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L'anima di Apple in una Ferrari: ecco come sarà la nuova "Luce"

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 19 feb 2026
L'anima di Apple in una Ferrari: ecco come sarà la nuova
La Ferrari Luce, progettata da Jony Ive e LoveFrom, debutterà a maggio 2026. Interni ispirati alle monoposto F1, chiave Corning Fusion5 ed eccellenti ricavi 2025.

Nel cuore di Maranello, dove ogni innovazione è un salto nel futuro ma con lo sguardo rivolto al glorioso passato, si sta scrivendo una nuova pagina nella storia dell’automobile. E non si tratta di una rivoluzione qualunque: il Cavallino Rampante si prepara a svelare la Ferrari Luce, il suo primo modello completamente elettrico, il cui debutto è fissato per maggio 2026 a Roma. Un evento che non è solo un lancio di prodotto, ma una dichiarazione d’intenti: la casa modenese vuole guidare la transizione verso la mobilità sostenibile senza tradire la propria anima sportiva, fatta di emozioni, prestazioni e design inconfondibile.

Dietro le quinte di questa trasformazione, i numeri parlano chiaro e tracciano il solco di una strategia che punta dritto al futuro. Nel 2025, Ferrari prevede ricavi 2025 superiori a 7.146 milioni di euro e un utile netto che sfiora i 1.600 milioni, risultati che hanno permesso di accelerare la tabella di marcia per il rinnovamento della gamma. Ma, come spesso accade tra le curve di Fiorano, non sono solo i dati finanziari a fare la differenza: ciò che colpisce è la volontà di mantenere saldo il legame con l’identità storica del marchio, anche quando si abbraccia una propulsione tanto diversa quanto rivoluzionaria.

La mano di Apple sul design Ferrari

Il design della Ferrari Luce non nasce dal caso, ma dalla visione estetica di uno dei più celebri innovatori del nostro tempo: Jony Ive. Lo studio LoveFrom, guidato dall’ex chief designer di Apple, ha accettato la sfida di reinterpretare il DNA Ferrari in chiave elettrica, con un approccio che punta a un equilibrio raffinato tra passato e futuro. E qui, ogni dettaglio racconta una storia: il volante a tre razze, ispirato al celebre Nardi degli anni ’50 e ’60, è un tributo alla tradizione, ma la sua struttura in alluminio lasciata volutamente a vista suggerisce un’attenzione quasi maniacale per i materiali e le lavorazioni.

Entrando nell’abitacolo, ci si accorge subito che la filosofia di Jony Ive ha contaminato profondamente gli interni della vettura. Non c’è nulla di superfluo, ogni elemento è pensato per dialogare con chi guida e con chi sale a bordo. Persino la chiave diventa un oggetto di culto: realizzata in Corning Fusion5, un vetro automotive resistente ai graffi, integra un display E Ink capace di cambiare colore una volta inserita nel tunnel centrale. Un piccolo gioiello di tecnologia che sintetizza perfettamente l’idea di fondere estetica ricercata e innovazione funzionale, senza mai dimenticare il piacere dell’esperienza sensoriale.

Eppure, il passaggio alle auto elettriche solleva inevitabilmente domande e aspettative. L’autonomia, i tempi di ricarica, il peso e il comportamento dinamico restano interrogativi aperti, soprattutto per chi si aspetta che la Ferrari Luce sia all’altezza degli standard prestazionali che hanno reso il Cavallino Rampante una leggenda sulle piste e sulle strade di tutto il mondo. È una sfida che Ferrari non può permettersi di perdere: il pubblico dei puristi osserva con attenzione, diviso tra la paura che il minimalismo di Jony Ive possa raffreddare l’esuberanza storica del marchio e la speranza che questa collaborazione rappresenti un’occasione di modernizzazione senza compromessi.

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