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Fiat Croma: il render AI immagina l'ammiraglia che non c'è

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 21 feb 2026
Fiat Croma: il render AI immagina l'ammiraglia che non c'è
Un render AI di Roibeard Grainseir immagina la Fiat Croma come ammiraglia contemporanea: linee fastback, firma luminosa LED e ipotesi di elettrificazione in linea con Stellantis.

Nel panorama automobilistico italiano, certe passioni sembrano destinate a non tramontare mai. E così, tra un tweet nostalgico e un forum infuocato, la Fiat Croma continua a occupare un posto speciale nell’immaginario collettivo degli appassionati. Nonostante gli anni e le mode che cambiano, la storica berlina di casa Fiat resiste nel cuore di chi sogna ancora una grande ammiraglia dal gusto tutto italiano. In questi giorni, a riaccendere i riflettori sulla Croma ci ha pensato il designer Roibeard Grainseir, che ha realizzato un render digitale capace di mettere d’accordo nostalgici e innovatori, tra linee moderne e richiami alla tradizione. Ma dietro l’entusiasmo suscitato dalla creazione di Grainseir, si cela una realtà industriale molto più pragmatica, in cui il gruppo Stellantis sembra aver già scelto la propria rotta, lasciando la Croma in un limbo sospeso tra sogno e strategia.

Il render proposto da Grainseir non è solo un esercizio di stile: è un vero e proprio manifesto di ciò che potrebbe essere la nuova frontiera del design italiano applicato alle berline di segmento D. La vettura, con le sue superfici tese e la silhouette quasi fastback, traduce in chiave contemporanea l’eleganza sobria della Croma originale. Spiccano dettagli come la calandra orizzontale, i fari a LED sottili e una barra luminosa posteriore che corre a tutta larghezza, mentre i cerchi aerodinamici e lo spoiler integrato parlano una lingua fatta di elettrificazione e attenzione all’efficienza. In un mercato dove l’identità di marca è sempre più spesso sacrificata sull’altare della globalizzazione, queste scelte stilistiche diventano un segnale forte, quasi una dichiarazione d’intenti.

Tuttavia, la realtà dei fatti racconta una storia diversa. Il gruppo Stellantis, che oggi governa il destino di Fiat, sembra aver chiuso la porta – almeno per ora – al ritorno della Croma. La strategia del colosso automobilistico è orientata verso segmenti ben più redditizi e in linea con le tendenze del momento: city car compatte e SUV urbani, come dimostrano i progetti Giga Panda e Panda Fastback attesi a breve. Investire in una nuova ammiraglia significherebbe deviare risorse considerevoli su piattaforme, powertrain e reti distributive, scelte che mal si conciliano con la linea adottata da Fiat negli ultimi anni. Eppure, il dibattito resta aperto: una berlina di segmento D, se ben concepita, potrebbe rappresentare un’occasione unica per rilanciare il valore percepito del marchio, fungendo da vetrina per l’innovazione e il design italiano.

Non è un caso che il lavoro di Roibeard Grainseir abbia catalizzato l’attenzione di addetti ai lavori e semplici appassionati. I render digitali, spesso realizzati con il supporto dell’intelligenza artificiale, sono diventati oggi veri e propri laboratori pubblici dove si sperimentano forme, linguaggi e soluzioni tecniche. In un certo senso, rappresentano la voce della comunità, capace di anticipare desideri e tendenze che le case automobilistiche farebbero bene a non sottovalutare. Il successo di queste reinterpretazioni dimostra quanto sia ancora vivo il legame emotivo tra il pubblico e modelli storici come la Fiat Croma, ma anche quanto sia forte la domanda di innovazione autentica e non solo di restyling superficiali.

Dal punto di vista industriale, il ritorno della Croma resta comunque un’ipotesi remota. Le logiche di mercato, oggi più che mai, impongono scelte drastiche: meglio puntare su modelli compatti, agili e sostenibili, capaci di affrontare le sfide della mobilità urbana e della transizione ecologica. La elettrificazione rappresenta ormai un passaggio obbligato, e le piattaforme condivise all’interno del gruppo Stellantis permettono di razionalizzare i costi e massimizzare l’efficienza. Ma proprio in questo scenario, la fantasia e la creatività di designer indipendenti possono giocare un ruolo chiave, suggerendo strade alternative e stimolando il dibattito su cosa significhi davvero essere “italiani” nel mondo dell’auto.

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