare il libretto di uso e manutenzione della vettura: serve a conoscere le modalità con cui la centralina di gestione segnala al conducente l’imminenza di un’autorigenerazione, e come comportarsi.

Ad esempio: durante la marcia in città – o comunque nei brevi tragitti – è tipico il caso in cui, se il filtro non riesce a raggiungere la temperatura necessaria (400°C) per l’avvio dell’autorigenerazione, la spia del FAP si accende, e ci si accorge che il consumo di carburante è aumentato e le prestazioni del motore leggermente diminuite.

Pulizia del filtro antiparticolato

In genere, per la pulizia del FAP gli intervalli di tempo e percorrenza da tenere in considerazione sono di:

  • Sei mesi o 50.000 km, se la vettura viene utilizzata soprattutto in città;
  • Nove mesi o 80.000 km, nel caso in cui si impieghi il veicolo prevalentemente su strade extraurbane;
  • Dodici mesi o 150.000 km, se si effettuano soprattutto lunghe tratte in autostrada o su strade extraurbane ad elevato scorrimento.

Quanto costa pulire il filtro antiparticolato

Più che di una cifra precisa, si tratta di importi che possono variare a seconda del tipo di intervento. In commercio, esistono numerosi kit di pulizia del FAP: la confezione contiene una bomboletta di liquido detergente che va spruzzato nel filtro mediante una sonda, ed un secondo flacone con liquido per il risciacquo.

Terminata questa operazione, è possibile eliminare le particelle residue percorrendo qualche chilometro alla guida della vettura.

Seguire con la massima attenzione i consigli riportati sull’involucro del kit è importante: i prodotti di pulizia vanno utilizzati con il FAP caldo, e la rigenerazione va eseguita servendosi di un dispositivo diagnostico, oppure – come si accennava qui sopra – muovendo la vettura per una mezz’ora.

Pulizia del FAP in officina

Se non si è sicuri che l’operazione sia riuscita, oppure si voglia essere certi di portare a termine l’intervento nel migliore dei modi, è bene fare affidamento ad un operatore professionale. Eventualità da considerare soprattutto se in caso di anomalia segnalata nel quadro strumenti sia necessario procedere ad una rigenerazione forzata alla centralina, mediante lo strumento di diagnosi collegato alla presa OBD, avendo peraltro cura di portare, prima di tutto, il motore alla giusta temperatura di esercizio.

Lo stesso si può dire se si vuole effettuare una pulizia ancora più accurata del filtro antiparticolato: in questo caso, l’intervento può richiedere diverse centinaia di euro.

Sostituzione del filtro antiparticolato

Se con una “normale” procedura di pulizia non si è riusciti a risolvere i problemi a carico del FAP, non resta che provvedere alla sua sostituzione. Anche qui, i prezzi variano a seconda del tipo e del modello dell’autoveicolo, della tipologia del ricambio e del costo della manodopera: da 500-600 euro, si può arrivare a 5.000 euro.

Perché è vietato eliminare il filtro antiparticolato

Ci si è accorti, nel tempo e soprattutto per la diffusione delle comunicazioni “social”, che alcuni utenti sono arrivati ad indicare, fra gli espedienti che darebbero più “vivacità” di risposta alla propria vettura turbodiesel, la rimozione del filtro antiparticolato.

Si tratta di una “modifica” che non ci stancheremo mai di sconsigliare a chiunque, in quanto vietata dal Codice della Strada, fa decadere la garanzia sul veicolo e dà luogo a conseguenze penali. Non si scherza, in poche parole.

Eliminare il FAP, o “tappare” (così come togliere del tutto) la valvola EGR, e rimappare la centralina per eliminare il funzionamento del filtro antiparticolato, è vietato dall’art. 78 del Codice della Strada (“Modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione e aggiornamento della carta di circolazione”), perché altera una delle caratteristiche riportate nella carta di circolazione.

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Di seguito le sanzioni previste.

  • Sanzione amministrativa da 430 euro a 1.731 euro;
  • Ritiro della carta di circolazione;
  • Obbligo di ripristino del veicolo nelle condizioni di origine (dunque: rimontare il FAP, ricollegare o reinstallare la valvola EGR, e ripristinare la centralina), con susseguente collaudo ispettivo (“visita e prova”) in Motorizzazione.

Cosa dice il Codice Penale

Detto dell’automatico decadimento della garanzia sul veicolo in quanto si interviene sulle sue caratteristiche costruttive, l’eliminazione del filtro antiparticolato può anche configurare un reato ambientale, come disposto dall’art. 452-bis del Codice Penale:

“1. È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili:

1) delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo;

2) di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna.

2. Quando l’inquinamento è prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata”.

Si tratta di misure giustamente severe, e di sanzioni salatissime, che suggeriscono una considerazione: se in un’autovettura si è attratti in primo luogo dalle sue prestazioni, è sempre meglio rivolgere la propria attenzione verso un modello più performante.

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