Night View – Vista notturna

  • Night View – Vista notturna
  • Night Vision – Visione Notturna
  • NVA – Night View Assist

La tecnologia della cosiddetta visione notturna è stata recentemente applicata alle automobili ma in realtà arriva dal settore elettronico perché già utilizzata su telecamere e apparecchiature ottiche speciali. Permette una visione migliore in ambienti bui e poco luminosi oppure di notte. Addirittura, i primi usi della visione notturna risalgono alla Seconda Guerra Mondiale, quando venivano utilizzati sistemi chiamati convertitori ad infrarossi: tubi a vuoto che rendevano visibile la luce infrarossa ma senza amplificarla.

Gli stessi principi sono poi stati applicati in tempi più recenti anche dall’industria automobilistica. Nel 2002 è stata la Toyota a montarli per prima su un’auto di serie. Le Lexus LX 470 e Landcruiser Cygnus proponevano infatti il sistema Night View che utilizzava i proiettori anteriori per emettere luci infrarosse. Le immagini venivano poi catturate da una camera CCD e trasmesse ad un computer che le rimandava in bianco e nero ad un proiettore posto alla base del parabrezza. Successivamente, nel 2008, sempre la Toyota ha aggiunto il Pedestrian Detection per garantire una miglior visione dei pedoni in caso di scarsa visibilità.

Nel 2005 è stato il turno di Mercedes-Benz con il suo Night View Assist adottato sulla rinnovata generazione della Classe S. Come nel caso della Toyota, anche il sistema dei tedeschi è di tipo attivo perché utilizza luci infrarosse generate e proiettate verso l’esterno dall’automobile stessa. La successiva evoluzione del Night View Assist di Mercedes-Benz è stato il Night View Assist Plus con l’aggiunta del pedestrian detection. Sulle vetture di Stoccarda è presente una telecamera, montata all’interno del parabrezza a destra dello specchietto retrovisore, che individua le luci infrarosse emesse dai proiettori anteriori e le manda (in bianco e nero ma ben dettagliate) allo schermo posizionato al centro del quadro strumenti di fronte al guidatore.

I sistemi di visione notturna di tipo passivo sono quelli utilizzati, ad esempio, da Audi, BMW, General Motors e Honda. Questi non usano luci infrarosse ma camere termografiche che catturano le radiazioni termiche degli oggetti. Il Night Vision Assistant di Audi è stato proposto a partire dal 2010 sulla A8 ed è provvisto di una telecamera posizionata nel logo della calandra capace di catturare immagini fino a 300 metri di distanza. Il colore dei pedoni visibili sul monitor interno può variare dal giallo a rosso se questi si trovano nella direzione dela vettura.

Il BMW Night Vision è comparso nel 2005 sulla Serie 7 con la tecnologia FIR (FarInfraRed, infrarossi a distanza) che permette un miglior riconoscimento di persone ed animali. Gli infrarossi a distanza si sono dimostrati più efficaci degli infrarossi per la vicinanza, per questo BMW ha puntato sui primi grazie ai quali è possibile ottenere un’inquadratura più nitida sull’andamento della carreggiata e l’ingrandimento degli oggetti più lontani.

 

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