Fiat 500 Hybrid 2026: ritorno a Mirafiori e prova su strada
Per Stellantis la nuova Fiat 500 Hybrid rappresenta ben più di una semplice evoluzione tecnica: è il ritorno della produzione italiana a Mirafiori, con numeri che non lasciano spazio a interpretazioni. Centomila unità annue, un obiettivo ambizioso che testimonia la fiducia nel progetto e la volontà di ridare respiro allo stabilimento torinese, cuore della storia automobilistica italiana.
Alla base di questa rinascita il motore da 1.0 litri a tre cilindri da 65 cavalli, accompagnato da un sistema mild hybrid che rappresenta il compromesso intelligente tra l’eredità storica della 500 e le moderne esigenze normative. Non si tratta di una scelta casuale: il sistema BSG (belt starter generator) non fornisce trazione diretta alle ruote, bensì migliora la fluidità di marcia con quella progressività che si impara facilmente ad apprezzare. I consumi si riducono, i vantaggi fiscali arrivano in certe regioni, e il marchio ritrova la sua natura di costruttore di vetture efficienti e consapevoli del proprio ruolo.
La riduzione di potenza da 70 a 65 cavalli rispetto alla generazione precedente non è una sconfitta, ma una soluzione tecnica necessaria per rispettare l’Euro 6 bis e l’omologazione ibrida. Chi sa leggere tra le righe comprende subito: qui c’è pragmatismo, non compromesso al ribasso. La gamma si articola in quattro allestimenti principali, dalla Pop base alla LaPrima top di gamma, passando per la serie speciale Torino—dedicata alla città e al luogo di produzione con colori esclusivi e badge dedicati—e l’Icon intermedia. La LaPrima non lesina: cerchi da 17 pollici, tetto in vetro, sedili riscaldabili. Nel 2026 arriveranno anche la versione 3+1 e la Cabrio con supplemento di prezzo, per chi vuole ancora più carattere.
L’estetica riprende consapevolmente le forme della 500 elettrica, ma si distingue per la calandra aperta – necessaria al raffreddamento del motore a benzina – e il terminale di scarico che comunque risulta ben occultato alla vista. Le dimensioni crescono leggermente rispetto alla serie ibrida precedente: 3,63 metri di lunghezza, passo di 2,32 metri, larghezza di 1,68 metri. Il bagagliaio rimane contenuto a 183 litri, ma l’abitabilità percepita migliora sensibilmente.
Dentro, il cruscotto in tinta con la carrozzeria crea un’atmosfera coerente. Il cambio manuale a sei marce rappresenta una scelta che parla di continuità con la tradizione italiana, accompagnato da un sistema multimediale con display da 10,25 pollici e wireless per Android Auto e Apple CarPlay.
Dal punto di vista dinamico, la 500 Hybrid offre uno sterzo leggero e preciso, sospensioni tarate per il comfort urbano e innesti ben calibrati. In città il motore è più che adeguato con buone riprese ai bassi regimi e consumi contenuti; nel corso di trasferimenti veloci mantiene stabilità e silenziosità, anche se non è concepita per ritmi sostenuti. I prezzi partono da 19.900 euro per la Pop (16.950 con rottamazione e finanziamento), 20.900 per la Torino, 21.400 per l’Icon e 24.400 per la LaPrima. La Cabrio richiede un supplemento di 3.000 euro. Nel complesso, la nuova 500 Hybrid rappresenta un’evoluzione coerente della gamma: mantiene intatta l’identità storica, introduce soluzioni tecniche rispondenti alle normative attuali e rilancia la produzione italiana con volumi significativi, posizionandosi come soluzione pratica per chi cerca una citycar moderna e con costi di esercizio ridotti.
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