Grand Basel: la “Linea Diamante” di Gio Ponti prende vita dopo 65 anni

Lo studio per vettura da famiglia elaborato dal progettista e designer milanese nel 1953 su base Alfa Romeo 1900, finora riprodotto su scala non superiore all’1:10, è stato realizzato a grandezza naturale da FCA Heritage.

Grand Basel: la “Linea Diamante” di Gio Ponti prende vita dopo 65 anni

Tutto su: Alfa Romeo

di Francesco Giorgi

05 settembre 2018

“L’eccellenza in movimento”: è, questo, il claim che accompagna la imminente prima edizione di Grand Basel, rassegna dedicata alla cultura dell’automobile di grande prestigio, nei suoi aspetti storici ed attuali, riletti nelle rispettive espressioni sociali, sportive ed artistiche, in programma presso il quartiere fieristico di Basilea da giovedì 6 a domenica 9 settembre.

L’evento rappresenta il primo di una serie di appuntamenti omologhi che, successivamente, si terranno a Miami Beach (22-24 febbraio 2019) ed Hong Kong (maggio 2019). Fra le vetture in esposizione, oltre alla attesa Lancia Delta Futurista by Automobili Amos (qui un nostro approfondimento), una preziosa rappresentanza della storia Alfa Romeo, attraverso due vetture: una 1900 del 1950 (prima serie), attualmente custodita presso il Museo storico di Arese; ed una autentica “chicca” per gli appassionati di progettazione industriale e, in special modo, della grande stagione del design all’italiana, che prese il via proprio negli anni successivi al termine della Seconda Guerra mondiale e, per un trentennio, si pose al centro dell’evoluzione degli oggetti di uso comune in tutto il mondo.

Si tratta, nello specifico, di “Linea Diamante”, progetto di autovettura “da famiglia” disegnato nel 1953 dal leggendario architetto e designer industriale Gio Ponti, autore, fra l’altro, del Grattacielo Pirelli di Milano, il “Pirellone” che tutti conoscono, oggi sede della Regione Lombardia e che chiunque si trova di fronte una volta al di fuori della stazione ferroviaria Milano Centrale: una collocazione peraltro strategica; ma anche della altrettanto celebre “Sedia Superleggera” che incarna in se funzionalità e leggerezza in termini estetici e fisici, nonché fondatore nel 1928 della rivista di architettura e design “Domus” partner culturale di Grand Basel.

Per la prima volta, il grande pubblico avrà l’opportunità di ammirare dal vivo la creazione di Gio Ponti a tema automobilistico, realizzata in collaborazione con Alberto Rosselli e riprodotta, sulla base dei disegni originali, in un modello tridimensionale a cura di Roberto Giolito, responsabile della Divisione FCA Heritage.

I principi ispiratori della “Linea Diamante” di Gio Ponti e Alberto Rosselli erano, all’epoca, del tutto nuovi nell’allora panorama del design automobilistico italiano, del resto agli albori: partendo da una forma “a goccia”, dunque aerodinamica, prese forma un successivo sviluppo maggiormente spigoloso. Tuttavia, non era questo l’elemento peculiare del design concept di Gio Ponti ed Alberto Rosselli: corpo vettura dalle proporzioni relativamente grandi, finestrature di più modeste dimensioni, interni scuri; pannelli carrozzeria piatti per aggiungere spazio all’interno per conducente, passeggeri e bagagli e un “tetto panoramico” in cristallo ad aiutare la luminosità dell’abitacolo; una impostazione esterna decisamente moderna ed “architettonica”, amplificata in questo senso da un fascione protettivo in gomma, ideato in collaborazione con Pirelli, che in corrispondenza dell’anteriore e del posteriore del veicolo veniva corredato con una serie di “tamponi” supplementari atti a minimizzare le conseguenze dei piccoli urti (soluzione che, con diverse modifiche, sarebbe stata ripresa, oltreoceano, soltanto all’inizio degli anni 70 e riproposta da Fiat nella metà dello stesso decennio).

Come accennato, il progetto “Linea Diamante” era stato concepito per una sua applicazione su Alfa Romeo 1900 (qui una gallery di immagini sulla storia della “Alfona”); per la messa in esecuzione dell’idea, Gio Ponti cercò in un primo tempo una collaborazione con la Carrozzeria Touring e, successivamente, presentò i piani di disegno ai vertici Fiat come possibile interpretazione concettuale di vettura di dimensioni compatte. L’idea, tuttavia, venne respinta. Per trovare sulle strade di tutti i giorni alcune delle soluzioni elaborate da Gio Ponti, si sarebbe dovuto attendere un ventennio: la “Linea Diamante”, quindi, risulta esemplare per lungimiranza del progettista.