Alfa Romeo: “Cofani Aperti” al Museo Storico di Arese

Un weekend a tu per tu con la raffinata meccanica delle Alfa Romeo storiche in esposizione permanente, che per l’occasione “alzeranno” i rispettivi cofani per la gioia degli appassionati.

Alfa Romeo: “Cofani Aperti” al Museo Storico di Arese

di Francesco Giorgi

12 settembre 2018

Cosa c’è “sotto” alle nobilissime carrozzerie degli esemplari in esposizione al Museo Storico Alfa Romeo di Arese? Quali sono i segreti motoristici, le raffinatissime meccaniche chiamate a contribuire, per decenni, al prestigio del “Biscione” in tutto il mondo e – a prendere in prestito un vecchio slogan pubblicitario del Marchio – ad amplificare gli effetti del “Virus Alfa” creando nuovi enthusiast? Tutto questo avrà una risposta, il prossimo weekend, con “Cofani Aperti”, singolare iniziativa in programma nei locali del Museo Storico. Per l’occasione, sabato 15 e domenica 16 settembre il ruolo di protagonisti della “due giorni Alfa Romeo” non sarà, come accennato, affidato ai corpi vettura, quanto ai motori delle vetture in esposizione.

Una iniziativa piuttosto insolita in un settore, quello dell’auto d’epoca di grande prestigio, nel quale solitamente sono le linee delle vetture a fare da primo catalizzatore degli sguardi di tutti gli appassionati, i curiosi ed i connoisseur. Ciò che si cela sotto le pannellature è, il più delle volte, questione ulteriormente da analizzare. Tutavia, il vero appassionato del “Biscione” (e di auto d’epoca “tout court”) sa bene che la valenza storica delle vetture va oltre la carrozzeria: una meccanica realizzata con cura artigianale, e in possesso di soluzioni tecniche all’avanguardia – peculiarità per lungo tempo scritte a caratteri cubitali nei cahier tecnici di Alfa Romeo – condivide equamente il valore di immagine di una vettura con il design esteriore.

Ed ecco l’origine alla base del progetto “Cofani Aperti” che si terrà nel prossimo fine settimana presso i locali del Museo storico di Arese: Il “cuore” delle Alfa Romeo di tutti i tempi esposto allo sguardo indagatore degli appassionati. Un modo “diverso”, una volta tanto, per ammirare il concetto di automobile. Un esempio su tutti: il profilo acquattato di Alfa Romeo 33 Carabo, show car che Marcello Gandini, “matita” di Bertone, impostò nel 1968 per il corpo vettura di questo esemplare unico sviluppato su meccanica Alfa Romeo 33 Stradale, ovvero l’unità motrice da 1.995 cc, con architettura ad 8 cilindri a V, doppia accensione ed iniezione meccanica Spica, a sua volta frutto di un progetto affrontato da Giuseppe Busso (il “papà” del leggendario bialbero Alfa Romeo) e sviluppato dal numero uno di Autodelta Carlo Chiti. I visitatori avranno modo di ammirare il V8 che si nasconde sotto le forme di Alfa Romeo Carabo: un propulsore nato per le competizioni e che avrebbe dato vita ad una fortunata serie di unità motrici destinata ad estendersi per l’equipaggiamento della coupé Alfa Romeo Montreal e, con cilindrata portata a 2,5 litri, nella seconda evoluzione di Alfa Romeo 33 destinata agli impieghi agonistici.

Proprio la “famiglia” 33 sarà anch’essa in primo piano nella rassegna “Cofani Aperti” di sabato 15 e domenica 16: una volta “tirata su” la sinuosa carrozzeria disegnata da Franco Scaglione, a fare bella mostra di se saranno i motori V8 Autodelta. Protagonista di questa edizione sarà, infatti, il sezionato completo dell’Alfa 33 che, quasi trentacinque anni dopo esser stato esposto nei saloni di tutta Europa, torna a mostrare ogni dettaglio della raffinata meccanica.

Oltre alle vetture esposte nel museo e nelle aree adiacenti – poco meno di un centinaio, tra collezione permanente e mostre temporanee – per l’occasione saranno esposti anche altri esemplari inediti.  Da segnalare, a questo proposito, alcune “chicche” degne di nota: il motore 2600 Sprint ad iniezione, esemplare unico realizzato sul poderoso bialbero della lussuosa e performante coupé allestita quale evoluzione della precedente Alfa Romeo 2000 Sprint, uno dei primi disegni di Giorgetto Giugiaro per Bertone; e, altra “one-off”, Alfasud Sprint 6C, prototipo realizzato nel 1982 – ancora una volta a cura di Autodelta – dal vulcanico Carlo Chiti come prefigurazione di “berlinetta” gruppo B: sotto il corpo vettura Alfasud Sprint venne collocato, in posizione centrale-longitudinale, il motore a 6 cilindri 2.5 (2.492 cc) da 156 CV che già equipaggiava Alfa Romeo GTV6 2.5 ed Alfa 6.

L’iniziativa “Cofani Aperti” al Museo Storico Alfa Romeo di Arese sarà aperta al pubblico dalle 10 alle 18 di sabato 15 e domenica 16 settembre; in programma, per entrambe le giornate della manifestazione, una visita guidata, che inizierà alle 16.

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