Lamborghini: nel giorno delle finali mondiali abbiamo provato la Urus

In occasione delle Word Final Lamborghini a Vallelunga abbiamo guidato su strada ed in off-road la stratosferica Urus nuovo punto di riferimento tra i SUV.

Lamborghini: nel giorno delle finali mondiali abbiamo provato la Urus

di Valerio Verdone

23 Novembre 2018

L’occasione è stata quella delle finali mondiali Lamborghini che lo scorso fine settimana sono andate in scena a Vallelunga; in un tripudio di adrenalina mista ad odore di gomme bruciate e freni incandescenti abbiamo avuto la nostra prima presa di contatto con quello che è diventato il nuovo riferimento tra i SUV, e che dalle parti di Sant’Agata bolognese hanno chiamato semplicemente Urus.

Mentre i piloti battagliavano in pista, noi siamo saliti a bordo di questa sportiva a baricentro alto che non lascia nulla all’immaginazione. Nel frattempo Giacomo Altoè e Daniel Zampieri del team Antonelli Motorsport hanno conquistato il titolo di campioni mondiali della classe PRO; Juan Perez e Loris Spinelli, alfieri del P1 Motorsport, hanno trionfato nella PRO-AM; Ryan Hardwick del Dream Racing Motorsport si è aggiudicato il titolo AM; e Joseph Collado della AGS Events quello della Lamborghini Cup.

Nomi che entreranno negli annali della Casa del Toro come la Urus, tanto veloce quanto incredibile. Spieghiamoci meglio: è normale attendersi prestazioni da capogiro (305 km/h e 3,6 s nello 0-100 km/h) da un SUV dotato di un V8 4.0 biturbo da 650 CV ed 850 Nm di coppia massima, ma è difficile che quest’ultimo riesca a viaggiare forte quanto le sportive a baricentro basso. Di solito, siamo abituati a vetture analoghe che viaggiano veloci e che hanno una buona tenuta, ma poi in frenata fanno le bizze, e i trasferimenti di carico le limitano nel misto. Ebbene, alla Urus questo non succede, lei va avanti per la sua strada, degna erede della LM002.

Certo, è sempre un SUV da 2.200 kg, ma le barre di torsione attive, il differenziale posteriore Torsen attivo, le sospensioni pneumatiche e la trazione integrale permanente con differenziale centrale lavorano per lei come gli Avengers per salvare l’umanità. Così, il volante sportivo, che nell’esemplare provato aveva l’impugnatura in alcantara, agisce rapido, senza incertezze, trasmette in un lampo gli input del guidatore ed è anche leggero, facendo sembrare la Urus una libellula. Su strada è devastante, e se chiudete gli occhi mentre siete seduti sul sedile del passeggero anteriore potreste percepire accelerazioni simili a quelle delle Lambo a baricentro basso. Eresia? No, semplicemente modernità e tecnologia, quella che a Sant’Agata Bolognese è arrivata a vagonate negli ultimi anni e che ha consentito agli ingegneri di compiere quest’autentica magia.

L’anima, così si chiama il comando che varia le modalità di guida, è un congegno interessante, e se selezionate Corsa aspettativi fucilate in accelerazione e scoppi in scalata dalla trasmissione automatica ad 8 rapporti; su strada è meglio propendere per la voce Sport che rende l’auto reattiva ma non estrema.

Ma non è certo finita qui, perché in compagnia di un pilota d’eccezione come Milos Pavlovic, abbiamo spinto la Urus al massimo delle sue capacità in off-road, su un “pistino” di terra chiuso al traffico dietro l’autodromo. Selezionando la modalità terra l’auto si è disposta all’altezza giusta grazie alle sospensioni pneumatiche e poi ha assorbito qualsiasi buca con una naturalezza sconvolgente. Il bello è che la coppia può arrivare fino all’83% al retrotreno, così i traversi sono assicurati, ma poi l’avantreno rimette le cose a posto con la sua motricità. Con Milos al volante ci siamo concessi persino il lusso di un salto, che di solito è un qualcosa riservato alle auto da rally. Poi, come se niente fosse, siamo tornati su strada per una breve trasferimento, ma convinti che questo SUV dice realmente qualcosa di nuovo e che i tempi per una sportiva a ruote alte sono maturi come ci ha insegnato Lamborghini.

Alla fine della giornata, non abbiamo resistito ad una sbirciatina sul listino, tanto per sapere quale somma ci vorrebbe per mettere in garage il SUV più esagerato del mercato, e purtroppo abbiamo constato che il prezzo è quello di un prodotto d’eccellenza destinato a pochi: oltre 209 mila euro. Ma se si attinge alla lista degli optional può crescere ancora, e può crescere molto. D’altra parte è una Lambo e non conosce mezze misure!

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