Pressione gomme moto: tabella per diversi tipi e misuratore

Quando e come controllare il gonfiaggio delle gomme, a quali valori attenersi, dove trovare la corretta pressione, cosa utilizzare.

Il controllo della pressione delle gomme riveste un’importanza fondamentale per chiunque possieda un veicolo. Ciò cale per qualsiasi tipologia di messo di trasporto, ed in particolare, nel mondo dei motocicli, risulta cruciale proprio per le caratteristiche fisiche della moto: garantire l’equilibrio in pochi centimetri quadrati di contatto fra lo pneumatico e la strada. Avere sempre sott’occhio le condizioni degli pneumatici della moto è quindi essenziale ai fini della sicurezza di marcia, così come il giusto bilanciamento fra le condizioni di gonfiaggio della gomma anteriore e di quella posteriore.

Vediamo i motivi per i quali lo stato delle gomme della moto è importante, quando e come provvedere al gonfiaggio degli pneumatici e quali sono le corrette pressioni da tenere presenti.

Importanza fondamentale

Per la guida di tutti i giorni e per divertirsi delle “passeggiate” domenicali, il primo passo da compiere è accertarsi che le gomme della moto siano gonfiate ad una pressione corretta. È scontato affermare che, oltre allo stato del battistrada, anche la misurazione della pressione sia fondamentale? Non lo è affatto, e non ci stancheremo mai di ripeterlo.

Pressione: sempre “giusta”

Né troppo elevata, né troppo bassa. la pressione delle gomme della moto dev’essere quella prescritta dalla Casa costruttrice, e che viene riportata nel libretto di uso e manutenzione del veicolo (oppure può essere controllata sulla spalla dello pneumatico). In caso di dubbi, si può domandare una delucidazione al proprio gommista di fiducia, che saprà rispondere in maniera altrettanto precisa.

Pressione della gomma troppo alta: ecco perché non va bene

Nel caso in cui uno pneumatico sia stato gonfiato eccessivamente, possono verificarsi una serie di problemi:

  • minore aderenza sull’asfalto
  • comfort di marcia inferiore (le asperità vengono assorbite meno: vale la pena tenere presente la funzione ammortizzante degli pneumatici)
  • un irregolare consumo del battistrada, soprattutto nella parte centrale
  • maggiore pericolo di rotture del cerchio in caso di urto.

Pressione della gomma troppo bassa: perché è da evitare

Se la moto presenta una gomma (o peggio, tutt’e due) eccessivamente sgonfia, ecco cosa può accadere:

  • la moto diventa “troppo pesante”
  • il consumo del battistrada, altrettanto irregolare, si manifesta soprattutto sui fianchi
  • la carcassa è più soggetta a danneggiamenti (in ogni caso, l’usura è sensibilmente più rapida)
  • il consumo di carburante è più elevato
  • dal punto di vista della guida, possono verificarsi perdite improvvise di aderenza, con tutto quel che può conseguirne anche perché non sempre si è in grado di controllarle.

Come basarsi sulla pressione giusta

Come detto, il libretto di uso e manutenzione di ogni moto riporta i valori ai quali attenersi per la corretta pressione di gonfiaggio delle gomme della moto e dello scooter. È opportuno ricordare che tali valori possono differire in funzione del carico: si tratta, in ogni caso, di pochi decimi di bar in più o in meno.

Ad esempio: spesso, con l’arrivo dell’inverno, si consiglia di aumentare di 0,1-0,2 bar la pressione delle gomme in rapporto alle indicazioni delle tabelle di gonfiaggio. Questo avviene perché, con la stagione fredda, il divario di pressione fra pneumatico “freddo” e “caldo” è inferiore. Analogamente, in estate gli pneumatici scaldano di più, dunque l’aria all’interno della gomma si espande maggiormente.

Va inoltre considerato il tipo di pneumatico che si utilizza e l’impiego prevalente della moto: una gomma “stradale”, e che venga utilizzata su una moto adatta alla guida quotidiana, in genere la pressione varia fra 1,9-2,3 bar e 2,1-2,6 bar (gomma anteriore e gomma posteriore).

Le gomme più sportive, sviluppate cioè per impieghi “veloci” e per le alte prestazioni o per un impiego in pista, sono progettate per sopportare pressioni di gonfiaggio più basse in quanto la loro carcassa è più rigida e le temperature, sensibilmente più elevate, che le gomme raggiungono alle velocità più elevate (come, ad esempio, in circuito) possono modificare, e non poco, la pressione. In linea di massima, le gomme per impiego più sportivo possono essere gonfiate con valori più bassi fino a 0,4-0,5 bar rispetto alla pressione normalmente utilizzabile su strada (gomma anteriore) ed a valori anche inferiori a 1,5 bar (gomma posteriore).

Ogni quanto controllare la pressione delle gomme?

“Il più spesso possibile”, sarebbe la prima risposta da dare. In ogni caso, una volta ogni due settimane al massimo è sufficiente. È anche vero che ciò dipende dall’utilizzo della moto e dalle condizioni del carico e delle strade. In senso assoluto, vale il principio secondo cui un controllo costante alle condizioni esterne dello pneumatico (livello di usura del battistrada compreso) è di aiuto per rendersi conto se la pressione sia eccessivamente elevata oppure se si debba provvedere a gonfiare la gomma. Prima di un viaggio, o se si debba trasportare un passeggero, è comunque sempre bene verificare la corretta pressione, confrontandola con i valori prescritti dal Costruttore.

Come gonfiare le gomme della moto

Primo passo, essenziale, per conoscere la pressione all’interno dello pneumatico in caso di un controllo, consiste nel disporre di un buon manometro, ed inserirne l’estremità nella valvola della gomma (a freddo). Il valore riportato nella lancetta (o i numeri che compaiono del display a cristalli liquidi, nel caso dei manometri digitali) va confrontato con quelli indicati nel libretto di manutenzione del veicolo o sulla spalla della gomma. Un buon sistema, per avere sempre sott’occhio i valori corretti, può essere scriverseli in un foglietto da tenere con se, magari infilato nella carta di circolazione. L’ideale è disporre di un manometro collegato ad un compressore, in questo modo l’operazione è rapidissima: un’occhiata alla pressione, ed il gonfiaggio si risolve in un batter d’occhio. In alternativa, si può utilizzare un mini compressore portatile (se ne trovano, per qualche decina di euro, presso qualsiasi negozi di autoricambi così sui principali portali di e-commerce): possono essere collegati alla batteria della moto, oppure vengono alimentati con la propria batteria al litio ricaricabile con presa Usb; basta tenere il motore “al minimo”, collegare il compressorino alla valvola dello pneumatico, ed in pochi istanti si ha la corretta pressione alle gomme. Oppure, sistema ancora più economico, una pompa a pedale.

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