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Ferrari SF-26: a Fiorano svelata la Rossa, la prima con motore da 350 kW

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 23 gen 2026
Ferrari SF-26: a Fiorano svelata la Rossa, la prima con motore da 350 kW
La Ferrari SF 26 debutta a Fiorano con soluzioni tecniche radicali: eliminato l'MGU H, motore elettrico potenziato a 350 kW.

Quando si parla di rivoluzione, spesso si rischia di esagerare. Ma questa volta, a Fiorano, la parola trova finalmente il suo significato più autentico. La Ferrari SF 26 non è soltanto la nuova monoposto del Cavallino Rampante: è il manifesto di una svolta, il primo vero capitolo di una Formula 1 che, dal 2026, si presenterà sotto una luce radicalmente diversa. Il 23 gennaio, in un clima carico di tensione e aspettative, la Scuderia ha tolto i veli a una vettura che abbandona ogni compromesso con il passato, puntando tutto su una filosofia di semplicità evoluta e audacia tecnica.

Il cuore pulsante di questa rivoluzione è senza dubbio l’addio all’MGU H, una delle componenti più discusse e sofisticate dell’era ibrida. La sua eliminazione, dettata dalle nuove regole FIA, ha imposto agli ingegneri di Maranello un cambio di passo netto, costringendoli a riscrivere le regole del gioco. Non è un semplice taglio, ma un vero e proprio cambio di mentalità, che apre la strada a un sistema ibrido dove il protagonista diventa il nuovo motore elettrico 350 kW. Un balzo in avanti non solo in termini di potenza, ma anche di reattività e gestione dell’energia, elementi che – nella nuova era della Formula 1 – saranno il discrimine tra chi sogna e chi vince davvero.

Accanto a queste novità tecniche, la Ferrari SF 26 si distingue anche per la scelta coraggiosa del fuel sostenibile 99. Non è solo una questione di immagine: la transizione verso carburanti a bassissimo impatto ambientale rappresenta un tassello fondamentale per il futuro della categoria. Maranello ha abbracciato la sfida con entusiasmo, ben consapevole che la sostenibilità non è più un’opzione, ma un obbligo morale e sportivo. Il nuovo carburante promette prestazioni di alto livello senza sacrificare la responsabilità ambientale, segno che la Ferrari vuole guidare la transizione, non inseguirla.

Sul fronte estetico, il ritorno alla vernice lucida dopo sette anni di opaco non è una semplice operazione nostalgia. Il rosso brillante, impreziosito da inserti bianchi attorno al cockpit e sul cofano motore, racconta di una Ferrari che guarda al passato per ritrovare la propria anima, ma senza rinunciare a un’identità visiva fresca e moderna. In un paddock dove ogni dettaglio è calcolato al millimetro, la scelta cromatica diventa un messaggio: la Ferrari non ha paura di farsi notare, di essere diversa.

La vera rivoluzione, però, si gioca sul terreno della progettazione. Il direttore tecnico Loic Serra ha sottolineato con decisione come la fase concettuale sia stata il vero segreto del nuovo corso: «Capire prima di disegnare» è diventato il mantra di una squadra che non vuole più rincorrere le mode, ma anticipare i tempi. Il lavoro metodico, la ricerca di proporzioni contenute e superfici meno aggressive, rispondono a una logica precisa: creare una piattaforma flessibile, capace di adattarsi alle inevitabili evoluzioni che la stagione porterà con sé. In un mondo dove la tecnologia cambia a ritmi vertiginosi, la capacità di sviluppare la vettura in corsa sarà la chiave per restare davanti.

Sulla stessa lunghezza d’onda si muove Enrico Gualtieri, responsabile della power unit, che parla senza mezzi termini di «svolta di filosofia». La propulsione della Ferrari SF 26 non è più una somma di componenti, ma un organismo vivo, dove ogni elemento dialoga con l’altro per massimizzare l’efficienza e la potenza. L’incremento della componente elettrica, l’eliminazione dell’MGU H e l’adozione del motore elettrico 350 kW sono i pilastri di un progetto che guarda al futuro con coraggio e lucidità.

Anche l’aerodinamica ha subito una rivoluzione silenziosa ma profonda. L’attenzione si è concentrata sulla risposta ai nuovi limiti imposti dal regolamento, in particolare alla riduzione del ground effect. La Ferrari ha scelto un approccio meno esasperato, puntando su linee pulite e superfici semplificate, per garantire una maggiore facilità di sviluppo durante la stagione. Un segnale chiaro che, nella nuova Formula 1, la velocità non sarà solo una questione di cavalli, ma anche di capacità di adattamento e di lettura delle situazioni.

I primi chilometri dello shake down, i test collettivi a Barcellona e le simulazioni in Bahrain saranno i banchi di prova di una vettura che si presenta senza proclami, ma con la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta. La Ferrari SF 26 non promette miracoli, ma offre una piattaforma solida e pronta a crescere, dove ogni dettaglio è stato pensato per affrontare la curva di apprendimento imposta dai nuovi regolamenti. In un contesto in cui l’errore si paga a caro prezzo, la capacità di non sbagliare sarà il vero segreto del successo.

Così, a Fiorano, si è scritta la prima pagina di una storia che promette di cambiare il volto della Formula 1. E questa volta, davvero, la rivoluzione parte da Maranello.

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