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Golf GTI W12-650: il ritorno del prototipo da 650 CV

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 19 feb 2026
Golf GTI W12-650: il ritorno del prototipo da 650 CV
La Volkswagen ripropone la Golf GTI W12-650, concept con motore W12 6.0 litri da 650 CV, assetto allargato e componentistica da Audi e Lamborghini.

Immaginate di trovarvi di fronte a una Golf GTI W12 650: la quintessenza dell’audacia ingegneristica targata Volkswagen, un vero e proprio laboratorio su quattro ruote che ridefinisce il concetto stesso di hot hatch. Non stiamo parlando di una semplice evoluzione della GTI, ma di una metamorfosi radicale che trasforma la celebre compatta tedesca in una creatura a metà tra sogno e follia, capace di far tremare le supercar più blasonate. Il cuore pulsante di questo esperimento? Un monumentale W12 6.0 litri biturbo, direttamente derivato dalla sontuosa Bentley Continental GT, pronto a riscrivere le regole del gioco con una potenza di ben 650 CV.

Già a un primo sguardo, la Golf GTI W12 650 lascia intendere che nulla è come sembra. Le proporzioni sono mutate: la carrozzeria è stata allargata di 16 centimetri e abbassata di 7 rispetto alla GTI tradizionale, quasi a voler urlare al mondo la sua nuova identità. L’abitacolo sacrifica i sedili posteriori in favore di una soluzione tecnica da vera sportiva: la configurazione mid engine. Sì, avete capito bene: il mastodontico motore W12 è stato installato centralmente, là dove nessuno si aspetterebbe di trovarlo su una compatta. Questa scelta, tutt’altro che scontata, rappresenta una dichiarazione di guerra alle convenzioni, oltre che una sfida tecnica non da poco.

E qui entrano in gioco le soluzioni ingegneristiche da standing ovation. Il tetto in fibra di carbonio, con la sua vistosa presa d’aria, non è solo un vezzo estetico, ma una necessità per garantire il corretto raffreddamento dei radiatori posteriori. I montanti C sono stati completamente riprogettati per incanalare l’aria verso il vano motore, mentre i cerchi da 19 pollici, abbinati a pneumatici posteriori dalla generosa sezione di 295 mm, sono lì a ricordarci che la trazione e la stabilità sono priorità assolute quando si ha a che fare con una simile esuberanza meccanica.

Non meno degne di nota sono le scelte relative all’impianto frenante e alla trasmissione delle forze a terra. L’avantreno adotta i freni dell’Audi RS4, una delle sportive più apprezzate del marchio dei quattro anelli, mentre il retrotreno – compresi i freni – proviene nientemeno che dalla Lamborghini Gallardo. Un mix di componenti di altissimo livello, figlio della straordinaria capacità del Gruppo Volkswagen di attingere al meglio dei suoi brand per creare qualcosa di assolutamente fuori dagli schemi.

Le prestazioni, come si può facilmente intuire, sono da capogiro: la Golf GTI W12 650 scatta da 0 a 100 km/h in appena 3,7 secondi e tocca una velocità massima di 325 km/h. Numeri che proiettano questa compatta fuori dal suo habitat naturale, catapultandola nel territorio delle hypercar. Ma è proprio qui che si insinua il fascino di questo prototipo: un’auto nata per sorprendere, per suscitare discussioni, per spingersi oltre i limiti e mostrare al mondo di cosa è capace l’ingegno tedesco quando si lascia andare alla creatività più sfrenata.

Naturalmente, un progetto così estremo non poteva che suscitare reazioni contrastanti. Da un lato, gli appassionati celebrano l’azzardo tecnico, la capacità di mescolare mondi apparentemente inconciliabili e di portare all’estremo il concetto di compatta sportiva. Dall’altro, non mancano i dubbi: un W12 6.0 litri in una carrozzeria nata per ben altri scopi solleva interrogativi legittimi su abitabilità, distribuzione dei pesi e costi di produzione. Ecco perché la Golf GTI W12 650 è rimasta, e probabilmente rimarrà per sempre, un concept: un banco di prova per soluzioni tecniche audaci, un esercizio di stile che non ha mai visto la luce della produzione in serie.

Dal punto di vista mediatico e simbolico, però, il valore di questa vettura è innegabile. Presentata in occasione del 50° anniversario della GTI, la Golf GTI W12 650 non è solo un tributo al passato, ma anche un manifesto di intenti: la volontà di spingersi oltre, di rompere gli schemi, di osare laddove altri si fermano. Un vero e proprio pezzo da museo, capace di far sognare e discutere, di alimentare il mito GTI e di ispirare le generazioni future di ingegneri e appassionati.

Alla fine dei giochi, progetti come questo servono proprio a questo: a esplorare i confini del possibile, a testare nuove idee e a stimolare la fantasia di chi vive e respira motori. E se la Golf GTI W12 650 rimarrà per sempre una “creatura da concept”, il suo impatto sull’immaginario collettivo e sul brand Volkswagen è già storia. Perché certe follie, in fondo, sono quelle che rendono il mondo dell’auto così affascinante e imprevedibile.

 

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